#NOI SOSTENIAMO IL CANADA

Condividiamo tutti il nostro sostegno al Canada per la battaglia epocale in difesa della libertà di tutto il mondo. Il manifesto chiede l’occupazione di consolati e ambasciate canadesi. Ognuno contribuisca come può a sostenere la protesta per ripristinare i diritti fondamentali dell’Uomo prima che l’impostura diabolica del Grande Reset ce li tolga definitivamente per ridurre l’umanità in schiavitù.

Putin sfida l’ipocrisia e la violenza dell’Occidente

Ripropongo questo storico discorso di Putin del 2014. Dopo otto anni, con l’attuale crisi Russia-NATO-Ucraina , acquista un significato particolare.

Storico discorso del Presidente Vladimir Putin che presenta al Parlamento la mozione per l’integrazione della Crimea e della città di Sebastopoli         

DISCORSO DI PUTIN– Putin ha affrontato il tema del diritto dell’autoproclamazione d’indipendenza dei popoli sul piano internazionale sottolineando che in seno all’Onu non vi è “nessun divieto all’autoproclamazione della indipendenza: il diritto internazionale non vieta l’autoindipendenza” afferma Putin riferendosi alla risoluzione presa dal Consiglio di Sicurezza per il Kosovo. Inoltre Putin ricorda anche le posizioni espresse all’epoca dagli Stati Uniti che avevano stabilito che “le dichiarazioni d’indipendenza possono violare le regole ma ciò non significa che violano il diritto internazionale”.

Per questo il presidente russo afferma che la situazione in Crimea s’inserisce proprio in questo ambito e Putin si chiede perché se ciò è valso per gli albanesi del Kosovo, “ciò non può valere per i cittadini della Crimea”.

“Colgo l’occasione per ringraziare le forze armate della Crimea e quelle dell’Ucraina che non hanno ceduto allo scontro – prosegue Putin. Si parla di un’aggressione della Russia in Crimea, ma io non ricordo un’aggressione senza un colpo di fuoco”.

“Il caso dell’Ucraina è lo specchio di ciò che è accaduto dopo il crollo del sistema bipolare: è sparito l’equilibrio. L’asse è ora basato sul principio del più forte. Gli Stati Uniti con questo principio mostrano di voler essere i più forti. Adottano e costringono risoluzioni per spiegare le loro azioni nel mondo. E nel caso contrario agiscono violando le loro risoluzioni Onu: ad esempio per i bombardamenti nel 1989 di Belgrado, seguiti da un vero intervento armato, dalla ex Jugoslavia, all’Iraq, passando all’Afghanistan fino alla violazione dello spazio aereo della Libia”.

“Le persone sono stanche della tirannia della povertà. Anziché la diffusione della democrazia della libertà c’è stata una serie di violazioni: dalla primavera all’inverno arabo. Ci sono state azioni contro l’integrazione di paesi nello spazio europeo sia per la Russia che per l’Ucraina. Vogliamo rapporti paritari e trasparenti ma non vediamo nessun passo in avanti verso di noi: ci hanno messo sempre di fronte agli atti compiuti. Tra questi: l’allargamento della frontiera della Nato ad est. Facile dire che non ci riguarda. Come il dispiegamento missilistico”, commenta Putin che poi torna a criticare il fatto che sono mancate “anche le promesse sull’accesso economico internazionale” in quanto “ora parlano di sanzioni”.

“Noi vogliamo difendere la nostra indipendenza ma c’è un limite a tutto. I nostri partner occidentali hanno superato il limite e in Ucraina si sono comportati in maniera grezza. Hanno perso il senso della misura e la Russia si è trovata davanti ad un limite. La Russia ha i proprio interessi nazionali come li hanno tutti gli altri paesi e devono essere rispettati”.

“Ma siamo anche grati a tutti coloro che hanno avuto comprensione per la Crimea. Ringraziamo la Cina, la cui dirigenza ha esaminato la situazione nella sua pienezza storica e politica. Apprezziamo la moderazione dell’India” prosegue Putin che poi si è rivolto al popolo americano ricordando “che sono sati orgogliosi dei loro diritti dalla dichiarazione d’indipendenza in poi. E quindi quello della popolazione della Crimea non è lo stesso?”.

“Voglio anche rivolgermi alla Germania. Nel caso dell’unione della Germania, noi appoggiavamo la volontà dei tedeschi di essere uniti. Mi rivolgo infine al popolo dell’Ucraina; non siamo mai intervenuti sulle loro decisioni. Ma è colpa loro della spaccatura del paese. Noi non vogliamo dividere l’Ucraina, non ne abbiamo bisogno”, rassicura il presidente russo in merito ai timori di ulteriori annessioni nella parte dell’Ucraina occidentale.
“Quello che è dell’Ucraina continuerà ad essere dell’Ucraina. Sarà come è stata per secoli, la patria dei popoli che hanno vissuto lì”, garantisce Putin che poi afferma come la “Crimea è un nostro successo comune e un fattore di stabilità e questo elemento strategico deve essere sotto la stabilità della Russia. Altrimenti sia noi Russi che Ucraini potremmo perdere la Crimea”.

“La prospettiva dell’ingresso dell’Ucraina nella Nato non porta a nulla alla Crimea. Noi non siamo contrari ad una cooperazione con la Nato: siamo contrari a basi della Nato ai confini del nostro territorio. Siamo più favorevoli che la Nato sia ospite nostra a Sebastopoli, sostiene Putin riferendosi alla base militare ucraina nella città portuale della Crimea.

“Oggi ci fa male quello che accade in Ucraina: siamo un popolo unico. Kiev è madre delle città delle Russie. L’antica Russia è la nostra fonte comune e noi non possiamo vivere gli uni senza gli altri. La Russia difenderà sempre i loro interessi con mezzi diplomatici, economici e di giustizia. Tuttavia dev’essere prima di tutto l’Ucraina a voler difendere questi interessi e potrà essere una garanzia per la stabilità del suo paese”, afferma Putin parlando ovviamente degli interessi strategici e della dipendenza economica dell’Ucraina alla Russia.
“L’Ucraina è uno dei principali partner e quindi vogliamo solo successi per il paese e siamo pronti a dare un contributo ma i cittadini devono fare ordine nel loro paese”.

“Cittadini di Sebastopoli siete stati voi a decidere del destino della Crimea. In questi giorni vi siamo stati vicini con sinceri sentimenti di fraternità. La forza della politica estera della Russia si è basata sulla forza di milioni di persone. Grazie per questo patriottismo. Dobbiamo restare uniti nel futuro per superare i contrasti esteri” ha esordito Putin ricordando che “le dichiarazioni occidentali sono state aggressive e noi risponderemo. Non aspireremo a scontri e faremo il necessario per creare rapporti civili e di buon vicinato”.

Infine Putin si è avvicinato alla conclusione del suo discorso ribadendo la costituzionalità e la regolarità del voto referendario: “Il referendum è stato regolare e la Russia ora dovrà prendere delle decisioni sia per questioni interne che esterne: ma la posizione della maggioranza è evidente e in base anche ai sondaggi, il 95% della popolazione ritiene che la Russia deve difendere gli interessi della popolazione e minoranze della Crimea. Più dell’83% della popolazione ritiene che lo deve fare anche andando contro gli interessi di altri paesi, l’85% della popolazione è convinto che la Crimea è parte della terra della Russia e infine il 92% è a favore dell’unificazione della Crimea alla Russia. E così sia la popolazione della Crimea che quella russa sostengono l’annessione della Crimea e Sebastopoli alla Federazione Russa”.

Uno slancio di patriottismo di Putin costantemente interrotto dagli applausi del Parlamento: “La questione va oltre alle discussioni politiche: in quanto la questione è in mano ai popoli. In questo senso presento al Parlamento la promozione di prevedere l’integrazione di due nuove entità: la Crimea e la città di Sebastopoli. Propongo di ratificare l’ingresso e non dubito del vostro sostegno”.

https://unafides33.blogspot.com/2014/03/putin-sfida-lipocrisia-e-la-violenza.html

La bocciatura che restituisce speranza alla vita

16 febbraio 2022

Ieri sera la Corte Costituzionale ha detto di no al Referendum sull’eutanasia legale. Il motivo dell’inammissibilità è che con esso non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana. Ciò a seguito dell’abrogazione seppur parziale della norma sull’omicidio del consenziente soprattutto in riferimento a persone vulnerabili e deboli. Naturalmente i commenti dei politici non si sono fatti attendere. Soprattutto la sinistra e i radicali di Marco Cappato che ritiene la bocciatura della Consulta una “brutta notizia per la democrazia”. E curioso notare come il concetto di democrazia venga distorto o tirato per la giacchetta a seconda delle convenienze. Permettere ad un essere umano che ancora respira di continuare a vivere è anti democratico, secondo una parte politica. Mentre impedire a migliaia di persone di decidere della propria salute rifiutando una cura ancora sperimentale è democratico, anzi è un grande atto di altruismo verso la collettività. Quindi una persona ha diritto di disporre della propria VITA quando decide di morire, magari incalzata da una cultura di MORTE che ha fatto dell’eutanasia legale il suo cavallo di Troia, mentre non può disporne quando decide di rifiutare una cura sperimentale per ovvi motivi di timore per la propria integrità.

Anche il commento di Papa Francesco questa volta non si è fatto attendere: “La vita è un diritto, non la morte, la quale va accolta, non somministrata. E questo principio etico riguarda tutti, non solo i cristiani o i credenti“. La Cei in attesa del deposito della sentenza in una nota ha comunicato infine di essere favorevole a tale pronunciamento. Ha invitato poi a non marginalizzare mai l’impegno della società ad offrire supporto per superare/alleviare situazioni di disagio/sofferenza. E proprio in merito al parere della Chiesa Cattolica, un’altra contraddizione quantomeno singolare, come tante che orbitano intorno al tema “fine vita”, è stata la reazione di personaggi della televisione che prima si sperticavano in lodi e omaggi al pontefice, ma quando si è pronunciato contro il DDL Zan e l’eutanasia legale hanno cominciate a lanciare invettive e velate minacce al clero che percepiscono come un “peso” in Italia. Allora sarebbe opportuno ricordare a lorsignori, che l’Italia è un Paese cattolico e centro della cristianità con Roma sede del papato. L’Italia con la sua storia millenaria non può prescindere dal parere della Chiesa su questioni morali che interpellano la coscienza. Fuori dell’Italia ci sono paesi non così “oscurantisti”, e dove le loro istanze favorevoli a certi temi sarebbero accolte con più favore.

Il concetto scientifico di “accanimento terapeutico” ovvero “La prosecuzione ostinata e senza scopo di un trattamento che risulti inutile per il paziente, ovvero la persisten­za nell’uso di procedure diagnostiche come pure di interventi terapeutici, allorché è comprovata la loro inefficacia e inutilità sul piano di un’evoluzione positiva e di un miglioramento del paziente, sia in termini clinici che in qualità di vita”, è un concetto disumano perché suscita nel personale sanitario un atteggiamento cinico e distaccato della condizione del paziente in coma. In questo trattamento terapeutico che cinicamente la medicina definisce “accanimento”, non c’è alcuna considerazione del fatto che, fintantoché il paziente respira e le sue funzioni fisiologiche avvengono regolarmente, c’è una persona potenzialmente viva e ancora in grado di provare emozioni e sentimenti. La letteratura medica è piena di casi di coma giudicati irreversibili che si sono risolti in un risveglio anche a distanza di anni. Come il caso di Martin Pistorius che disse di aver vissuto in un guscio impenetrabile per dodici anni. Lui, dentro, sentiva tutto, pensava, desiderava disperatamente comunicare che era vivo, si sentiva vivo. Gli altri, fuori, lo accudivano con amore, lo accarezzavano, lo nutrivano, lo massaggiavano, ma lo consideravano ciò che sembrava, «un vegetale».

Poi quello che appariva impossibile è avvenuto: Martin Pistorius si è risvegliato dal coma, ha ricominciato a comunicare, si è perfino sposato. Oggi per questo sudafricano di 39 anni è arrivato il momento di raccontare al mondo la sua incredibile storia e di aiutare tantissime altre famiglie a sperare. Tutto comincia quando Martin ha appena 12 anni. È sano, felice, vive coi genitori Joan e Rodney e i due fratelli in Sudafrica. Da grande vuole fare il tecnico elettronico. Ma un giorno Martin torna da scuola e lamenta un forte mal di gola. È l’inizio di un incubo. I medici ritengono si tratti di meningite da criptococco. Il suo stato di salute, però, peggiora progressivamente: il suo corpo si debilita, non riesce più a camminare, perde la capacità di parlare. Ai genitori i dottori non danno grandi speranze: Martin non c’è praticamente più, è paralizzato. «Resterà per sempre col cervello di un bambino di tre anni, prendetevi cura di lui finché non morirà» dicono con rassegnazione.

Circa due anni dopo essere finito in quello stato, il giovane però inizia a essere sempre più cosciente. Ora sente tutto, vede tutto ciò che accade intorno a lui. Ma non può farci niente, non può muoversi. È lui stesso a raccontare questa fase della sua vita da «ragazzo invisibile». «Mi sono risvegliato e ho cominciato a essere cosciente di ogni cosa che mi veniva fatta o detta, ma per gli altri non esistevo quasi più. Mi trovavo in un luogo molto buio» racconta oggi nel libro. «A poco a poco ero cosciente dei giorni e delle ore che passavano. La maggior parte li ho dimenticati, ma ho vissuto gli eventi salienti della storia. Mandela presidente nel 1994 è un ricordo vago, ma la morte di Diana nel 1997 è chiaro». La strage dell’11 settembre è un ricordo lucidissimo, ma non riesce a comunicare nulla agli altri.

Tutto ciò che Martin ha in quegli anni sono i suoi pensieri. E ruotano attorno a un’unica cosa: passerò il resto della mia vita così? Verrò salvato? Qualcuno potrà mostrarmi ancora tenerezza e amore? A un certo punto del suo percorso Martin capisce che deve allontanare i pensieri tristi e stimolare solo quelli positivi. «Diventavo sempre più cosciente della disperazione e del dolore di mia madre, ora riuscivo a comprenderla» racconta ancora. E rivela che il momento più brutto per lui è stato quando sua madre gli ha detto: «Spero che tu possa morire». Un momento di disperazione nel vedere quel figlio biondo, bellissimo, apparentemente lontano anni luce da lei.

Una storia struggente in cui si rincorrono ricordi drammatici e comici nello stesso tempo. Gli infermieri nel centro di riabilitazione lo mettono ogni giorno davanti al televisore. E in tv c’è un’unica cosa, a ciclo continuo: «Barney», una serie per bambini di età prescolare. Barney è un tirannosauro viola, che istruisce i giovani spettatori saltellando e cantando. Una tortura per quel giovane che va crescendo. «Non posso nemmeno esprimere quanto lo odiassi», rivela oggi Martin, che ha ricominciato una vita normale.

Dopo 12 anni di «assenza» il suo corpo comincia a reagire. Gli occhi seguono gli oggetti, i muscoli si rafforzano e può sedersi in carrozzina, comincia a comunicare con l’aiuto di un programma informatico. Trova perfino un lavoro al comune, ma Martin decide di finire i suoi studi, si iscrive al college, studia informatica e oggi, in Inghilterra, a Harlow, ha un’azienda di web design tutta sua, anche se comunica solo attraverso un pc. Ha coronato questa vita riconquistata con l’amore della sua vita, Joanna, un’assistente sociale, con cui si è sposato nel 2009.

Una storia che assomiglia a un «miracolo», ma che è meno rara di quello che si possa immaginare. Ne sanno qualcosa i medici e i terapisti che ogni giorno salvano la vita di vittime di incidenti e forti traumi. Damiano Mazzarese è il primario di Anestesia e Rianimazione I degli ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, a Palermo. La sua équipe lavora incessantemente per tenere in vita le persone. Quando i pazienti vengono fuori dalla fase acuta, sono inviati nelle unità di risveglio, che in Sicilia sono solo a Messina, Sciacca e Cefalù. È lì che poi avvengono i «miracoli». “Tutto dipende da quale area viene colpita dalla lesione cerebrale che causa cortocircuiti elettrici – spiega il dottor Mazzarese -. I tempi di ripresa sono molto lunghi, ma le unità di risveglio cercano di attivare le vie elettriche secondarie che possono supplire alle funzioni danneggiate». È proprio in questa fase, quando il coma non è più profondo, che le voci familiari, la musica più amata diventano stimoli capaci di uscire fuori dal «silenzio» e riappropriarsi pienamente della vita.

Questa bocciatura del referendum sull’eutanasia legale ha segnato un punto a favore della vita che, come ci testimonia la storia di Martin, sa sempre sorprenderci.

Cinzia Palmacci

Mercoledi 16 Febbraio 2022 Mercoledì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d’ingresso
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Tu sei mia rupe e mia fortezza:
guidami per amore del tuo nome.
(Cf. Sal 30,3-4)

Colletta
O Dio, che hai promesso di abitare
in coloro che ti amano con cuore retto e sincero,
donaci la grazia di diventare tua degna dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Giac 1,19-27)
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Lo sapete, fratelli miei carissimi: ognuno sia pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira. Infatti l’ira dell’uomo non compie ciò che è giusto davanti a Dio. Perciò liberatevi da ogni impurità e da ogni eccesso di malizia, accogliete con docilità la Parola che è stata piantata in voi e può portarvi alla salvezza.
Siate di quelli che mettono in pratica la Parola, e non ascoltatori soltanto, illudendo voi stessi; perché, se uno ascolta la Parola e non la mette in pratica, costui somiglia a un uomo che guarda il proprio volto allo specchio: appena si è guardato, se ne va, e subito dimentica come era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertà, e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverà la sua felicità nel praticarla.
Se qualcuno ritiene di essere religioso, ma non frena la lingua e inganna così il suo cuore, la sua religione è vana. Religione pura e senza macchia davanti a Dio Padre è questa: visitare gli orfani e le vedove nelle sofferenze e non lasciarsi contaminare da questo mondo.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 14)
Rit: Signore, chi abiterà sulla tua santa montagna?

Colui che cammina senza colpa,
pratica la giustizia
e dice la verità che ha nel cuore,
non sparge calunnie con la sua lingua.

Non fa danno al suo prossimo
e non lancia insulti al suo vicino.
Ai suoi occhi è spregevole il malvagio,
ma onora chi teme il Signore.

Non presta il suo denaro a usura
e non accetta doni contro l’innocente.
Colui che agisce in questo modo
resterà saldo per sempre.

Canto al Vangelo (Ef 1,17-18)
Alleluia, alleluia.
Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.
Alleluia.

VANGELO (Mc 8,22-26)
Il cieco fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli giunsero a Betsàida, e gli condussero un cieco, pregandolo di toccarlo.
Allora prese il cieco per mano, lo condusse fuori dal villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». Quello, alzando gli occhi, diceva: «Vedo la gente, perché vedo come degli alberi che camminano».
Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente, fu guarito e da lontano vedeva distintamente ogni cosa. E lo rimandò a casa sua dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore dimentica il peccato dell’uomo e lo riconcilia a sè perché viva sempre nel suo perdono. Rinnovati dal suo amore, diciamo:
Salva il tuo popolo, Signore.

Nel tuo disegno di amore sai trasformare in bene anche il dolore e la colpa: fà sorgere nuovi cieli e nuova terra dove ogni creatura sia rigenerata. Preghiamo:
Hai dato la vista al cieco: apri gli occhi degli uomini perché vedano te, pastore che li guida al vero bene. Preghiamo:
Ti inserisci con gesti umani nella realtà di ogni giorno: aiuta i predicatori ad annunciare la tua parola per la concreta situazione di ogni uomo. Preghiamo:
Hai assunto in tutto la sofferenza dell’uomo: dimostrati padre e madre ai ragazzi che sono vittime del disaccordo e della separazione della famiglia. Preghiamo:
Sei morto per un’ingiusta sentenza: liberaci dal pronunciare giudizi e condanne con la bocca e col cuore. Preghiamo:
Per chi non ha ancora accolto completamente la verità di Cristo.
Per gli operatori di pace.

O Signore misericordioso, che per i meriti di un uomo giusto hai preservato l’umanità dalla distruzione: guarda ora al tuo Cristo che viene tra noi. Per i suoi meriti, liberaci da ogni male e donaci la vita eterna. Lui è Dio e vive con te per i secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questa offerta, o Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Mangiarono fino a saziarsi
e il Signore appagò il loro desiderio.
La loro brama non andò delusa. (Cf. Sal 77,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione
O Signore,
che ci hai fatto gustare il pane del cielo,
fa’ che desideriamo sempre questo cibo
che dona la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
Il miracolo della guarigione del cieco di Betsaida avviene, per così dire, in due tempi. Dapprima vede confusamente, poi
con nitore. Ciò sembra significare che la sua fede non era completa: poca fede, poca visione; molta fede, visione chiara. Anche a noi succede lo stesso. Quando abbiamo le idee confuse, quando non sappiamo riconoscere la volontà di Dio nei nostri riguardi, dobbiamo rafforzare la nostra fede, consentendo che Gesù tocchi i nostri occhi con la sua saliva e ci imponga le sue mani. Ciò avverrà attraverso il consiglio di persone prudenti e di vita santa e, soprattutto, attraverso la grazia del sacramento della penitenza. Se ci lasciamo “toccare” gli occhi dell’anima dal collirio sacramentale sapremo valutare gli avvenimenti e le persone nella giusta prospettiva, che è sempre quella della fede.
(> vedi tutte le altre omelie di oggi)


IL “GRANCHIO RUSSO” DI NOSTRADAMUS. I E II PARTE

Propongo un interessante aggiornamento basato su una similitudine grafica fra una delle Tavole Pittoriche del manoscritto Vaticinia Nostradami e quel che appare osservando un normale planisfero.

La Tavola Pittorica in questione è la numero 70 (68) certamente attribuibile al Duca dei Tempi per via della presenza della ruota del tempo, suo stemma araldico.

La tavola è stata vista e analizzata qui.

Le tavole attribuibili al veggente sono decisamente simboliche e fra i vari simboli riportano i segni zodiacali eccezion fatta per il Leone e i Gemelli.

Nella tavola in questione vediamo il segno del Cancro, una galassia a spirale e una cintura di stelle. In alto tre lune e un volto umano che compare in un disco solare o forse lunare.

Una prima attribuzione vedeva nel volto un simbolo dell’uomo sulla Luna. Un secondo quesito riguardava la galassia a spirale. Come faceva il veggente a conoscere l’esistenza di questo tipo di formazioni cosmiche? La galassia è disegnata unendo i “bracci” che rappresentano il simbolo del Cancro. Ma il modo in cui sono uniti fa pensare che il veggente abbia realmente voluto utilizzare quel simbolo per rappresentare una galassia. Quel particolare disegno sarebbe stato interpretato solo dagli uomini del nostro tempo, mentre per i suoi contemporanei era una strana rappresentazione del simbolo del Cancro. Oltre la galassia abbiamo una fascia di stelle che fa pensare alle “Fasce” di plasma che si trovano sia all’interno che all’esterno della nostra galassia e da dove secondo alcuni astronomi provengono le comete. Il significato di questa Tavola sembra pertanto essere di carattere astronomico – astrologico e forse indicare un evento di tal tipo.

Abbiamo anche ipotizzato che possa trattarsi di un riferimento all’Avvertimento di Garabandal che appare legato ad un fenomeno astronomico che comincia con la lettera “A” e che abbiamo identificato con Aurora Boreale. Ovvero una tempesta elettromagnetica provocata da una potente eruzione solare che a sua volta può essere provocata dal passaggio ravvicinato al sole di una cometa particolarmente carica elettricamente. Tale Aurora sarebbe in grado di produrre non solo sconvolgimenti tellurici e climatici al nostro pianeta, ma anche disegnare una grande Croce in cielo e produrre fenomeni “extra-sensoriali” per via della poderosa interazione elettromagnetica con il nostro organismo. Questa teoria l’abbiamo esaminata qui.

Ma come dicevo prima intendo proporre un’altra interessante correlazione, questa volta grafica. E l’argomento di riferimento è l’invasione dell’Europa da parte della Russia.

Questa Tavola Pittorica era già stata collegata con una quartina attinente a questo argomento.

Dal Ramo VI del 2000 “Fine della Tribolazione, il Tempo di Pace”

 624

Mars et le sceptre se trouuera conioinct,
Dessoubs cancer calamiteuse guerre:
Un peu apres sera nouueau roy oingt,
Qui par long temps pacifiera la terre.

624

Marte e lo scettro si troveran congiunti,

Sotto il Cancro sarà calamitosa guerra:

Un poco dopo un nuovo Re sarà unto

Che per molto tempo pacificherà la Terra.

Questa quartina collega al mese di Luglio (Cancro) l’inizio di una calamitosa guerra. Poco dopo sorgerà il nuovo Monarca che pacificherà il mondo. La congiunzione astronomica proposta è quella di Marte e un pianeta rappresentato dallo scettro ovvero uno fra Giove (simbolo astrologico del fulmine), Urano (simbolo astrologico di uno scettro a forma di H) e Nettuno (simbolo astrologico del tridente). Congiunzioni di questo tipo, conformi alle cronologie viste nel precedente articolo, sono le seguenti:

·        Luglio 2013 (Marte-Giove)

·        Luglio 2024 (Marte-Urano)

·        Luglio 2026 (Marte-Urano)

·        Fine Giugno 2028 (Marte-Urano)

Se il Cancro sembra effettivamente indicare il mese di Luglio, i pianeti possono anche identificare nazioni o personaggi.

Un mistico svedese di nome Anton Johansson vissuto fra il XIX e l’inizio del XX secolo ha preconizzato l’inizio della Terza Guerra Mondiale proprio per il mese di Luglio, in accordo con la quartina di Nostradamus.

Pertanto ecco la correlazione grafica proposta. Osservate il seguente planisfero, in particolar modo il “disegno” della Russia e dell’Europa e confrontatela con la Tavola Pittorica 70 (68):

Per maggiore chiarezza proviamo a ritagliare (grossolanamente, scusate) l’area di nostro interesse…

Ed ecco che compare il “Granchio Russo” che “abbraccia” l’Europa con la fascia dell’Oceano Atlantico alle spalle. Notare non solo la somiglianza con le chele, che ritraggono due delle aree di provenienza dell’invasione, Scandinavia e Medioriente, ma anche il “corpo” e la “coda” del “Granchio”. Così come l’Oceano Atlantico che cinge a fascia l’Europa destinata all’invasione.

Una “coincidenza” che conferma una volta di più il prossimo corso degli eventi.

IL “GRANCHIO RUSSO” DI NOSTRADAMUS

(Seconda Parte)

La situazione di tensione ai confini ucraini ci riporta a quanto vissuto otto anni fa con il colpo di stato a Kiev e la presa della Crimea da parte russa. Al tempo dicevo che questo evento poteva forse configurarsi come primo episodio della futura guerra con la Russia e che i rapporti fra le nazioni non sarebbero più stati gli stessi.

Negli anni successivi infatti le ritorsioni anti russe in Occidente si sono moltiplicate così come l’attivismo di Mosca negli scenari geopolitici internazionali dove la Russia è tornata protagonista.

In questo scontro per contenere la Russia è stata usata la Turchia di Erdogan che rappresenta dopo gli USA la maggior forza militare della NATO. Russia e Turchia si sono trovate l’una contro l’altra in vari scenari: la Siria, l’Iraq, la Libia, l’Ucraina, il Caucaso ed il Mediterraneo Orientale.

Tale contrapposizione è stata profeticamente inquadrata negli scenari annunciati dal Monaco Paisios con lo scontro militare fra le due nazioni e la sconfitta della Turchia.

Secondo il monaco la Russia sarebbe scesa negli stretti per i propri interessi. Ma quali sono questi interessi? Sono quelli dello spazio vitale, oggetto delle trattative in essere con USA e NATO. Mosca vuole riappropriarsi di quello spazio che ritiene vitale alla propria sicurezza.

Anche ad Anguera la Madonna ha chiaramente avvertito su ciò che sarebbe accaduto:



2.788 – 20.01.2007
L’orso feroce andrà in cerca del suo spazio.


2.881 – 25/08/2007
Accadrà un fatto spaventoso. L’orso feroce uscirà a caccia. Pregate.

Anche in Nostradamus sia con le quartine che con la ricostruzione mediante concatenazione abbiamo visto come la Russia attraverserà l’est per dirigersi a suo tempo ad ovest passando per Caucaso, Armenia, Ucraina e Turchia:



Da Corinto ad Efeso ai due mari si navigherà
E guerra si muove fra due desiderosi di lotta.
L’Europa sarà in dubbio della sua alleanza con l’Ucraina.
Nascerà un grande che difenderà la Sarmazia e i Pannoni
Ma metterà a morte la maggior parte del suo sangue
E lo stesso farà in Turchia.
Dal Mar Nero e la grande Tartaria
Verrà un Re che attraverserà l’Alania
Fiero marcerà contro il forte d’Armenia (il Turco?).
Per oltrepassare la colonna d’Ercole
I discendenti di Ippolita affogheranno nel sangue
E a Bisanzio lascerà una sanguinante lancia.
Attraverseranno il Belgio fino a giungere in Francia,
Montaubant, Nismes, Auignon e Besier,
Il ponte di Parigi, le mura di Lione, Montpellier
Devastando tutto, e poi in pace
Nell’anno in cui in Francia un “occhio” regnerà.

Insomma, prima o poi la Russia si muoverà.

Da un punto di vista strategico gli scenari possono essere tre: il primo vede un intervento limitato in Donbass di annessione di fatto. Il secondo un intervento più esteso sul litorale meridionale volto a mettere in sicurezza la Crimea. Il terzo una vera invasione motivata anche da questioni ideologiche che prevede lo smembramento in due parti dell’Ucraina prendendo la Russia la parte orientale fino a Kiev (dove è nata la Russia cristiana) e meridionale fino ad Odessa per ricongiungersi con la Transnistria.

A questo punto il passaggio verso gli stretti “per i propri interessi”, decisamente opposti a quelli della Turchia, sarebbe realizzato.

Da qui la necessità per i turchi di richiamare truppe dai paesi occupati.

La caduta della Turchia aprirebbe in un baleno alla Russia l’influenza diretta su gran parte del Nordafrica e del Medioriente.

E realizzerebbe appieno la prima chela del “granchio russo” di cui ho parlato nell’ormai lontano 2013.

In quell’articolo commentavo la tavola pittorica 70 (68) del Vaticinia Nostradami:

Allora l’analisi era ancora grezza. Successivamente si è potuta appurare l’origine e l’ispirazione di alcuni di questi dipinti. Nel caso in questione è quella dei Tarocchi di Marsiglia, arcano maggiore della Luna.

Questa tavola mostra un’aragosta, o granchio in gergo, non rivolta alla Luna, ma all’acqua disegnata in una strana forma. La ricostruzione che ho proposto è grafica e mi si è palesata osservando un normale planisfero. 

L’immagine sembra infatti rappresentare la Russia nella sua estensione territoriale e di conquista verso l’Europa, rappresentata dalla spirale con i due bracci ad identificare Italia ed Inghilterra, e la fascia stellata che rappresenta l’Atlantico americano. Le chele sono le conquiste che avvolgono da Nord (Scandinavia) e da Sud (Turchia-Siria) l’Europa mentre la testa rappresenta il cuneo che arriva fino in Austria. Proprio questa nazione sarà secondo alcune profezie una specie di testa di lancia nel cuore europeo quando verrà il momento.

Graficamente il granchio rappresenta il disegno dell’invasione come descritto in molte profezie e getta una luce diversa su come leggere la quartina 624:
Dal Ramo VI del 2000 “Fine della Tribolazione, il Tempo di Pace”


624
Mars et le sceptre se trouuera conioinct,
Dessoubs Cancer calamiteuse guerre:
Un peu apres sera nouueau Roy oingt,
Qui par long temps pacifiera la terre.

624

Marte e lo scettro si troveran congiunti,
Sotto il Cancro sarà calamitosa guerra:
Un poco dopo un nuovo Re sarà unto
Che per molto tempo pacificherà la Terra.

I primi due versi non sarebbero una improbabile congiunzione astrologica, ma come altre volte un rebus ad indicare la tavola pittorica 70 (68). La calamitosa guerra avverrà sotto il segno del granchio, che rappresenta la Russia.

L’arcano maggiore della Luna ha anche un significato che si sposa bene con il clima di tensione in atto: rappresenta il vantaggio di chi si muove con il favore della notte ed in questo ricava forza. E’ cioè la capacità di colpire improvvisamente il proprio nemico.

Recentemente il Presidente Putin ha chiarito che, se si dovesse giungere alla necessità di colpire, è assolutamente necessario farlo per primi.

Quando nel 2014 è avvenuta la crisi ucraina la Russia ha fatto proprio questo; nel nascondimento ha spostato i famosi omini verdi in Crimea assicurandosene il controllo. Le operazioni belliche sono cominciate da entrambi i fronti alle porte della Primavera quando la neve era in scioglimento. Questo potrebbe dare indicazioni anche ora su eventuali tempi di azione.

Le trattative diplomatiche sono da un lato un modo per trovare un accordo, ma dall’altro di prendere tempo e prepararsi alle ipotesi peggiori. Come già detto anni fa questo scenario rappresenta la realizzazione di un altro segno premonitore della grande guerra del veggente di Waldviertel che vide un conflitto ai confini meridionali della Polonia.

Finchè la situazione rimane tesa senza un conflitto aperto fra le parti, ma con continue minacce di azione, si creano i presupposti per la realizzazione di un’altra profezia, quella del papa in Russia.

A mio modo di vedere non deve essere intesa come una profezia che mostri la legittimità o meno di un pontefice, ma che dia un segno temporale, quello appunto di un viaggio storico.

Papa Francesco ha già incontrato a Cuba il Patriarca di Mosca e presto dovrebbe incontrarlo di nuovo. Se la Russia sarà percepita come una minaccia per una guerra mondiale il viaggio potrebbe svolgersi proprio a Mosca per unire fra loro le questioni confessionali con le trattative diplomatiche per evitare il conflitto.

Per Papa Francesco sarebbe uno scenario politico perfetto, sicuramente di suo gradimento. Qualcosa di simile fra Vaticano e Russia avvenne ad inizio pontificato quando si temeva un conflitto in Siria fra americani e russi. Ci fu infatti il primo incontro per la pace fra Putin e Francesco e da lì, con quelle intese, prese il via il cammino che portò all’incontro con il patriarca di Mosca.

Tra l’altro la situazione sociale è incandescente in Europa con l’inflazione galoppante, la crisi economica e sociale e le decisioni illiberali per fronteggiare la pandemia dove l’Italia primeggia quasi incontrastata. Esistono cioè gli elementi essenziali affinchè in varie parti d’Europa scoppino conflitti sociali. Tali conflitti potrebbero tranquillamente essere aizzati da agenti provocatori stranieri in un clima di guerra aperta con la Russia.

Ricordiamo che al ritorno del papa da quel viaggio i conflitti scoppieranno in varie parti d’Europa.

Troppe tensioni tutte insieme possono facilmente andare fuori controllo.

Per ora mi fermo qui.

http://ducadeitempi.blogspot.com/2013/06/il-granchio-russo-di-nostradamus.html?q=GUERRA+IRAN+E+ISRAELE&view=classic

http://ducadeitempi.blogspot.com/2022/01/il-granchio-russo-di-nostradamus.html?q=GUERRA+IRAN+E+ISRAELE&view=classic

Nostradamus: la profezia sulla terza guerra mondiale

Nostradamus, al secolo Michel de Nostradame, era un astrologo e farmacista di origini francesi, ha raccontato le sue profezie nel libro Les Propheties, un testo formato da 942 quartine. Fece previsioni sulla rivoluzione francese, sull’esplosione della bomba atomica, sul nazismo di Hitler e gli attentati alle torri gemelle negli Stati Uniti d’America. Purtroppo si sono tutte avverate.

In tempi turbolenti l’uomo cerca sempre conforto o qualche genere di appiglio nelle profezie, per cercare un lieto fine o sperando che le cose non deflagrino con terribile violenza per tutti. Nostradamus con le sue quartine copre tutti i secoli e più di una volta la sua interpretazione ha dato risultati credibili nei fatti realmente successi.

In questi anni abbiamo assistito agli attentati di matrice terroristica più efferati di sempre. Partiti dalla Francia hanno avuto una escalation senza fine. Ora con la minaccia concreta di una guerra USA vs Russia stiamo toccando nuovi vertici di terrore.

Nel suo libro Nostradamus tocca questi argomenti, secondo lui vi sarà un terzo conflitto globale e per i pochi che ne sopravvivranno vi sarà il lieto fine. Vediamolo nel dettaglio.

Nostradamus e la quartina sulla terza guerra mondiale

La grande guerra avrà inizio in Francia e poi tutta l’Europa verrà colpita, lunga e terribile sarà per tutti….poi finalmente verrà la pace ma in pochi ne potranno godere“.

Qui è chiaro il riferimento agli attacchi terrostici iniziati in Francia e poi dilagati in tutto il continente, poi prosegue

Per le discordie e negligenze Francesi sarà aperto un passaggio a Maometto: di sangue intriso la terra ed il mare, il porto di Marsiglia di vele e navi coperto

“Ci saranno tanti cavalli dei cosacchi che berranno nelle fontane di Roma, il fuoco cadrà dal cielo distruggendo tre città. La città perderà la fede e diventerà il regno dell’Anticristo, Roma sparirà e il fuoco cadrà dal cielo e distruggerà tre città. Tutto si crederà perduto e non si vedranno che omicidi; non si sentirà che rumori di armi e bestemmie”

In questi versi descrive come il problema del terrorismo ed immigrazione senza regole sfoci in un conflitto aperto. Poi parla della fine di Roma e di altre tre città. I cavalli cosacchi che si abbeverano nelle fontane della capitale fa pensare immediatamente ad un estremo peggioramento della situazione Usa-Russia. Un peggioramento tale da prevedere una capitolazione della nostra capitale in mano ai Russi. Il fuoco che cadrà dal cielo distruggendo trè città è l’arma di distruzione per eccellenza, l’atomica. Gli uomini perderanno la fede e tutto sarà perduto.

Nostradamus e il fuoco che cadrà dal cielo sulle città

La speranza di un futuro migliore

Il profeta nelle sue visioni annuncia quindi il terzo conflitto mondiale che, secondo lui, dovrebbe portare molti morti, distruzioni e sangue ma prevede anche la fine del conflitto. Secondo le quartine il 2025 sarebbe l’anno che darà alla luce un lungo periodo di pace e serenità.

“Dalle ceneri della distruzione ci sarà rinascita e pace anche se in pochi potranno goderne”

Un conflitto sanguinoso che ridurrà drasticamente la popolazione mondiale, i sopravvissuti vivranno poi in pace e serenità per lunghissimo tempo.

Basta il lieto fine delle profezie del più celebre profeta mondiale a rasserenarci un pochino? Il fatto che Roma capitolerà ed altre città verranno rase al suolo fa rabbrividire. Speriamo che tutto questo non accada.

https://www.nibiru2012.it/nostradamus-terza-guerra-mondiale/

Terza Guerra Mondiale: la profezia di Irlmaier e la fine dell’Europa

Tre armate russe piomberanno sull’Europa e la distruggeranno. Così narra la profezia di un curioso contadino bavarese a metà del secolo scorso. I suoi ammonimenti riecheggiano nei nostri tribolati tempi più che mai.

Cercare di risalire alla vera profezia di Alois Irlmaier (1894-1959), il contadino che visse a Freisslassing in Baviera, è difficile. Bisogna (soprattutto non sapendo il tedesco) affidarsi a traduzioni e resoconti su discutibili pubblicazioni e siti che non si sa come definire (“profetistici”?) dove alcune frasi del contadino bavarese sono messe a confortare quartine di Nostradamus, profezie della Madonna di Anguera, visioni di Hezra e di Rasputin, che temo siano “entità” evocate in sedute spiritiche; difficile, in quei guazzabuglio, sceverare le sue frasi reali.

Oltre che fare il contadino, Alois aiutava i compaesani come rabdomante, e dopo la seconda guerra mondiale molti chiesero le sue doti di chiaroveggenza per ritrovare familiari che la tragedia aveva disperso. Nel 1947 fu denunciato per esercizio abusivo della ciarlataneria; egli disse al giudice distrettuale di Salzachper alcuni particolari della sua vita che solo il giudice poteva sapere, e fu non solo assolto, ma ebbe un attestato giudiziario delle sue capacità.

terza guerra mondiale europa distrutta profezia
L’attestato di profetitudine.

Era una persona semplice, cattolico praticante. Previde la data della propria morte, nel 1959: “Sono lieto di andarmene adesso – disse – perché non dovrò provare quello che ho visto”.

terza guerra mondiale europa distrutta profezia
La tomba di Irlmaier

Ciò che vide, era la terza guerra mondiale, con eserciti corazzati russi che filano verso Roma, ed occupano la Germania fino al Reno, e l’uso di armi orribili e potentissime, che faranno stragi inenarrabili. Il collasso dell’URSS pareva aver tolto ogni credibilità a queste previsioni. Ma ora la Russia ha la guerra nella “sua” Ucraina, è provocata in tutti i modi dai sistemi missilistici americani, la NATO – alleanza militare – avanza sotto i suoi confini storici; dovunque l’impero americano abusa della sua condizione di unica superpotenza rimasta.

la Profezia

Irlmaier fu colpito dalla rapidità con cui, nella sua visione, si passerà dalla pace alla guerra:

“Tutti invocano pace, Shalom! E allora avverrà – una nuova guerra in Medio Oriente divampa improvvisa, grosse forze navali fronteggiano ostilità nel Mediterraneo; la situazione è tesa”. Ma la scintilla vera scoppierà nei Balcani: “Vedo ‘uno grosso’ cadere, un pugnale insanguinato giace dietro di lui”- È un attentato ad un leader politico: “Due uomini ammazzano un terzo di alto rango. Sono pagati da altri. Uno degli assassini è un piccolo uomo nero, l’altro un po’ più alto coi capelli colorati”.

Apparentemente sono tre gli assassini politici, che avvengono o nello stesso luogo o in rapida successione.

“Dopo l’omicidio del terzo comincia, immediatamente. Vedo abbastanza chiaramente tre numeri due otto e un nove. Ma non so cosa significano, e non posso dire una data.

La guerra comincia all’alba (o all’Oriente?) e avanza molto rapidamente. I bavaresi siedono a giocare a carte al Wirthaus, e i soldati stranieri occhieggeranno dalle finestre e dalle porte. Una nerissima colonna viene da Est. Tutto molto rapido.

“Dalla Città d’Oro muove fuori (l’ovvia deduzione, da Praga)..Unità ammassate marciano da Belgrado e avanzano verso l’Italia. Poi tre cunei blindati avanzano immediatamente con la velocità del lampo nel Nord del Danubio sopra la Germania occidentale verso il Reno – senza preallarme. Sarà così inatteso che la popolazione fuggirà nel panico ad occidente. Troppe auto bloccano le strade – magari fossero rimasti a casa o non avessero preso le vie principali. Tutto ciò che è d’ostacolo ai carri armati sulle autostrade verrà schiacciato…Non vedo più ponti sul Danubio sopra Regensburg. La grande città di Francoforte, non rimane quasi niente. La valle del Reno sarà devastata, per lo più dal cielo.

Profezia Irlmaier terza guerra mondiale europa

“…i russi non si fermano da nessuna parte mentre corrono in questi tre cunei. Corrono giorno e notte per raggiungere il distretto della Ruhr, dove sono molte fornaci e fuochi. Giorno e notte corrono i russi.

“Immediatamente la vendetta viene dal di là della grande acqua. Anche se il drago giallo invade Alaska e Canada allo stesso tempo. Ma non va lontano.

L’uso di armi di distruzione di massa

E poi piove polvere gialla in una linea. Quando la città d’oro è distrutta, comincia. Come una linea gialla va su alla città nella baia. Sarà una notte chiara, quando cominciano a gettarla, I carri armati stanno ancora avanzando, ma quelli che siedono in quei carri diventano come neri. Dove cade, tutto diventa morto; nessun albero, nessun cespuglio, niente erba, tutto appassisce e annerisce. Le case esistono ancora. Io non so cos’è. Chi passa sopra questa linea, muore. Tutto nelle tre punte avanzanti si scompone. Nessuno tornerà più a casa”. Dal cielo: “I piloti lanciano le piccole scatole nere. Esplodono prima di toccare il suolo e spargono un fumo giallo o nero. Ciò che viene in contatto con questo diventa morto, sia umano, animale o pianta. Per un anno a nessun organismo è consentito entrare nella zona, altrimenti si esporrà al più grande pericolo mortale. Queste scatole sono sataniche….gli umani diventano neri e la carne si stacca dalle ossa. Nessuno di queste tre armate tornerà più a casa”:

Qualcosa avviene a una “Isola superba”, in cui si vuol riconoscere l’Inghilterra.

“Vedo qualcuno che vola, venendo dell’Est, che lancia qualcosa nella grande acqua, così che avviene qualcosa di strano. L’acqua si alza da sé come una torre a ricade, allora tutto è inondato. C’è un terremoto e metà della grande isola affonderà (…) I paesi vicino al mare sono in grave pericolo, il mare è molto inquieto, le onde diventano alte come una casa; spumeggia come se fosse bollito dal sottosuolo. Le isole scompaiono e il clima cambia”.

“Vedo una mezza luna che vuole divorare tutto”.

Una rivoluzione scoppia in Francia? ““La grande città con l’alta torre di ferro è in fiamme, ma questo è stato fatto dalla propria gente, non da quelli che sono venuti dall’est. Posso vedere esattamente che la città è rasa al suolo e anche in Italia sta andando selvaggiamente”.

Ma anche “In den USA kommt es zu Aufständen” (negli USA si arriva alle rivolte).

Cattolico praticante, Irlmeier vede un Pontefice in fuga da Roma:

“Nel “paese a stivale” scoppia una rivoluzione in cui uccidono il clero, vedo dei preti dai capelli bianchi giacere morti a terra. Dietro il Papa c’è un pugnale insanguinato, ma penso che scampa vestito in una cappa di pellegrino”.

La gente sarà mossa da odio per la Chiesa e il clero (un odio che monsignor Galantino fa’ dle suo meglio, oggi, per accendere)

La guerra “Non durerà molto”.

Ma prima, avverranno tre giorni di buio. Vari veggenti, credibili o meno, hanno previsto lo stesso misterioso evento. E’ interpretabile come una metafora: i “tre giorni di buio” possono evocare una interruzione del sacramento eucaristico. Ma Irlmaier è molto concreto:

“Durante la guerra verrà il grande buio, che durerà 72 ore. Diverrà buio di giorno…un colpo grandinante, consistente in lampo e tuono, e un sisma fa’ vibrare la terra. Vi prego di non uscire di casa in quel tempo. Le luci non si accendono, solo luce di candela, non c’è corrente. (…) Ogni fonte di acqua esposta sarà avvelenata ed anche tutto il cibo esposto che non è sigillato. Anche cibi che sono in vasi di vetro saranno contaminati. Fuori la morte invade le strade, molte creature umane moriranno.

“Chi respira la polvere, ha un crampo e muore. Non aprite le finestre, coprite completamente di carta nera. Fuori la morte da polvere va’ in giro, non guardate fuori dalle finestre e tenete accese le candele. E pregate. Da un giorno all’altro moriranno più uomini che nelle due guerre mondiali di prima”:

La guerra volge alla fine (“Non durerà molto”). In Russia accade qualcosa come una guerra civile: “I grandi fra i capi del partito si suicidano e nel sangue lo grande colpa è lavata via. Vedo una massa rossa, mescolata con facce gialle, c’è una rivolta generale e un uccisione orribile”.

La Pace

L’immane sciagura induce ad una rinascita religiosa. “La croce viene di nuovo onorata”. I russi “ cantano la canzone di Pasqua e bruciano candele davanti a immagini sacre. Per le preghiere della cristianità il mostro dell’inferno muore; anche i giovani credono di nuovo nell’intercessione della Madre di Dio.

Ci sarà “un modo diverso” di credere: “La gente è timorata di Dio in modo diverso. Le leggi, che portano morte ai bambini, vengono invalidate”.

Si instaura un ordine politico nuovo – e molto antico.

“Un imperatore sarà incoronato dal Papa fuggitivo”. Il Papa infatti “che non era fuggito attraverso l’acqua per lungo tempo, tornerà. Quando i fiori cominceranno a fiorire nei campi, il Papa tornerà a farà lutto per i fratelli assassinati”.

“Un buon tempo. Vedo tre corone lampeggiare, un vecchio scarno sarà il nostro re. Anche la antichissima corona del Sud sarà di nuovo in onore”. Dopo questi eventi, “viene un lungo tempo felice. Quelli che saranno sopravvissuti si rallegreranno e stimeranno fortunati. Ma devono cominciare laddove han cominciato i loro nonni”.

Gli avvertimenti prima della Terza Guerra Mondiale

Farà molto caldo, le arance matureranno in Baviera. I contadini bavaresi potranno mietere in marzo.

Profezia Irlmaier terza guerra mondiale europa

Uno dei segni premonitori di questa guerra sarà, infatti, il gran caldo. La montagna Watzmann (presso Berchtesgaden, che Irlmaier aveva davanti agli occhi tutti i giorni) era ai suoi tempi innevata anche d’estate: quando non ci sarà più neve sul Walzman comincerà. “A gennaio le zanzare balleranno” (!). I fiumi avranno così poca acqua che si potranno guadare camminando.

Quando visse Irlmeier, il pericolo veniva dall’Unione Sovietica. Apparentemente, le sue visioni hanno qualcosa di una guerra dell’epoca, e qualcosa di fantascientifico, come se due periodi si sovrapponessero. Il veggente disse che aveva rimandato la terza guerra mondiale la dichiarazione, da parte di Pio XII, del dogma dell’Assunzione di Maria al cielo, nel novembre 1950. Poco prima che morisse, gli fu chiesto se non era il caso di correggere le sue profezie. Rispose che no, non era cambiato niente.

Che dire? Fra le molte altre profezie attribuite al contadino bavarese, ce ne sono di pittoresche: “La gente parlerà avvicinandosi alla scatola Zuban, per giocarci”. La Zuban era una fabbrica di sigarette di Monaco; un pacchetto di sigarette dentro cui parlare..e giocare, somiglia un pochino allo smartphone. Un vicino gli chiese il parere sul D-mark, che entrò in vigore nel 1948. Andremo bene con questa moneta? Questa va bene, rispose Irlmaier; è con quella che verrà dopo che dovrete stare attenti.

In sunto, ecco quelli che Irlmaier avvertiva come segni premonitori, con speciale riguardo alla Germania:

1. In primo luogo , una prosperità mai vista

2. Poi , un’apostasia come mai vista prima.

3. Poi una corruzione morale come non mai (“Quasi tutti i governi saranno governati da Satana) .

4. Poi arrivano un gran numero di stranieri nel paese .

5. C’è una grande inflazione . Il denaro perderà sempre più valore .

Come abbiamo visto, tra i segni che Irlmaier indicavano la guerra vicina, registrò il cambiamento del clima, il grande caldo in Baviera.

DIREI CHE CI SIAMO QUASI!

https://wordpress.com/post/126.news.blog/1036

IL FILO ROSSO CHE COLLEGA LE TENSIONI NATO-RUSSIA AI LABORATORI PER LE BIO ARMI IN UCRAINA E GEORGIA

Lawrence Sellin, Ph.D. è un colonnello dell’esercito americano in pensione, che in precedenza ha lavorato presso l’Istituto di Ricerca Medica sulle Malattie Infettive dell’Esercito USA (USAMRIID) e ha condotto ricerche di base e cliniche nell’industria farmaceutica. USAMRIID è il principale centro americano per la ricerca sulle contromisure da adottare in caso di guerra biologica. Si trova a Fort Detrick, un’istallazione medico-militare nello stato del Maryland. Il colonnello Sellin ha dichiarato: “la SARS-2 è una BIOARMA e la proteina spike è una tossina che può replicarsi nei vaccini”. Pertanto, è necessaria cautela riguardo all’obbligo di vaccini mRNA COVID-19, che avviano la sintesi della proteina spike all’interno del corpo umano e possono replicare le strutture tossiche introdotte in COVID-19, diventando potenzialmente un fattore causale nell’infiammazione degli organi. Un abstract scientifico pubblicato l’8 novembre 2021 conclude che i vaccini mRNA: “aumentano drasticamente l’infiammazione sull’endotelio e l’infiltrazione di cellule T del muscolo cardiaco e possono spiegare le osservazioni di aumento della trombosi, cardiomiopatia e altri eventi vascolari dopo la vaccinazione”.

Vi starete chiedendo come si lega tutto questo alle recenti tensioni in Ucraina tra forze NATO e Russia. La risposta, o almeno una delle risposte al rischio di guerra, è la presenza di laboratori bio-militari in Ucraina e in Georgia, non a caso, paesi verso i quali la NATO ha allungato i suoi tentacoli. Cerchiamo allora di leggere l’attuale pesante crisi che deflagra nel cuore dell’ex impero sovietico con un’altra chiave di lettura, che può certo rappresentare uno dei motivi scatenanti dell’attuale crisi: la presenza di laboratori virologici un tempo sovietici e ormai da molti anni passati sotto il controllo degli Stati Uniti, con un Pentagono che detta la sua legge. Come si può ben capire, quindi, una bomba ad orologeria piazzata proprio in quei paesi, evidente spina nel fianco dei russi. Motivo ulteriore, perciò, per ritrovare uno dei moventi principali della super crisi proprio in quei laboratori impegnati nelle ‘biologic wars’. Vediamo meglio dove sono collocati questi laboratori bio-militari molto pericolosi.

In Ucraina se ne contano almeno 13. Un ‘almeno’ che la dice lunga sulla totale segretezza che li circonda. Ecco dove sono localizzati quelli ufficiali: 4 a Kiev, 3 a Leopoli, 1 a Odessa, 1 a Charchiv, 1 a Kherson, 1 a Ternopil, 1 a Uzhgorod e 1 a Vinnica. E’ il più alto numero di laboratori nelle ex repubbliche sovietiche e oggi controllati dagli americani: l’Ucraina, infatti, capeggia la speciale classifica davanti a Georgia, Azerbaigian, Armenia, Kazakistan, Kirghizistan, Moldavia e Uzbekistan.

Il finanziamento di questi centri raggiunge i 2 miliardi di dollari, erogati da DTRA (‘Defence Threat Reduction Agency’). Partecipano al progetto anche lo STCU (‘Science and Technology Center in Ukraine’), un’organizzazione intergovernativa che, ufficialmente, è preposta al controllo della non-proliferazione delle armi nucleari, chimiche e biologiche; nonché le maggiori compagnie che costituiscono il cartello farmaceutico globale (il cosiddetto ‘Big Pharma’): Bavarian Nordic, Cangene Corporation, Dor BioPharma Inc., Dyport Vaccine Company Llc, Elusys Therapeutics Inc., Emergent BioSolutions, Hematch Inc., Humane Genome Sciences Inc., NanoViricides Inc., Pfizer Inc., PharaAthene, Siga Technologies Inc., Unither Virology Llc.”. Come si vede dai nomi, non poche sigle si occupano di virus & vaccini, in pole position, naturalmente, Pfizer. L’attività dei laboratori è svolta al di fuori dei confini statunitensi, è gestita dal Pentagono (vale a dire un’istituzione militare, non sanitaria), è tenuta sotto segreto assoluto e non può essere controllata dai governi locali. Inoltre, i risultati sono inaccessibili ai ministeri della Sanità locali che collaborano con il Pentagono nei paesi interessati e il numero degli specialisti locali coinvolti deve essere ridotto al massimo. Si può ipotizzare che gli Stati Uniti creino simili laboratori nelle nuove ‘colonie’ post-sovietiche non solo per tutelare il proprio territorio dal rischio di perdite e fughe di materiale tossico, ma anche per usare gli abitanti locali come inconsapevoli cavie oppure aggirare il divieto della Convenzione di Ginevra del 1972 e produrre illegalmente armi biologiche.

Qualche timido tentativo di controllo si è verificato nel biennio 2010-2012, quando l’allora primo ministro Mykola Azarov sospettò che nei laboratori a stelle e strisce venissero testati dei virus-mutanti da utilizzare per fini militari. I controlli effettuati da una commissione governativa evidenziarono delle gravi infrazioni nel sistema di gestione e di contenimento delle sostanze tossiche. E tutto ciò indusse nel 2013, sulla spinta delle proteste popolari, le autorità ucraine a non rinnovare il contratto di cooperazione. Ma il successivo golpe bianco del 2014 ha riportato lo status quo: quindi di nuovo mano libera agli americani per i loro esperimenti bio-militari.

Del resto, di “incidenti”, “fughe di laboratorio” e “epidemie” più o meno gravi è densamente popolata la recente storia ucraina. Nel 2009 la regione di Ternopil fu colpita da un virus che provocò una polmonite emorragica: 450 gli infetti, 14 i morti. Quattro anni dopo 33 vittime per un’epidemia di colera. Eccoci al 2016, quando a Charchiv un virus mai identificato ammazza 20 militari; due mesi dopo una febbre suina colpisce 364 persone. L’anno dopo – estate 2017 – ad Odessa scoppia un’epidemia di epatite A, che qualche mese dopo arriva fino a Charchiv.

E proprio a Ternopil si è verificato l’ultimo episodio della serie, poche settimane prima dello scoppio della pandemia a livello mondiale. A inizio gennaio 2020, infatti, si diffonde tra la popolazione una forma di polmonite virale molto aggressiva.

Una catena di eventi che ha fatto montare le polemiche dell’opposizione al presidente filo occidentale Volodymir Zelenskyj. Due deputati, Viktor  Medvedchuk e Renat Kuzmin presentano una petizione e denunciano: “non è escluso che l’attività segreta e poco limpida di pericolosi siti stranieri sul territorio ucraino sia diretta a testare l’effetto di virus e batteri sull’organismo dei nostri concittadini”.

Una preoccupazione più volte espressa anche dalla portavoce del ministero degli esteri russo, Marija Zacharova. Commenta Civitanova: “I timori della Zacharova sono ben comprensibili: oltre al fatto che i laboratori in Ucraina e in Asia Centrale stanno accerchiando la Federazione russa, bisogna ricordare che nell’estate 2017 il ministero dell’Aviazione statunitense ha acquistato dei campioni di molecole Rna appartenenti a cittadini russi di razza europoide. E’ chiaro che, se i timori risultassero fondati, la Russia si troverebbe accanto un Paese che ospita laboratori in grado di sferrare attacchi biopatogeni dalle conseguenze gravissime. Secondo Igor’ Nikulin, esperto militare ed ex membro del Comitato Onu per le Armi Biologiche e Chimiche, i campioni sono stati infatti richiesti per la produzione di armi biologiche”.

Ecco cosa scrive un reporter del ‘Timer’ di Odessa, Yury Tkachev: “Questi laboratori studiano il comportamento di agenti patogeni pericolosi in determinate condizioni regionali, tenendo conto di fattori climatici, demografici e di altro tipo. Questi studi possono essere definiti studi a duplice uso: da un lato, sono veramente importanti nella valutazione della pericolosità della diffusione di una data malattia (la stessa febbre Crimea-Congo) e nello sviluppo delle linee guida per combatterla. D’altra parte, i risultati dello studio possono essere utilizzati per lo sviluppo di armi batteriologiche da utilizzarsi in una particolare regione”. Il duplice scopo ormai rituale, la doppia faccia delle sperimentazioni: proprio come è successo nell’ormai ben più famoso (e famigerato) laboratorio di Wuhan, dove è scesa in campo una perfetta partnership tra Cina e Stati Uniti, visti i pingui finanziamenti arrivati all’Istituto di Virologia cinese dal ‘National Institute for Allergy and Infectious Deseases’(NIAID) presieduto a vita dal virologo americano Anthony Fauci. Una pandemia quella del SARS COV 2 che suggella una partnership cino-americana.

Ma la Cancelleria russa afferma che Mosca conosce il programma bio-militare degli Stati Uniti e che la Georgia espande la ricerca militare in un laboratorio biologico vicino a Tbilisi. Mosca è a conoscenza del programma americano. La Georgia espande le indagini militari nel laboratorio Richard Lugar, vicino a Tbilisi, la capitale georgiana. Secondo le informazioni disponibili, i rappresentanti senior del Pentagono (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti) hanno recentemente visitato (il laboratorio) e proposto alle autorità georgiane di ampliare la gamma delle indagini condotte ” , ha detto il portavoce del ministero degli Esteri russo. , María Zajárova.

Prende il nome dal Richard Lugar Center, a cui si riferiva il diplomatico russo, il Georgia and United States Public Health Center è stato aperto nel 2011 vicino alla capitale georgiana Tbilisi, a soli 17 km dalla base aerea militare americana Vaziani, ed è il biolaboratorio del Pentagono in Georgia.

In questo centro, i biologi dell’US Army Medical Research Unit e Georgia (USAMRU-G), insieme ad appaltatori privati, sono responsabili del programma militare chiamato “Programma di partecipazione biologica cooperativa”.

La portavoce del ministero degli Esteri russo ha ricordato che questo complesso di laboratori è ufficialmente incluso nel sistema militare americano di controllo globale sulla diffusione delle malattie infettive insieme a strutture simili in molti altri paesi.
Dalla Russia, diversi politici ed esperti avvertono che il nuovo coronavirus, chiamato COVID-19, è un’arma biologica creata dagli Stati Uniti.

Inoltre, in un’altra parte delle sue dichiarazioni, ha ritenuto che gli Stati Uniti Gli Stati Uniti e la Georgia stanno cercando di nascondere il vero lavoro di questo centro di ricerca, dove opera un’unità dell’esercito americano incaricata di indagare sulle infezioni altamente pericolose. “Non si può escludere che in questo tipo di laboratorio ed in quelli ubicati nei paesi terzi, gli americani svolgano il lavoro di ricerca per creare e modificare vari agenti patogeni di malattie pericolose, anche a fini militari”, ha affermato Marija Zajárova. Con il pretesto di combattere il terrorismo biologico il Pentagono istituisce laboratori biologici a duplice uso. Gli Stati Uniti usano qualsiasi meccanismo, comprese le armi biologiche, per affondare i loro rivali come la Cina e quindi uscire incolumi dai conflitti in cui si trovano. Ma la Cina chiede la divulgazione di attività biologica segreta negli Stati Uniti. L’idea di una guerra biologica è stata anche sollevata da Philip Giraldi, un ex funzionario della US Central Intelligence Agency (CIA), che pensa che il suo paese avrebbe potuto “creare” il temuto virus, in collaborazione con Israele, per danneggiare la Cina e l’Iran. Giraldi afferma che ci sono molte prove per dimostrare che COVID-19 non è nato in modo naturale, cioè attraverso mutazioni, ma piuttosto è stato coltivato in un laboratorio, forse per fungere da “agente di guerra biologica”.

La possibilità che il coronavirus abbia origine in laboratorio potrebbe anche essere motivo di sospetto considerando il numero di laboratori militari del Pentagono nel mondo, come una nota giornalista investigativa bulgara, Dilyana Gaytandzhieva, lo ha ben descritto L’articolo di ricerca intitolato “Armi biologiche del Pentagono”, pubblicato il 14 giugno 2019, ha mostrato che c’erano “diplomatici statunitensi coinvolti nella tratta di sangue umano e agenti patogeni per programmi militari segreti”.

Secondo Gaytandzhieva, l’esercito degli Stati Uniti produce regolarmente virus, batteri e tossine mortali, violando direttamente la Convenzione delle Nazioni Unite (ONU) sul divieto delle armi biologiche.

Gaytandzhieva ha affermato che questi laboratori statunitensi Sono finanziati dall’agenzia per la riduzione delle minacce alla difesa (DTRA) nell’ambito di un programma di partecipazione biologica cooperativa da 2,1 miliardi di dollari e si trovano in paesi dell’ex Unione Sovietica, come Georgia e Ucraina, Asia occidentale, Sud-est asiatico e Africa.

Secondo l’articolo del giornalista, le armi biologiche più fabbricate sono fatte di antrace, botulismo, ebola e vaiolo, sono facili da trasportare e hanno un immenso potere devastante e in piccole quantità possono distruggere città e paesi e la Georgia, situata al confine con la Russia, vicino all’Iran, ad esempio, è uno dei campi di prova per le armi biologiche statunitensi. La vicinanza della Georgia al confine iraniano non è un caso nella strategia geopolitica degli USA.

Mosche della Georgia

La giornalista bulgara riporta anche strani esperimenti del Pentagono con gli insetti. Dall’inizio del progetto del Pentagono nel 2014 mosche simili a quelle della Georgia sono apparse nel vicino Daghestan (Russia). Secondo la popolazione locale, mordono e causano eruzioni cutanee. I loro habitat di riproduzione sono gli scarichi delle case. Le mosche della famiglia Phlebotomine trasportano parassiti pericolosi nella loro saliva che trasmettono attraverso un morso agli esseri umani. La malattia, che queste mosche portano, è di grande interesse per il Pentagono. Nel 2003, durante l’invasione statunitense dell’Iraq, i soldati americani furono gravemente morsi dai moscerini della sabbia e contrassero la Leishmoniasi. La malattia è originaria dell’Iraq e dell’Afghanistan e se non trattata la forma acuta di Leishmoniasis può essere fatale.

Il Pentagono ha una lunga storia nell’uso degli insetti come vettori di malattie. Secondo un rapporto parzialmente declassificato dell’esercito americano del 1981, gli scienziati americani di guerra biologica hanno effettuato una serie di esperimenti sugli insetti. Queste operazioni facevano parte della guerra entomologica degli Stati Uniti nell’ambito del Programma per le armi biologiche degli Stati Uniti. Un rapporto dell’esercito americano nel 1981 ha confrontato due scenari: 16 attacchi simultanei a una città da parte di zanzare A. Aegypti, infettate dalla febbre gialla, e attacco aerosol di Tularemia, e valuta la loro efficacia in termini di costi e vittime.

Non per volere essere di parte, ma la NATO è una creatura USA, e i suoi paesi membri rientrano nella sfera d’influenza americana. Se Putin è recalcitrante ad accettare l’allargamento della NATO in territorio russo ha i suoi buoni motivi, e se una guerra può servire a radere al suolo questi laboratori per il bioterrorismo nemici dell’umanità e del pianeta, che si dia fuoco alle polveri.

Testo e ricerche a cura di Cinzia Palmacci

https://www.gospanews.net/2022/02/07/wuhan-gates-46-colonnello-usa-sars-2-bioarma-spike-costruita-tossica-puo-replicarsi-nei-vaccini/

https://www.unz.com/page/covid-biowarfare-articles/

https://www.unz.com/runz/american-pravda-george-orwells-virus-lab-leak/

https://www.unz.com/article/was-coronavirus-a-biowarfare-attack-against-china/

http://dilyana.bg/the-pentagon-bio-weapons/

La Liturgia di Martedi 15 Febbraio 2022 Martedì della VI settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d’ingresso
Sii per me una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Tu sei mia rupe e mia fortezza:
guidami per amore del tuo nome.
(Cf. Sal 30,3-4)

Colletta
O Dio, che hai promesso di abitare
in coloro che ti amano con cuore retto e sincero,
donaci la grazia di diventare tua degna dimora.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Giac 1,12-18)
Dio non tenta nessuno.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

Beato l’uomo che resiste alla tentazione perché, dopo averla superata, riceverà la corona della vita, che il Signore ha promesso a quelli che lo amano.
Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno. Ciascuno piuttosto è tentato dalle proprie passioni, che lo attraggono e lo seducono; poi le passioni concepiscono e generano il peccato, e il peccato, una volta commesso, produce la morte.
Non ingannatevi, fratelli miei carissimi; ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento. Per sua volontà egli ci ha generati per mezzo della parola di verità, per essere una primizia delle sue creature.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 93)
Rit: Beato l’uomo a cui insegni la tua legge, Signore.

Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura.

Poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità,
il giudizio ritornerà a essere giusto
e lo seguiranno tutti i retti di cuore.

Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Nel mio intimo, fra molte preoccupazioni,
il tuo conforto mi ha allietato.

Canto al Vangelo (Gv 14,23)
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia.

VANGELO (Mc 8,14-21)
Guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un solo pane. Allora Gesù li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». Ma quelli discutevano fra loro perché non avevano pane.
Si accorse di questo e disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non capite ancora e non comprendete? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». E disse loro: «Non comprendete ancora?».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Le preoccupazioni terrene spesso ci impediscono di comprendere il messaggio di Cristo. Memori di quanto egli ha fatto per noi, invochiamolo per la Chiesa e per il mondo. Diciamo insieme:
Apri i nostri occhi, Signore.

Perché la Chiesa sia memoria perenne dell’amore di Dio per ogni uomo, indicando a tutti i segni della sua presenza nel mondo. Preghiamo:
Perché l’ordine e la meraviglia del creato, i fiori dei campi e il volo degli uccelli, l’acqua che beviamo e l’aria che respiriamo ci richiamino la lode al Signore creatore e datore di ogni bene. Preghiamo:
Perché ogni gesto di amore e di comprensione porti gli uomini a riconoscere Dio fonte di carità e ad amarlo sopra ogni cosa. Preghiamo:
Perché l’abbondanza di cibo e di vestiario ci aiuti a ringraziare il Signore e a donare ai poveri qualche cosa di nostro. Preghiamo:
Perché questa eucaristia, che è rendimento di lode perfetta al Padre, sia il nostro grazie per il suo Figlio Gesù, morto e risorto per noi. Preghiamo:
Perché non si accusi mai Dio del male.
Perché la libertà dell’uomo non impedisca il piano di Dio.

Padre della luce che illumini ogni uomo, rischiara le tenebre che ci impediscano di riconoscere il volto fraterno del tuo Cristo che dona il suo corpo per la nostra salvezza. Egli è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Questa offerta, o Signore,
ci purifichi e ci rinnovi,
e ottenga a chi è fedele alla tua volontà
la ricompensa eterna.
Per Cristo nostro Signore.

Antifona di comunione
Mangiarono fino a saziarsi
e il Signore appagò il loro desiderio.
La loro brama non andò delusa. (Cf. Sal 77,29-30)

Oppure:
Dio ha tanto amato il mondo
da dare il Figlio unigenito,
perché chiunque crede in lui non vada perduto,
ma abbia la vita eterna. (Gv 3,16)

Preghiera dopo la comunione
O Signore,
che ci hai fatto gustare il pane del cielo,
fa’ che desideriamo sempre questo cibo
che dona la vera vita.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
Qui vediamo Gesù muoversi in una direzione diversa da quella dei suoi discepoli. Essi sono tutti presi dalla mancanza
di cibo: Gesù invece li mette in guardia dal ripiegarsi sulla propria visuale, che diventa una falsa linea d’azione.
Se vogliamo applicare alla nostra vita questo passo, dobbiamo correggere questo strabismo che spesso anche noi abbiamo: con un occhio essere sì presi da Gesù e dalla sua vita, con l’altro occhio inseguire i nostri piccoli problemi. Occorre invece fissare bene entrambi gli occhi su Gesù, avere orecchie per lui, cuore aperto su di lui (Mc 8,17-18): contemplare e comprendere il suo agire, per poi incarnarlo nella vita di ogni giorno. Vivere il “come in cielo così in terra”.
Contemplando lui, parola viva del Padre, eviteremo l’errore di chiuderci sulle nostre preoccupazioni o, peggio, di giudicare il suo agire in base alla nostra visuale, e impareremo ad avere i suoi occhi per contemplare come dall’alto il ricamo divino che il Padre ha ordito per noi e per i nostri fratelli, dove tutto risulta come una splendida trama d’amore.
Apriamoci allora alla sua Parola, soprattutto là dove ci comanda di amare il fratello, ogni fratello: sarà il modo migliore di distogliere il pensiero da noi e di avere per essi “occhi che vedono, orecchie che sentono, cuore che batte”. Come lui.
(> vedi tutte le altre omelie di oggi)


La Liturgia di Lunedi 14 Febbraio 2022 SANTI CIRILLO E METODIO


Grado della Celebrazione: FESTA
Colore liturgico: Bianco

Antifona d’ingresso
Questi sono uomini santi, amici di Dio,
gloriosi araldi della verità divina.

Si dice il Gloria.

Colletta
O Dio, che per mezzo dei santi fratelli Cirillo e Metodio
hai dato ai popoli slavi la luce del Vangelo,
concedi ai nostri cuori di accogliere il tuo insegnamento
e fa’ di noi un popolo
concorde nella vera fede e coerente nella testimonianza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (At 13,46-49)
Noi ci rivolgiamo ai pagani.

Dagli Atti degli Apostoli

In quei giorni, [ad Antiòchia di Pisìdia] Paolo e Bàrnaba con franchezza dichiararono [ai Giudei]: «Era necessario che fosse proclamata prima di tutto a voi la parola di Dio, ma poiché la respingete e non vi giudicate degni della vita eterna, ecco: noi ci rivolgiamo ai pagani. Così infatti ci ha ordinato il Signore:
“Io ti ho posto per essere luce delle genti,
perché tu porti la salvezza sino all’estremità della terra”».
Nell’udire ciò, i pagani si rallegravano e glorificavano la parola del Signore, e tutti quelli che erano destinati alla vita eterna credettero. La parola del Signore si diffondeva per tutta la regione.

Parola di Dio.


Oppure, in Quaresima:

(Is 52,7-10 – Tutti i confini della terra vedranno la salvezza del nostro Dio)

Dal libro del profeta Isaìa

Come sono belli sui monti
i piedi del messaggero che annuncia la pace,
del messaggero di buone notizie che annuncia la salvezza,
che dice a Sion: «Regna il tuo Dio».
Una voce! Le tue sentinelle alzano la voce,
insieme esultano,
poiché vedono con gli occhi
il ritorno del Signore a Sion.
Prorompete insieme in canti di gioia,
rovine di Gerusalemme,
perché il Signore ha consolato il suo popolo,
ha riscattato Gerusalemme.
Il Signore ha snudato il suo santo braccio
davanti a tutte le nazioni;
tutti i confini della terra vedranno
la salvezza del nostro Dio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 116)
Rit: Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo.

Genti tutte, lodate il Signore,
popoli tutti, cantate la sua lode.

Perché forte è il suo amore per noi
e la fedeltà del Signore dura per sempre.

Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
oppure (in Quaresima):
Lode e onore a te, Signore Gesù.

Il Signore mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione.

Alleluia, alleluia.
oppure (in Quaresima):
Lode e onore a te, Signore Gesù.

VANGELO (Lc 10,1-9)
La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai.

Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
(Dall’Orazionale CEI 2020)
Rivolgiamo la nostra preghiera a Dio Padre, insieme a tutti i fratelli in Cristo, perché i popoli dell’Europa sappiano collaborare tra loro per costruire una vera civiltà dell’amore, fondata sul rispetto della persona.
Preghiamo insieme e diciamo: Venga il tuo regno di pace, Signore.

1. Le Chiese dell’Occidente e dell’Oriente, unite da fraterna comunione, formino una sola famiglia e uniscano al fervore apostolico lo spirito di contemplazione e di ascesi. Preghiamo.
2. L’Europa, evangelizzata dalla testimonianza degli apostoli, dei martiri e di una innumerevole schiera di santi, coltivi fedelmente la propria identità umana e cristiana. Preghiamo.
3. I popoli del continente europeo, consapevoli del loro comune patrimonio cristiano, siano operatori di pace tra tutte le nazioni del mondo. Preghiamo.
4. I perseguitati a causa della giustizia possano raccogliere il frutto della loro paziente semina, condotta nella fatica e nel dolore. Preghiamo.
5. Le nostre comunità cristiane, chiamate a far risplendere nel mondo la luce del Vangelo, siano forza che dà impulso a intese solidali. Preghiamo.

O Padre, per te nessuno è straniero e nessuno è escluso dalla tua paternità: per l’intercessione dei santi Cirillo e Metodio, fa’ che tutti gli uomini giungano alla conoscenza della verità, siano coerenti nella testimonianza e procedano nella via della pace. Per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Guarda, o Signore,
i doni che nella memoria dei santi Cirillo e Metodio
presentiamo alla tua maestà divina
e rendili segno dell’umanità nuova,
con te riconciliata nella pienezza dell’amore.
Per Cristo nostro Signore.

Prefazio dei santi I,
oppure Prefazio dei santi II,
oppure Prefazio dei pastori III.

Antifona di comunione
I discepoli partirono e predicarono il Vangelo,
mentre il Signore agiva insieme a loro
e confermava la Parola con i segni che l’accompagnavano.
(Cf Mc 16,20)

Preghiera dopo la comunione
O Dio, Padre di tutte le genti,
che nell’unico pane e nell’unico Spirito
ci fai commensali ed eredi del banchetto eterno,
in questa festa dei santi Cirillo e Metodio
concedi che la moltitudine dei tuoi figli,
perseverando nella stessa fede,
edifichi nella concordia il regno di giustizia e di pace.
Per Cristo nostro Signore.

Commento
Le due letture di oggi parlano dell’evangelizzazione a proposito dell’apostolato dei santi Cirillo e Metodio.
Il testo di Isaia parla già di “buona notizia” ed esprime un movimento centripeto verso Gerusalemme; il messaggero annuncia la pace “le sentinelle vedono con i loro occhi il ritorno del Signore in Sion”, tutti i popoli guardano la santa città.
Nel Vangelo il movimento è inverso. Gesù invia gli Apostoli nel mondo: “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura… Allora essi partirono e predicarono dappertutto”.
Ci sono dunque due dinamiche diverse nell’AT, si pensa la salvezza come la venuta delle nazioni a Gerusalemme, il centro del mondo, dove si sale al monte del Signore, che attira tutti; nel NT Gerusalemme non è più il centro dell’unità, il “luogo” dell’unità è ora il corpo di Cristo risorto, presente in modo misterioso dovunque sono i suoi discepoli. “Andate in tutto il mondo”. Ecco la legge dell’evangelizzazione, senza evidentemente perdere il legame con Gesù, luogo dell’unità di tutti coloro che credono in lui.
Il problema per i santi Cirillo e Metodio è stato proprio quello di andare ad altri popoli, malgrado le grandi difficoltà, che non erano solo difficoltà di viaggio (c’erano certamente anche quelle, nel IX secolo), ma difficoltà di rivolgersi a popoli che non erano di cultura greca o latina, i popoli slavi.
Cirillo e Metodio furono veramente pionieri di quella che oggi si chiama “inculturazione”, cioè il tradurre la fede nella cultura del paese invece di imporre la propria. Essi tradussero la Bibbia in slavo e celebrarono la liturgia in lingua slava, una audacia per la quale furono denunciati a Roma da missionari latini. Venuti dal papa per discolparsi, furono capiti, approvati da lui che, dopo la morte di Cirillo avvenuta appunto a Roma, un 14 Febbraio, consacrò Vescovo san Metodio e lo rimandò nei paesi slavi a continuare la sua opera di evangelizzazione.
Oggi si è preso più coscienza di questo problema che per secoli ha causato incomprensioni, condanne e ritardi nell’evangelizzazione. Ormai ci si rende conto che la fede è separabile da ogni cultura e deve radicarsi in ognuna di esse, come fermento che le impregna del Vangelo.
È un problema non solo di popoli diversi, ma di generazioni diverse: in ogni generazione la fede domanda di essere espressa in modo nuovo.
È sempre la stessa, ma è un fermento di vita che chiede di crescere e di trovare sempre nuove forme per progredire. Proprio Gesù ha paragonato il Vangelo a un seme di senapa che cresce, si trasforma, diventa un albero.
Dobbiamo avere la preoccupazione di andare agli altri e di non obbligarli a uniformarsi alle nostre abitudini, a ciò che noi pensiamo sia il meglio.
Andare agli altri come Gesù è venuto a noi: facendosi uomo, accettando tutto ciò che è umano per farsi comprendere dagli uomini e poterli introdurre nella sua intimità.
(> vedi tutte le altre omelie di oggi)

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