Dal Lazio: abbacchio alla cacciatora

Abbacchio alla cacciatora
  • 4Persone
  • secondiCategoria
  • facileDifficoltà
  • Tempo

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  • Attrezzatura : una padella

Ingredienti

  • 1,5 kg di abbacchio fatto a pezzi
  • 1/2 bicchiere di aceto
  • 2 spicchi d’aglio
  • farina
  • olio extravergine d’oliva
  • salvia
  • rosmarino
  • sale
  • pepe

Preparazione Abbacchio alla cacciatora

  • Passo 1.In una padella mettete insieme abbacchio, olio, aglio e sale.
  • Passo 2.Lasciate rosolare per circa 15 minuti.
  • Passo 3.Aggiungete poi il pepe, il rosmarino, la salvia e l’aceto.
  • Passo 4.Mescolate e fate rosolare per 5 minuti.
  • Passo 5.Aggiungete mezzo cucchiaio di farina e un poco d’acqua.
  • Passo 6.Fate cuocere e dopo 15 minuti potete servire.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
  • Calorie: 0 a porzione
  • Rating: 4.0 (1 review)
  • AutoreCarmelo Scuderi

Dal Lazio: crostini alla Ponticiana

Crostini alla Ponticiana
  • 4Persone
  • antipastiCategoria
  • facileDifficoltà
  • Tempo

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  • Attrezzatura : una teglia

Ingredienti

  • 4 fette di pane
  • funghi trifolati
  • prosciutto crudo
  • mozzarella
  • burro

Preparazione Crostini alla Ponticiana

  • Passo 1.Friggete il pane nel burro, adagiatevi sopra delle fette di mozzarella, i funghi ed il prosciutto.
  • Passo 2.Fate cuocere in forno per 15 minuti, quindi servite i crostini ancora caldi.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
  • Calorie: 0 a porzione
  • Rating: 4.0 (1 review)
  • AutoreCarmelo Scuderi

Dalla Toscana: tortino di zucchine e mozzarella

Tortino di zucchine e mozzarella
  • 4Persone
  • antipastiCategoria
  • facileDifficoltà
  • Tempo

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  • Attrezzatura : pirofila

Ingredienti

  • 700 g di zucchine
  • 125 g di mozzarella
  • 4 uova
  • 30 g di burro
  • sale

Preparazione Tortino di zucchine e mozzarella

  • Passo 1.Lavate le zucchine e tagliatele a fette.
  • Passo 2.Affettate la mozzarella.
  • Passo 3.Imburrate una pirofila e disponetevi alternandoli, uno strato di zucchine e uno strato di mozzarella.
  • Passo 4.Ponete in forno già caldo a 180°C per 10 minnuti.
  • Passo 5.Sfornate e versate nella pirofila le uova sbattute, salate a piacere ed infornate nuovamente a 180° per 15 minuti.
  • Passo 6.Servite il tortino caldo.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
  • Calorie: 0 a porzione
  • Rating: 4.0 (1 review)
  • AutoreCarmelo Scuderi

Dalla Calabria: polpette di ricotta

Polpette di ricotta
  • 4Persone
  • antipastiCategoria
  • facileDifficoltà
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  • Attrezzatura : una padella

Ingredienti

  • 600 gr di ricotta
  • 300 gr di pangrattato
  • 6 uova
  • olio extravergine d’oliva
  • latte
  • aglio
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe

Preparazione Polpette di ricotta

  • Passo 1.Fate inumidire il pangrattato con un po’ di latte.
  • Passo 2.Aggiungete la ricotta e mescolate, quindi uno spicchio d’aglio e prezzemolo tritato finemente.
  • Passo 3.Salate e pepate a piacere.
  • Passo 4.Unite quindi le uova sbattute e mescolate il composto e lasciatelo quindi riposare in un contenitore per circa 20 minuti.
  • Passo 5.Fate imbiondire l’aglio in una padella con olio extravergine d’oliva.
  • Passo 6.Una volta che l’olio si è ben riscaldato, versatevi delle palline di composto e fatele friggere in modo uniforme.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
  • Calorie: 0 a porzione
  • Rating: 4.0 (1 review)
  • AutoreCarmelo Scuderi

Tarassaco: proprietà e ricette per decotto, infuso e frittate

tarassaco

Da una recente ricerca il tarassaco si è rivelata una pianta utile alla prevenzione del covid 19 perché non permette al virus di attaccarsi alle cellule!

Il tarassaco comune (nome botanico Taraxacum officinaleè una pianta spontanea considerata “depurativa” per eccellenza: scopriamo tutte le sue proprietà (e ben quattro ricette).

Tarassaco: proprietà e ricette per decotto, infuso e frittate

Contenuti

La pianta di tarassaco

In botanica il tarassaco (Taraxacum officinale) è classificato come pianta erbacea perenne di dimensioni e altezza modeste, appartenenete alla famiglia delle Asteracee. Diffusissimo in tutte le zone e altitudini, cresce sia in clima temperato che freddo e fino ai 2.000 metri di altitudine.

È caratterizzato da una grossa radice a fittone, che si sviluppa a profondità ridotte, e dalla tipica infioresecnza a bottone di color giallo-dorato.

Presente lungo tutto lo stivale, ben si adatta a qualsiasi tipo di latitudine: è facile, infatti, ritrovarlo sia in pianura che in montagna, anche ad alta quota, ma predilige i bordi dei sentieri, i prati e i terreni incolti.https://www.youtube.com/embed/Mlr6CUhbHtE?feature=oembed

Tarassaco: fiore

Il fiore giallo-arancio è costituito da un capolino circondato da due ordini di petali (brattee) dritti fino a quando i semi maturano, che poi si abbassano per permettere ai semi di disperdersi, grazie ad una specie di ‘paracadute’. Viene anche chiamato dente di leone.

Aperto di giorno, si chiude di notte. Ogni stelo porta un singolo fiore e si erge per 1-10 cm sopra le foglie. I fusti e le foglie emettono un lattice bianco quando vengono spezzati.

È conosciuto con il nome popolare di ‘piscialetto’ per via delle proprietà depurative e diuretiche della radice.

Tarassaco: soffione

I suoi fiori gialli maturano e si trasformano in impalpabili e delicate sfere bianche chiamate soffioni. Infatti, basta un soffio per farle sfaldare e volare via.

Si tratta di globi contenenti molti frutti monoseme, chiamati acheni. Ogni achenio è attaccato ad uno stelo e a un piccolo ciuffo finissimo, simile a dei capelli, che funge da paracadute e ne permette la dispersione su lunghe distanze grazie al vento.

Impossibile non conoscerli, tutti ci siamo divertiti con loro da bambini!

tarassaco

La storia del tarassaco o Dente di leone

Nel Medioevo, il tarassaco veniva utilizzato come efficace rimedio contro i disturbi di fegato e reni, forse per via del suo colore ‘giallo’ intenso che ricorda quello della bile.

In effetti, col passare dei secoli, la scienza ne provò l’efficacia e tra il 1500-1600 diversi furono i naturalisti e farmacisti che riconobbero al tarassaco proprietà diuretiche e addirittura curative per le ferite. Per motivi analoghi la medicina cinese ne fa da sempre ampio uso.

Tarassaco: proprietà di foglie e radici

Il taraxacum officinalis viene utilizzato in tutte le sue parti, benché la parte più preziosa, quella che contiene in forma più concentrata le proprietà depurative, sia la radice.

Le foglie di questo ingrediente della cucina naturale possono essere consumate in insalata. È opportuno utilizzare quelle più giovani perché più tenere e meno amare.

Quelle più vecchie, che sono quelle vicine alla base della pianta, si possono usare cotte, come si faceva un tempo, per minestre, minestroni e zuppe. Invece i fiori di tarassaco in alcune zone d’Italia vengono messi sott’aceto e consumati come i capperi.

La parte del tarassaco più ricca di virtù terapeutiche, come anticipato, sono le radici. Essendo una pianta perenne, le radici possono allungarsi in modo evidente nel terreno e divenire sensibilmente robuste.

Le virtù di questa pianta spontanea sono molteplici: grazie al tarasserolo, glisteroli, le vitamine, l’inulina, i sali minerali e i principi amari contenuti in grandi quantità nella radici, è considerato una delle piante officinali più efficaci per stimolare la funzionalità biliare, depurare fegato e reni dalle tossine e favorire la digestione.

tarassaco

Oltre a purificare, questi principi svolgono anche un’azione antinfiammatoria e disintossicante sul fegato, favorendo l’eliminazione delle scorie e le secrezioni gastroenteriche.

Le già citate proprietà diuretiche che gli sono valse il nome di ‘piscialetto’ tramandato dalla tradizione contadina, sono esaltate dall’alta concentrazione di potassio e flavonoidi che lo rendono un coadiuvante perfetto nella cura della ritenzione idrica, della cellulite e dell’ipertensione.

Si raccomanda, quindi, il tarassaco in caso di eccessi alimentari. Se ne consiglia l’assunzione prolungata per alcuni periodi dell’anno con l’avvertimento che il sapore della radice di tarassaco è decisamente amaro. Per tanto, non a tutti risulterà gradito e piacevole.

Tarassaco: antitumorale

Confermato da diversi studi, l’estratto acquoso fermentato di Taraxacum officinale ha mostrato effetti anti-proliferatvi sia sulle cellule tumorali adulte e che dei bambini, da solo o in combinazione con estratti di vischio.

Gli effetti anticancro si hanno nei neuroblastoma e nelle leucemie.

Tarassaco: compresse

I principi attivi di questa pianta sono efficaci anche se è assunto sotto forma di capsule o compresse (2 volte al giorno lontano dai pasti), o sotto forma di tintura madre (50 gocce in poca acqua, tre volte al dì lontano dai pasti).

Tarassaco: tisana e decotto

Per sfruttare l’azione depurativa, se ne utilizzano le foglie sia fresche che essiccate e le radici per fare un decotto o una tisana, che favoriscono l’eliminazione delle tossine dall’organismo, combattono la stitichezza ed il colesterolo.

È molto indicata in caso di calcoli renali. Aiuta anche l’eliminazione della bile e stimola l’attività del fegato. Ecco come prepararla.

Ricetta della tisana di tarassaco

Per preparare un’ottima tisana è necessario procurarsi

  • 1 cucchiaio di radici essiccate
  • 1 tazza di acqua

Preparazione. Fate bollire l’acqua e lasciate in infusione per almeno 10 minuti le radici. Filtrate e zuccherate a piacere.

Tarassaco in cucina

Durante la seconda guerra mondiale dalla radice del tarassaco si estraeva un latice, da cui si ricavava, a sua volta, la gomma. Dalla torrefazione delle radici, in epoche passate, si otteneva un surrogato del caffè, con tutte le proprietà benefiche della pianta.

tarassaco

Oggi in cucina se ne utilizzano soprattutto i fiori sbocciati e le foglie fresche in misticanza. Le foglie possono essere lessate per comporre omelette e frittate, zuppe e minestre.

Tarassaco: ricette

Ecco alcune semplici ricette, una per una saporita frittata, i boccioli sottaceto ed infine delle saporitissime frittelle. Niente male, no?

Le frittata col tarassaco

Partiamo dalla frittata: servono

  • 500 gr di foglie di tarassaco
  • 100 gr di pancetta
  • uovo a persona

Preparazione. Sminuzzate la pancetta e passatela in padella, sbollentate le foglie di tarassaco, una volta tolte dall’acqua passatele al tritatutto, aggiungete la crema ottenuta alla pancetta. Battete a parte le uova con il sale e unitele agli altri ingredienti, quindi cuocete la frittata su entrambi i lati nella stessa padella della pancetta.

I boccioli sottaceto

Questa ricetta originale utilizza i fiori ancora chiusi in bocciolo per farne dei sottaceto, a mo’ di capperi. Sono sufficienti:

  • 1 manciata di boccioli
  • aceto qb
  • succo di 1 limone

Preparazione. Fate bollire i boccioli per 5 minuti in acqua salata e acidulata col succo di limone, scolate e lasciate raffreddare e asciugare per bene. A questo punto, riponete i vostri boccioli in un vasetto di vetro a chiusura ermetica e ricoprite con dell’ottimo aceto di vino bianco.

Le frittelle di fiori di tarassaco

Utilizzando i fiori di tarassaco già sbocciati potete realizzare delle ottime frittelle. Avrete bisogno di

  • 4 tazze di fiori già sbocciati
  • 150 gr di farina 00
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • tuorlo
  • albumi
  • 1 bicchiere di brandy
  • 1 cucchiaio di zucchero

Preparazione. Preparate una pastella mescolando la farina setacciata con vino, brandy, zucchero, un pizzico di sale e gli albumi montati a neve. Immergete nella pastella i fiori lavati e asciugati delicatamente con uno strofinaccio e fate friggere in olio ben caldo. Servite immediatame te le frittelle, magari accompagnandole con un’insalatina di tarassaco, tanto per restare in tema.

Tarassaco: controindicazioni

L’assunzione di questa erba amara è controindicata in caso di:

  • patologie dell’apparato cardiaco e renale, perché è presente un’elevata quantità di potassio che puà essere un problema in chi soffre di queste patologie.
  • gastrite, ulcera, reflusso gastrico e calcolosi biliare, perché facilita il sorgere di acidità di stomaco e può creare diversi disturbi all’apparato digerente.
  • assunzione di farmaci diuretici, poiché è particolarmente ricca di potassio e flavonoidi. Se combinata con diuretici, può causare un aumento dei livelli di potassio (iperkaliemia) nel sangue.
  • gravidanza e in allattamento.

Tarassaco: controindicazioni sui farmaci

Deve essere usato con cautela se si segue una terapia antibiotica con farmaci a base di ciprofloxacina, levofloxacina  e moxifloxacina, perché può ridurre l’assorbimento di questi principi attivi e diminuirne l’efficacia.

Può ridurre anche l’efficacia di alcuni farmaci per il fegato, aumentandone i livelli ematici. Per via dell’effetto diuretico, può rallentare l’eliminazione del litio da parte dell’organismo, aumentandone così la concentrazione.

In linea di massima è sempre meglio consultare il proprio medico prima di utilizzare un integratore a base di erbe.

Tarassaco: controindicazioni tiroide

In caso di disturbi alla tiroide è necessario fare attenzione e limitare l’assunzione del tarassaco alla sola tisana per non più di 3 tazze al giorno con 5 gr din 250 ml di acqua (specialmente nel caso di tiroide di Hoshimoto). Alcuni studi hanno evidenziato come questa erba amara aiuti a  regolarizzare la sintomatologia tipica di questi problemi endocrini (come stitichezza e irregolarità intestinale, dolori articolari).

Chi segue una terapia ormonale per la regolazione della tiroide dovrebbe evitare di prendere il dente di leone sotto forma di tintura madre, decotto o estratto a secco, che hanno ciascuna differenti concentrazioni di principi attivi. È comunque meglio consultarsi con il medico endocrinologo per definire la dose adatta.

Curiosità

Tarassaco in inglese

In inglese è conosciuto comunemente come dandelion, sebbene il suo nome botanico sia taraxacum.

Altre erbe amare

Se vi interessa usare in cosmetica, fitoterapia e in cucina anche altre erbe amare, guardate queste schede specifiche per scoprire le loro prorietà e utilizzi:

Angelica: proprietà benefici e utilizzi

Angelica: proprietà benefici e utilizzi

Conoscete l’angelica? Oggi scopriremo meglio le proprietà di una pianta che nel Medio Evo era usata come rimedio contro gli avvelenamenti. Oggi, grazie ai tannini e agli oli essenziali di cui è ricca, è indicata per gonfiore e meteorismo, catarro e insonnia. Se ne possono utilizzare tutte le parti: sia i semi e le radici che le foglie ed il fusto.

Contenuti

L’angelica (angelica achangelica) è una pianta della famiglia delle ombrellifere. Detta anche erba degli angeli o arcangelica, ha origine nel Nord Europa.

La specie considerata più attiva a livello fitoterapico, infatti, sarebbe l’angelica della Lapponia. Dalle nostre parti è raro vederla crescere spontaneamente, se non in alcune zone alpine, tuttavia è comunemente coltivata in orti e giardini.

La pratica della coltivazione dell’angelica risale al 1500, ma già dal X secolo la si importava dai paesi scandinavi come merce preziosa, visto i suoi molteplici utilizzi.

Spezia, verdura, erba officinale, come anticipavamo l’angelica veniva usata addirittura contro gli avvelenamenti.

Angelica: le sue proprietà

Di questa pianta non si butta via niente! Radici (da estrarre e seccare in autunno), foglie (da raccogliere a primavera) e fusto (in estate), se pure in modo differente, sono tutti utilizzabili.

Persino con i semi si può preparare un ottimo impacco per occhi stanchi. Ricca di principi attivi quali tannino, cumarina, olio essenziale, resina e sostanza amara, è indicata in caso di gonfiore e meteorismocatarro bronchiale ma anche di disturbi del sonno. E’ anche utile per mestruazioni irregolari.

Oggi l’angelica viene usata con più parsimonia che in passato poiché può causare foto-sensibilizzazione e – se assunta in dosi molto elevate – può avere effetti depressivi. Sconsigliata in gravidanza in virtù del suo potere emmenagogo, stimolando cioè l’afflusso di sangue nella regione pelvica.

FOCUS: Naturopatia, cos’è e quali sono i rimedi più diffusi

Angelica sylvestris
Bel primo piano di Angelica Sylvestris

Utilizzi dell’angelica

Un decotto di echinacea – preparato portando ad ebollizione 2,5 dl di acqua con 1 cucchiaio di radice di echinacea per 5 minuti, versato su di 1 cucchiaino di angelica e lasciato riposare per una 10 minuti, diventa una buona tisana contro il raffreddore.

gambi di questa pianta, infine, sono una leccornia se canditi, e l’aroma dei fiori e delle foglie arricchisce le insalate verdi. Il vino di angelica, usato come coadiuvante digestivo, è una bevanda tradizionale e di facile preparazione. Gli ingredienti sono:

  • 30 gr di radice di angelica
  • 1 l di vino rosso
  • 4 gr di cannella in polvere

Preparazione: lasciare il tutto in infusione (a freddo) per 4 giorni in una bottiglia chiusa. Quindi filtrare con una garza a trama fine. Bere la quantità  di un bicchierino da liquore un paio di volte al giorno.

La curiosità. L’angelica deve il suo nome all’arcangelo Raffaele, che secondo la tradizione popolare la usava per dare sollievo agli appestati.

Seppie coi piselli

Seppie coi piselli
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  • Attrezzatura : un tegame

Ingredienti

  • 1 kg di seppie
  • 600 gr di piselli
  • 400 gr di salsa di pomodoro
  • olio extravergine d’oliva
  • 1/2 cipolla
  • peperoncino
  • sale

Preparazione Seppie coi piselli

  • Passo 1.Pulite le seppie e tagliatele a listarelle.
  • Passo 2.Preparate un soffritto con la cipolla tritata, quindi aggiungetevi le seppie.
  • Passo 3.Salate e aggiungete un pizzico di peperoncino.
  • Passo 4.Fate cuocere a fiamma bassa per un’ora quindi aggiungete i piselli e conpletate la cottura irrorando di tanto in tanto con acqua.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
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  • AutoreCarmelo Scuderi

Frittelli

Frittelli
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  • Attrezzatura : un contenitore, una padella

Ingredienti

  • 1 cavolo
  • 4 uova
  • 1 Kg di farina
  • olio extravergine d’oliva
  • vino bianco
  • acqua
  • sale

Preparazione Frittelli

  • Passo 1.Pulite e tagliate in pezzi il cavolo.
  • Passo 2.Fatelo riposare in acqua salata.
  • Passo 3.Preparate la pastella con farina, uova sbattute vino e sale a piacere.
  • Passo 4.Passate il cavolo nella pastella quindi fatelo friggere in una padella con abbondante olio caldo.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
  • Calorie: 0 a porzione
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  • AutoreCarmelo Scuderi

Pangiallo

Pangiallo
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  • Attrezzatura : teglia, frusta

Ingredienti

  • 300 gr di farina
  • 100 gr di farina (per preparare la pasta da pane)
  • lievito di birra
  • 3 uova
  • 250 gr di uvetta
  • 80 gr di mandorle
  • 150 gr di noci
  • 100 gr di nocciole
  • 150 gr di frutta candita
  • 150 gr di fichi secchi
  • 50 gr di pinoli
  • 100 gr di cioccolato fondente
  • 100 gr di miele
  • 2 cucchiai di cacao
  • 3 cucchiai di rum
  • 1 cucchiao di zucchero
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • pepe

Preparazione Pangiallo

  • Passo 1.Formate una fontana con 100 gr di farina, unite acqua tiepida e lievito.
  • Passo 2.Impastate e lasciate lievitare per 1 ora.
  • Passo 3.Fate rinvenire l’uvetta in acqua tiepida.
  • Passo 4.Tagliate le mandorle a metà.
  • Passo 5.Sminuzzate i gherigli delle noci.
  • Passo 6.Tostate le nocciole e tritatele.
  • Passo 7.Tagliate i fichi secchi in pezzetti.
  • Passo 8.Una volta pronta la pasta di pane, mettetela in una ciotola ed aggiungete olio, acqua tiepida, la farina restante un uovo.
  • Passo 9.Aggiungete la frutta secca che avete preparato mentre la pasta di pane stava lievitando, 1 cucchiaio di cacao, un pizzico di sale e del pepe.
  • Passo 10.Fate sciogliere il miele e mescolatelo con il cioccolato grattugiato, aggiungetelo all’impasto insieme al rum.
  • Passo 11.Preparete un panetto e fate riposare l’impasto dopo averlo ben lavorato per 1 ora circa.
  • Passo 12.Mettete il panetto in una teglia con carta da forno.
  • Passo 13.Montate a neve due albomi d’uovo ed aggiungetevi 40 gr di farina, quindi un cucchiaio di cacao ed uno di zucchero.
  • Passo 14.Spalmate la glassa ottenuta sopra il panetto.
  • Passo 15.Fate cuocere in forno a 180° per 1 ora.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
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  • AutoreCarmelo Scuderi

Pasta e patate

Pasta e patate
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  • Attrezzatura : un tegame

Ingredienti

  • 200 gr di pasta all’uovo a piacere
  • 4 patate
  • Una fetta di guanciale o pancetta da 100 gr
  • 50 gr di grasso di prosciutto
  • 80 gr di parmigiano grattugiato
  • 1 cipolla
  • 1/2 carota
  • 1/2 costa di sedano
  • 3 pomodori
  • olio extravergine d’oliva
  • sale
  • pepe

Preparazione Pasta e patate

  • Passo 1.Fate soffriggere nell’olio il grasso di prosciutto, la pancetta a dadini, la cipolla, il sedano e la carota.
  • Passo 2.Aggiungete i pomodori a pezzetti e un po’ d’acqua.
  • Passo 3.Lasciate insaporire, aggiungete le patate tagliate a dadini e lasciate cuocere.
  • Passo 4.A 3/4 di cottura delle patate, aggiungete la pasta e fatela cuocere.
  • Passo 5.Servite con una spruzzata di parmigiano.

Note

  • Nazionalità: Italiana
  • Pubblicata: 01/10/2015
  • Calorie: 0 a porzione
  • Rating: 4.0 (1 review)
  • AutoreCarmelo Scuderi
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