Figli del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, la Benedizione Divina è per tutti.
QUALE PRINCIPE DELLE LEGIONI CELESTI, VI INVITO ALLA PREGHIERA FATTA CON IL CUORE, AD OFFRIRE UN MOMENTO DELLA VOSTRA GIORNATA PER INTERCEDERE GLI UNI PER GLI ALTRI, IN QUANTO FIGLI DI UNO STESSO PADRE.
Le minacce che incombono sull’umanità continueranno, le tenebre stanno avanzando, non si fermeranno.
Le Potenze passeranno dalle minacce alle armi, portando l’umanità a vivere nell’angoscia e nella mancanza di tutto il necessario per la sopravvivenza dell’essere umano.
Io vi proteggo e per proteggervi devo innanzitutto annunciarvi quello a cui vi troverete davanti, cosicché ciascuno in modo particolare, si corregga spiritualmente, sia una persona di fede e quindi si prepari.
Nell’approssimarsi al momento del cambiamento, l’umanità patirà una grande sofferenza. Il Potere del Nostro Re e Signore Gesù Cristo è infinito. Chi è come Dio? Nessuno è come Dio!
Sulla terra ci sono poteri economici che, presentandosi con potere umano, stanno soppiantando il Potere di Dio e stanno causando gravi danni all’uomo. Voi siate figli legati alla vera dottrina, persone di fede e di perseveranza.
In questo momento il demonio sta insidiando persone che stanno camminando a fianco del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e, a poco a poco, sta inoculando in loro la prepotenza, l’impazienza, la superbia e l’egoismo.
ATTENTO POPOLO DI DIO! Alcuni cadranno a causa di quello che possiedono e a causa del disprezzo per la Trinità Sacrosanta e per la Nostra Regina e Madre.
L’umanità deve incanalare le proprie energie spirituali, deve essere maggiormente di Dio, altrimenti il demonio la farà cadere nei peggiori peccati della carne, come non se ne erano mai commessi prima.
Discernete, sotto la guida dello Spirito Santo, quali siano le opere e le azioni da compiere. Il marchio del male è pronto per essere inserito nelle persone, “chi ha orecchi per intendere, intenda.” (Lc 8,8-11; Ap.2,11)
DISCERNETE, FIGLI DI DIO, DISCERNETE.
Le principali istituzioni mondiali si sono sottomesse in obbedienza ai poteri terreni e l’umanità sta venendo annullata. I nuovi anticristo si stanno facendo conoscere, prima che si renda presente il signore dell’iniquità.
FIGLI DI DIO, SE SIETE PERSONE DEL BENE, SE FATE LA DIVINA VOLONTÀ, SIETE PROTETTI DALLA TRINITÀ SACROSANTA, DALLA NOSTRA REGINA E MADRE E DAGLI ESERCITI CELESTI.
Vi benedico, continuate a rimanere protetti all’ombra dell’Altissimo. Non temete, mantenete la fede, non temete.
Io continuo a tenere in alto la mia spada, quale segno di protezione per ciascuno di voi.
San Michele Arcangelo
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
COMMENTO DI LUZ DE MARIA
Fratelli:
San Michele ci sta chiamando insistentemente a fare il bene e il cristiano deve distinguersi nel fare il bene e nel praticare le buone opere, come ci chiede nostro Signore Gesù Cristo, mettendo in pratica quello ci viene chiesto, offrendolo per la salvezza delle anime e cooperando al piano di salvezza.
San Michele ci sta avvisando e noi sappiamo quello che ci aspetta: la terra continuerà a tremare, l’acqua a flagellare i popoli e i vulcani a suscitare sorprese.
Senza perdere la fede, continuiamo a riparare, ad offrire, ad amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi, essendo messaggeri dell’amore di Dio e diciamo con San Michele Arcangelo:
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Viola
Antifona d’ingresso Ecco, viene il Signore potente: sarà chiamato Emmanuele, Dio con noi. (Cf. Is 7,14; 8,10)
Colletta Esaudisci con bontà le preghiere del tuo popolo, o Padre, perché coloro che si rallegrano per la venuta del tuo Figlio unigenito nella nostra carne possano giungere al premio della vita eterna quando verrà nella gloria. Egli è Dio, e vive e regna con te, …
PRIMA LETTURA (Cant 2,8-14) Ecco, l’amato mio viene saltando per i monti.
Dal Cantico dei Cantici
Una voce! L’amato mio! Eccolo, viene saltando per i monti, balzando per le colline. L’amato mio somiglia a una gazzella o ad un cerbiatto. Eccolo, egli sta dietro il nostro muro; guarda dalla finestra, spia dalle inferriate. Ora l’amato mio prende a dirmi: «Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! Perché, ecco, l’inverno è passato, è cessata la pioggia, se n’è andata; i fiori sono apparsi nei campi, il tempo del canto è tornato e la voce della tortora ancora si fa sentire nella nostra campagna. Il fico sta maturando i primi frutti e le viti in fiore spandono profumo. Àlzati, amica mia, mia bella, e vieni, presto! O mia colomba, che stai nelle fenditure della roccia, nei nascondigli dei dirupi, mostrami il tuo viso, fammi sentire la tua voce, perché la tua voce è soave, il tuo viso è incantevole».
Parola di Dio
oppure: Sof 3,14-17 Il Signore tuo Dio è in mezzo a te.
Dal libro del profeta Sofonìa
Rallégrati, figlia di Sion, grida di gioia, Israele, esulta e acclama con tutto il cuore, figlia di Gerusalemme! Il Signore ha revocato la tua condanna, ha disperso il tuo nemico. Re d’Israele è il Signore in mezzo a te, tu non temerai più alcuna sventura. In quel giorno si dirà a Gerusalemme: «Non temere, Sion, non lasciarti cadere le braccia! Il Signore, tuo Dio, in mezzo a te è un salvatore potente. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 32) Rit: Esultate, o giusti, nel Signore; cantate a lui un canto nuovo.
Lodate il Signore con la cetra, con l’arpa a dieci corde a lui cantate. Cantate al Signore un canto nuovo, con arte suonate la cetra e acclamate.
Il disegno del Signore sussiste per sempre, i progetti del suo cuore per tutte le generazioni. Beata la nazione che ha il Signore come Dio, il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
L’anima nostra attende il Signore: egli è nostro aiuto e nostro scudo. È in lui che gioisce il nostro cuore, nel suo santo nome noi confidiamo.
Canto al Vangelo () Alleluia, alleluia. O Emmanuele, nostro re e legislatore: vieni a salvarci, Signore, nostro Dio. Alleluia.
VANGELO (Lc 1,39-45) A cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?
+ Dal Vangelo secondo Luca
In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo. Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli Il Signore viene per essere la luce che rischiara il cammino degli uomini. Dal buio delle nostre incertezze e dei nostri sbandamenti, lo invochiamo: Vieni, luce del mondo.
Per la Chiesa santa, perchè quando si vede oppressa, incompresa, diffamata o rifiutata, in lei non venga meno la gioia. Preghiamo: Per le madri in attesa di un figlio, perchè vivano il tempo della gravidanza in rendimento di grazie al Signore, consapevoli di essere collaboratrici nell’opera della creazione. Preghiamo: Per noi, perchè reagiamo allo scetticismo circa la bontà e la possibilità di recupero dell’uomo e crediamo che, per il dono di Dio, ognuno può rinnovarsi e ricominciare. Preghiamo: Per i cristiani delle nostre comunità, perchè trascorrano questi ultimi giorni di avvento nella preghiera e nel raccoglimento e non si lascino prendere dalla mentalità consumistica e borghese. Preghiamo: Per noi qui raccolti attorno alla mensa eucaristica, perchè comunichiamo la gioia di avere incontrato e accolto il Signore con la stessa sollecitudine di Maria. Preghiamo: Per quanti sentono la vita come un peso opprimente. Per quanti si mettono in viaggio.
O Padre, che nella sollecitudine di Maria verso Elisabetta ci offri un esempio di attenzione premurosa verso i fratelli, in forza di questo pane eucaristico, donaci nuovo slancio interiore, per condividere con gli altri tutto ciò che siamo e abbiamo. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera sulle offerte Accetta con bontà, o Signore, i doni della tua Chiesa: nella tua misericordia li hai posti nelle nostre mani, con la tua potenza trasformali per noi in sacramento di salvezza. Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO DELL’AVVENTO II Le due attese di Cristo
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Egli fu annunciato da tutti i profeti, la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo con ineΩabile amore, Giovanni proclamò la sua venuta e lo indicò presente nel mondo. Lo stesso Signore, che ci invita a preparare con gioia il suo Natale, ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode. Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo…
Oppure:
PREFAZIO DELL’AVVENTO II/A Maria nuova Eva
È veramente giusto rendere grazie a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo per il mistero della Vergine Madre. Dall’antico avversario venne la rovina, dal grembo verginale della figlia di Sion è germinato colui che ci nutre con il pane degli angeli e sono scaturite per tutto il genere umano la salvezza e la pace. La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria. In lei, Madre di tutti gli uomini, la maternità, redenta dal peccato e dalla morte, si apre al dono della vita nuova. Dove abbondò la colpa, sovrabbonda la tua misericordia in Cristo nostro salvatore. E noi, nell’attesa della sua venuta, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo l’inno della tua lode: Santo …
Antifona di comunione Beata sei tu, Vergine Maria, perché hai creduto: in te si è compiuta la parola del Signore. (Cf. Lc 1,45)
Preghiera dopo la comunione La partecipazione ai divini misteri, o Signore, sia per il tuo popolo continua difesa, perché nella piena obbedienza alla tua volontà ottenga in abbondanza la salvezza dell’anima e del corpo. Per Cristo nostro Signore.Commento L’angelo se n’è andato, si è allontanato. No, non è un’annotazione cronologica, non è una inutile descrizione o un particolare insignificante quello che ci consegna Luca. L’angelo è partito, fine delle apparizioni, fine del sostegno angelico, fine dello straordinario. Come si sarà svegliata, Maria, il giorno dopo l’annuncio? Cosa avrà detto? Cosa avrà pensato? Cos’era successo il giorno prima? Un’allucinazione? Una follia? O tutto è reale? Maria si sfiora il ventre con delicatezza. Troppe le cose che tumultuosamente le attraversano la mente. E Giuseppe? Col passare dei giorni tutto si semplifica, Giuseppe viene, in gran segreto e le parla di sogni, di decisioni, di salvezza. Non può essere casuale. Allora decidono di fare l’unica cosa sensata: vogliono capire se e quanto è vero ciò che sta accadendo. Partono; il cuore in agitazione. E se Elisabetta non aspettasse nessun bimbo? Eccoli, ora, nel cortile di casa: Giuseppe scarica il somarello mentre la vecchia cugina esce dalla porta di casa, asciugandosi le mani nel grembiule. Le due donne si guardano, in silenzio. È Elisabetta, ora, a parlare. Ma come hai fatto a credere così tanto, piccola Maria! (> vedi tutte le altre omelie di oggi)
La bisciola, ovvero il panettone valtellinese, è un dolce natalizio della tradizione lombarda. E’ una specie di panettoncino ricco, nella versione classica pieno di uvetta, fichi e noci, preparato con la farina di grano tenero miscelata con la farina di segale e lavorata con burro e uova. L’impasto può essere lievitato con il lievito di birra oppure con il lievito in polvere, addolcito con il miele e spesso aromatizzato con la scorza di limone oppure di arancia. La bisciola ha la forma di una cupola, la preparazione non è molto complicata e non ci vuole nean molto tempo per realizzare la vera bisciola. Servitela con un buon vino durante le feste natalizie oppure come una semplice merenda. La bisciola è piena di sapori e profumi delle feste, che apprezzerà tutta la famiglia.
Preparazione – Bisciola
1. Mettete l’uvetta in ammollo in acqua tiepida per circa 60 minuti. Prendete i fichi e tagliateli grossolanamente.
2. Prendete le noci e tritatele grossolanamente. Setacciate la farina di grano tenero in una ciotola grande. Aggiungete la farina integrale setacciata.
3. Aggiungete lo zucchero e rimescolate. Unite un uovo e la vanillina. Sciogliete il burro e fatelo raffreddare. Aggiungetelo poco alla volta alla farina, mescolando continuamente. Aggiungete anche il miele. Sciogliete il lievito nel latte con poco zucchero e lasciatelo da parte.
4. Alla fine aggiungete il latte e iniziate a lavorare con le mani. Il composto sarà un po’ appiccicoso, quindi infarinate le mani. Mettete l’impasto nella ciotola e lasciate lievitare per circa un’ora, o comunque fin quando l’impasto non raddoppia di volume. Prendete l’impasto lievitato e aggiungete l’uvetta strizzata, i fichi e le noci. Uniteli bene all’impasto, create una cupola e mettetela sulla carta da forno. Lasciate lievitare ancora per 30 minuti almeno. Infornate la bisciola per 45 minuti in forno preriscaldato a 180 °C.
Ed ecco bisciolavaltellinese appena sfornata.
Trucchi e consigli
– Se usate il lievito fresco di birra, scioglietelo nel latte con lo zucchero e lasciatelo per qualche minuto da parte, invece se usate il lievito in polvere aggiungetelo direttamente alla farina.
– Ci sono diverse varianti della bisciola. Potete aggiungere all’impasto la scorza di un’arancia candita, le nocciole e un pizzico di cannella.
– La bisciola si conserva bene per almeno 5 giorni.
In alternativa, provate a preparare in casa con le vostre mani il panettone tradizionale, una ricetta più laboriosa e lunga ma che vi darà grandi soddisfazioni.
I roccocò sono dei biscotti tradizionali napoletani. E’ un dolce natalizio a forma di ciambella ma un po’ più piccola e più schiacciata, croccante fuori e leggermente morbida dentro. I roccocò vengono realizzati con farina speziata, zucchero, mandorle tostate e macinate e con la scorza di limone ed arancia. La farina viene aromatizzata con il pisto, una miscela di spezie utilizzata nella tradizione dolciaria della Campania, che contiene chiodi di garofano, anice stellato, cannella e noce moscata. Le ciambelle una volta create sono spennellate con l’uovo sbattuto e decorate con le mandorle tostate. Il roccocò non è solo un biscottone immancabile sulla tavola della vigilia, ma anche un dolce buonissimo da gustare tutto l’anno. La preparazione è simile a quella dei biscotti che si preparano di solito a casa, ma il sapore è più forte e il profumo più intenso. I roccocò sono ottimi anche per la prima colazione o per una merenda gustosa. Ecco la ricetta.
Preparazione – Roccocò
1. Tostate le mandorle pelate. Mettetene da parte una ventina per la decorazione finale. Il resto delle mandorle mettetele in tritatutto e macinatele non troppo finemente.
2. In una ciotola versate la farina a pioggia. Unite lo zucchero e il miele. Aggiungete le mandorle macinate e grattugiate la nocemoscata quanto basta.
3. Aggiungete il pisto se lo avete pronto, oppure in un mortaio mettete la cannella, i chiodi di garofano e l’anice stellato. Pestate tutto fino ad ottenere una polvere fine ed aggiungetela alla farina. Unite un cucchiaino di ammoniaca per dolci.
4. Grattugiate la buccia di arancia e la buccia di un limone. Aggiungete un uovo e rimescolate tutto. Poca alla volta versate l’acqua, mescolando continuamente. Iniziate a lavorare l’impasto con le mani.
5. Create una palla omogenea e molto compatta. Dividetela in 10 porzioni identiche. Ogni pezzo lavoratelo con le mani, creando una specie di sigaro. Unite le due estremità, formando una ciambella. Schiacciatela delicatamente con le dita. Disponete le ciambelle sulla carta da forno e spennellate con l’uovo sbattuto. Decorate con le mandorle tostate. Infornate in forno preriscaldato a 180 °C per circa 20 minuti. Sfornate e fate raffreddare prima di servire.
Ed ecco i roccocò pronti per essere gustati.
Trucchi e consigli
– Il pisto è una miscela di spezie per le preparazioni dolciarie napoletane. Potete comprarlo online oppure nelle botteghe più fornite. Altrimenti preparate la miscela da soli a casa.
– I roccocò sono migliori il giorno dopo la cottura. Prima di essere staccati dalla teglia devono raffreddarsi completamente.
– Potete cosparger i roccocò con il cacao in polvere oppure glassarli, anche se la ricetta originale non lo prevede.
– Il roccocò tradizionale non deve essere né tropo duro né troppo morbido. Sono biscotti da inzuppare nel vino, quindi la consistenza è importante. Sfornate i roccocò quando la superficie inizia ad essere dorata.
Le frittelle di bianchetti sono un piatto tipico della cucina ligure molto gustoso e semplice da preparare. Si può mangiare sia come antipasto che come secondo. La materia prima sono i bianchetti, ovvero i neonati della famiglia del pesce azzurro come ad esempio sardine e acciughe. Tenete comunque presente che la pesca dei bianchetti è regolamentata da un decreto ministeriale per cui la loro pesca è consentita solo in determinati periodi dell’anno e per limitate quantità. Attenzione alle imitazioni come ad esempio il pesce ghiaccio.
Ingredienti
400 gr di bianchetti
4 uova
farina
acqua
prezzemolo
aglio
olio extravergine d’oliva
sale
pepe
Preparazione Frittelle di bianchetti
Passo 1.Preparate una pastella sbattendo le uova ed aggiungendovi acqua e farina quanto basta.
Passo 2.Tritate aglio e prezzemolo ed amalgamateli alla pastella.
Passo 3.Fate riposare la pastella per due ore circa.
Passo 4.Aggiungete i bianchetti alla pastella.
Passo 5.Riscaldate dell’olio in padella e versatevi delle cucchiaiate di impasto.
Passo 6.Fate friggere da ambo i lati in modo da ottenere una buona doratura.
Passo 7.Man mano che sono pronte, mettete le frittelle di bianchetti nella carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso.
Qui di seguito elenchiamo un estratto, delle indicazioni che il Cielo ci ha dato per i momenti che verranno e di fronte a malattie sconosciute, possiamo contare sull’aiuto di piante medicinali specifiche per affrontare quello che nemmeno la scienza riuscirà a fermare.
In molti messaggi, il Cielo stesso ci dice: NON SIETE SOLI, e per farci comprendere la portata infinita di queste parola, riceviamo questi medicamenti naturali, che assieme alla Fede, alla Preghiera, ai Sacramentali e all’Acqua Benedetta, saranno il nostro ausilio.
L’amore di Cristo e della Madonna è infinito, tanto che nei messaggi ci allertano e ci danno la soluzione per curare malattie sconosciute, avendo chiaro che la Fede è il filo conduttore del Miracolo.
Si raccomanda di consultare un medico o uno specialista di rimedi naturali, per verificare le indicazioni appropriate ad ogni persona.
SANTISSIMA VERGINE MARIA A LUZ DE MARIA 13.10 2014 “Malattie sconosciute continueranno ad attaccare l’umanità, una dopo l’altra, ma appena si avvicineranno all’uomo, io vi forniro’ i rimedi naturali per combatterle”
SANTISSIMA VERGINE MARIA A LUZ DE MARIA 11,10.2014 “Non dimenticatevi che questa Madre si mantiene attenta ai mali che angosciano i Suoi figli”
NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO A LUZ DE MARIA 5.2009“Se siete ammalati, spruzzate gli alimenti con acqua bendetta e tenete presente l’uso di piante medicinali che Mia Madre vi ha indicato di utilizzare per questi casi imprevisti.”
SANTISSIMA VERGINE MARIA A LUZ DE MARIA 28.01.2016 “Utilizzate il verbasco ed il rosmarino in discrete quantità.”
SANTISSIMA VERGINE MARIA A LUZ DE MARIA SUL CORONAVIRUS 31.01.2015 “Un’altra malattia si propaghera’, colpendo le vie respiratorie; è estremamente contagiosa. Per combatterla conservate l’acqua benedetta, utilizzate il biancospino e la pianta ECHINACEA.”
Nome scientifico: Echinacea purpurea Nome comune: Echinacea Famiglia: Asteraceae
USO: Riduce i sintomi del raffeddrore (mucosità, tosse, febbre) accelera il recupero; diminusce le malattie del sistema respiratorio: sinusiti, faringiti, bronchiti, ecc.; blocca l’azione di virus e batteri; potenzia il sistema immunitario.
DOSI: Infusioni: si impiegano le foglie e l’estratto secco della radice. Il primo giorno 5 tazze, riducendo il numero di tazze con la diminuzione dei sintomi. Gocce: 20 gocce al giorno per due mesi, quindi si sospende per due mesi.
CONTROINDICAZIONI: Può causare reazioni allergiche nei bambini minori di dodici anni. Non è raccomandata in caso di malattie autoimmuni o epatiche. Consultare un medico in caso di gravidanza o durante l’allattamento. Potrebbe interagire con sostanze e medicamenti; riduce la capacità dell’organismo di scomporre la caffeina e rende difficoltosa la sintesi dei medicinali che vengono eliminati dal fegato.
OSSERVAZIONI: Si raccomanda di cominciare già ora ad assumerla, ma bisogna rispettare la sospensione dell’assunzione indicata nella posologia. Per maggiori informazioni, vedere allegati.
Nome scientifico: Randia aculeata, Randia karstenii Nome comune: Biancospino, Famiglia: Rubiaceae
USO: Aumenta i livelli di emoglobina dopo il morso di un serpente. I frutti verdi si utilizzano contro la diarrea e le leucorree mucoidi. Insufficienza cardiaca: alterazioni nel ritmo cardiaco, tachicardia, aritmia. Prevenzioni di angina pectoris, recupero post infarto. Sedativo. Per trattare i sintomi di nervosismo o ansietà.
DOSI: Somministrare dopo i pasti. Insufficienza cardiaca: 160-900 mg al dì, divisi in 2-3 dosi. L’infusione delle sole foglie viene raccomandata per una malattia sconosciuta che produrrà febbre alta, labbra scure, bluastre, movimenti spasmodici e forti contrazioni. Mettere in infusione un pugno di foglie di biancoscpino in acqua bollente e coprire il recipiente lasciando in infusione per per 8 minuti. Assumere questa tisana durante il giorno e la notte fino alla diminuzione dei sintomi della malattia.
CONTROINDICAZIONI: Nessuna controindicazione conosciuta, tuttavia non se ne raccomanda l’uso in concomitanza con l’assunzione di medicinali per problemi cardiaci o circolatori e benzodiazepine (che agiscono sul sistema nervoso centrale e contro l’insonnia), se non sotto il controllo di uno specialista.
L’ECHINACEA: RAFFORZA LE TUE DIFESE
L’impiego più frequente e più conosciuto, è per ridurre i sintomi del raffreddore comune. Questo si deve alle sue due principali proprietà: la sua capacità di rafforzare e di potenziare il sistema immunitario – è un antibiotico naturale, capace di attivare la nostra produzione di leucociti – e come anti infiammatorio. E’ dimostrato che contribuisce a diminuire la febbre, la mucosità e la tosse causata dal raffreddore e da altre malattie del Sistema Respiratorio. Accelera anche il processo di recupero e nonostante gli studi medici non confermino in modo definitivo che, prendendola in forma preventia si possano evitare queste patologie, ne minimizza comunque gli effetti. Oltre ad essere impiegata per le malattie dell’apparato respiratorio (sinusite, bronchite, faringite…), ha un ulteriore serie di applicazioni – per la maggior parte in relazione ai processi infettivi, dove agisce come bloccante dell’azione di virus e batteri. Descrizione della pianta La Echinacea purpurea-eastern o purple-coneflower in inglese, della famiglia delle Asteraceae, Composite (famiglia delle margherite) in quanto tale presenta una disposizione basale delle foglie “a rosetta” e un’infiorescenza a capolino sulla sommità di uno stelo glabro. I fiori sono color viola carico ed emettono un odore aromatico debole, con una radice nera e dal sapore piccante.
Si tratta di una pianta perenne originaria delle praterie dell’America Nord-occidentale che può raggiungere un’altezza di circa 40-100 cm e che ha in primavera il suo massimo periodo di crescita mentre d’inverno secca. Per quanto riguarda la coltivazione, l’ Echinacea si accontenta di un suolo povero, è poco adatta a sopportare una siccità del suolo, anche momentanea e inoltre tollera soltanto leggermente la salinità del suolo. Come esposizione non tollera situazioni ombreggiate. La temperatura minima sopportata dalla pianta è dell’ ordine di -36°C. viene usata come planta medicinale e ornamentale.
DOSI:
Come per tutte le piante impiegate in fitoterapia, l’uso dell’echinacea non deve essere effettuato senza aver consultato un esperto, che ci indicherà le dosi e gli intervalli di tempo di assunzione. La quantità giornaliera raccomandata e la durata del trattamento, dipenderanno dalla prescrizione dell’esperto e dalla patologia da trattare. Per esempio, quando si tratta di raffreddori, nel caso di pillole, si raccomanda di non prenderle più di 3 volte al giorno, nè di prolungarne l’assunzione per più di due settimane. Per le infusioni, generalmente si utilizzano le foglie e l’estratto secco della radice, in base alla concentrazione delle dosi, si possono prendere fino a cinque tazze da tè al giorno, il primo giorno di raffreddore, per poi ridurre in seguito il numero di tazze, mano a mano che i sintomi si alleviano. Controindicazioni Esistono studi scientifici che avallano i suoi effetti benefici. Recentemente, il Comitato Europeo di Erbe Medicinali (HMPC) ha avvertito che l’echinacea può causare reazioni allergiche nei bambini di età inferiore ai dieci anni. Alcune di queste reazioni allergiche sono: · Orticaria, infiamazione della pelle ed eruzioni. · Anafilassi (reazione immunitaria generalizata dell’organismo). · Asma e problemi respiratori. Tantomeno se ne raccomanda l’uso alle persone che soffrono di malattie auto-immuni o epatiche, così come in gravidanza o durante l’allattamento; è necessario consultare uno specialista prima della sua assunzione. Allo stesso modo, il consumo di echinacea, può interagire con alcune sostanze e medicamenti. Per esempio, nel caso del caffè, riduce la capacità abituale del nostro organismo di scomporre la caffeina e riguardo ai medicamenti, rende difficoltosa la sintesi di quelli che vengono eliminati attraverso il fegato. In ogni caso, bisogna evitare di assumerla per un periodo di tempo troppo prolungato.
Echinacea: proprietà, uso, controindicazioni
L’echinacea è una pianta immunostimolante molto utile per rafforzare il sistema immunitario. Scopri le proprietà dell’echinacea, i benefici, come usarla e quali sono le controindicazioni.
L’echinacea (Echinacea purpurea ed Echinacea angustifolia) appartiene alla famiglia delle Composite. Nota per le proprietà immunostimolanti e anitvirali, è utile per favorire le difese immunitarie e curare i sintomi di malattie da raffreddamento. Scopriamola meglio.
> Proprietà dell’echinacea
> Modalità d’uso
> Controindicazioni
> Descrizione della pianta
> L’habitat dell’echinacea
> Cenni storici
Proprietà dell’echinacea
La radice di echinacea contiene polisaccaridi che conferiscono alla pianta proprietà immunostimolante, per questa ragione è usata in fitoterapia per favorire le naturali difese, in quanto stimola il sistema immunitario, sostenendo così l’organismo contro gli attacchi infettivi.
Il grosso interesse per le proprietà dell’echinacea deriva dalla sua capacità di attivare l’azione fagocitaria dei linfociti e rinforzare il sistema immunitario specifico, di adulti e bambini. Il meccanismo di azione si esplica mediante un aumento dei leucociti, in particolare dei granulociti polimorfonucleati (o neutrofili) e dei monociti-macrofagi del sistema reticolo-endoteliale, adibiti a fagocitare (mangiare) gli agenti estranei dannosi (batteri, funghi etc.).
La pianta inoltre contiene flavonoidi (come la luteolina, kaempferolo, quercetina, apigenina); derivati dell’acido caffeico (echinacoside, acido clorogenico), acido cicorico, polieni, alchilamidi e olio essenziale. In particolare l’echinacoside svolge azione antibiotica e batteriostatica, in grado di inibire la replicazione di batteri difficilmente controllabili; mentre l’echinaceina conferisce alla pianta proprietà antinfiammatoriacorticosimile.
Infine la presenza di acido cicorico e acido caffeico svolgono azione antivirale, tale da ostacolare la penetrazione del virus nelle cellule sane.
Un’assunzione regolare permette di prevenire (specialmente nei periodi in cui il nostro organismo è soggetto a maggiori stress) e curare i sintomi delle malattie da raffreddamento come febbre, le infezioni del sistema respiratorio (raffreddore, tosse) e di quello urinario (cistite).
Per uso esterno, l’echinacea è impiegata anche per la preparazione di pomate e lozioni per la pelle, ad azione immunostimolante, protettiva, antinfiammatoria, in caso di cicatrici, afte, ulcere, dermatiti in genere. La proprietà cicatrizzante, si basa sulla capacità della pianta di accelerare la rigenerazione tissutale e di localizzare l’infezione.
Modalità d’uso
USO INTERNO DECOTTO: 1 cucchiaio raso di echinacea radici, 1 tazza d’acqua Versare la radice sminuzzata nell’acqua fredda, accendere il fuoco e portare a ebollizione. Far bollire qualche minuto e spegnere il fuoco. Coprire e lasciare in infusione per 10 min. Filtrare l’infuso e berlo.
500-750 mg di estratto secco in capsule o compresse somministrate 2 volte al giorno lontano dai pasti, oppure 400mg una volta al giorno per prevenire stati influenzali
Tintura madre di echinacea: 30-40 gocce 2 volte al giorno lontano dai pasti, oppure 30 gocce 1 volta al giorne per l’azione immunostimolante preventiva
Controindicazioni dell’echinacea
L’echinacea presenta pochi effetti collaterali. La sua azione immunostimolante la rende controindicata in pazienti in terapia immunosoppressiva (trapianti, malattie autoimmuni). Alcuni effetti collaterali si possono verificare quando sussiste un’allergia nota nei confronti della pianta. Si sconsiglia l’uso in gravidanza, allattamento e per bambini di età inferiore ad un anno in quanto alcune specie di echinacea possono contenere composti tossici per il fegato.
Descrizione della pianta
Piante erbacee perenni alte 8-10 dm. con rizoma cilindrico e i fusti leggermente rossastri. Le foglie sono basali e lungamente picciolate, lanceolate percorse da 3-5 nervature con peli rigidi. La varietà angustifolia, deve il nome alle foglie strette, mentre la purpurea ha foglie dalla pagina più ampia. Le infiorescenze sono formate al centro da fiori tubulari e alla periferia da fiori ligulati porporini ripiegati verso il basso nell’angustifolia; più orizzontali nella purpurea. I frutti sono degli acheni.
L’habitat dell’echinacea
Entrambe sono originarie dell’America del nord, Messico, Louisiana, Florida. In Italia sono coltivate a scopo medicinale e ornamentale.
Cenni storici
L’uso terapeutico dell’echinacea risale agli Indiani dell’America del Nord, che se ne servivano nel trattamento esterno di ferite e ustioni; e per uso interno per curare la tosse, le malattie da raffreddamento e il mal di gola.
La pianta è diffusa in tutto il Nord-America e presenta numerose specie: purpurea, angustifolia, pallida, laevigata, paradoxa, tennesseensis, sanguinea, simulata, atrorubens. Di esse le più attive risultano essere le prime due e in particolare, dai più recenti studi, la purpurea dimostra contenere la maggior percentuale di acido cicorico, responsabile dell’azione immunostimolante.
Le proprietà dell’echinacea sono state evidenziate da studi clinici effettuati già dal 1915, che dimostrarono per la prima volta il meccanismo d’azione sul sistema immunitario.
Gli studi sulla pianta ripresero attorno al 1930 e sono giunti ai giorni nostri. L’echinacea purpurea fu studiata soprattutto da ricercatori tedeschi alla fine degli anni ’80 e attualmente è la più venduta.
Prevenire i mali di stagione con i rimedi giusti
Con l’arrivo dell’autunno arrivano anche i primi mali di stagione: raffreddore, tosse e mal di gola in cima alla lista. Come difendersi?
L’autunno, si sa, porta i raffreddori e i primi colpi di tosse.
Diversi virus parainfluenzali precedono l’influenza vera e propria che arriva più o meno all’inizio dell’inverno e la stagione fredda si preannuncia sempre più complessa e fastidiosa rispetto all’anno passato.
C’è chi si preoccupa dei mali di stagione solo quando arrivano effettivamente e chi invece preferisce prevenire.
Prevenire i mali di stagione
La prevenzione ha tante facce, la prima è quella di una sana e varia alimentazione, contenente tutti i nutrienti utili al sistema immunitario per combattere in maniera più efficace contro i mali di stagione. E poi ci sono le terapie preventive, tradizionali o alternative, che possono certamente dare una mano ma… come si fa a scegliere quella giusta?
Composizione floreale con Iris e bacche di Rosa canina
Ogni terapia, tradizionale o alternativa, può comportare effetti indesiderati. Non fanno eccezione i rimedi naturali; non ci stancheremo mai di sottolineare che naturale non è sinonimo di innocuo.
Ma che vuol dire? Dobbiamo allora smettere di fare ricorso alle terapie, in questo caso alle terapie preventive? Assolutamente no; dobbiamo però imparare ad evitare il fai da te e a informarci presso uno specialista anche quando la nostra scelta cade rimedi naturali; sempre, ma soprattutto se la persona che deve assumere il prodotto è un bambino, un malato cronico o una donna in dolce attesa.
È inoltre importante imparare a leggere le etichette. Quando si sceglie un rimedio naturale è preferibile acquistare prodotti confezionati piuttosto che l’erba sfusa, anche per una migliore definizione del dosaggio. In caso di dubbi sul contenuto chiedere chiarimenti al farmacista o al medico.
Mal di gola cronico: le cause e i rimedi
Il caso dell’echinacea
Il periodo della prevenzione contro i mali di stagione è stato inaugurato a fine estate dal caso dell’echinacea, una pianta molto usata soprattutto per la sua azione sul sistema immunitario.
L’Agenzia britannica di controllo sui farmaci e dispositivi ha diffuso un comunicato in cui si sconsiglia di somministrare l’echinacea ai bambini sotto i 12 anni per il rischio di sviluppare una reazione allergica, con sintomi che andrebbero dalle reazioni cutanee alle difficoltà respiratorie e, in rari casi, persino allo shock anafilattico.
Niente echinacea ai minori di 12 anni, dunque. L’agenzia britannica ha sottolineato che si tratta di una misura precauzionale e ha tranquillizzato i genitori che fino a questo momento l’hanno somministrata ai propri bambini per la prevenzione o per la cura delle malattie da raffreddamento.
Il CDC degli Stati Uniti ha aggiornato la sua pagina “Eventi avversi” sulle iniezioni di COVID-19 oggi, dove ammette che ci sono ora 1.908 casi segnalati di miocardite e pericardite dopo le iniezioni di COVID-19 tra i giovani sotto i 30 anni.
Questo si confronta, nella stessa pagina, con 57 casi di “Trombosi con sindrome da trombocitopenia (TTS)” e 278 casi di “Sindrome di Guillain-Barré (GBS)” per tutti i gruppi di età, non solo quelli sotto i 30 anni.
Come abbiamo riportato in passato, il CDC tipicamente usa “bias selettivi” quando riporta questi “eventi avversi” per far sembrare i numeri molto più bassi di quanto non siano in realtà.
Ma con i casi di malattie cardiache ora alle stelle, anche con il loro bias selettivo si può vedere chiaramente che abbiamo a che fare con un numero molto alto di queste lesioni che mostrano che la loro affermazione che questi effetti collaterali di malattie cardiache sono “rari” è completamente assurda.
Quando includiamo tutti gli altri casi di miocardite e pericardite nei loro stessi dati all’interno di VAERS per i giovani sotto i 30 anni, il numero è in realtà 3.262 casi. (Fonte. Nota: questo è fino al rilascio del 12/3/2021 dei dati VAERS che saranno aggiornati domani, 12/17/21).
Miocarditi dovute al vaccino covid – Tutte le età
Per un altro confronto, e sempre usando i LORO DATI da VAERS, guardiamo i casi di malattie cardiache in seguito a tutti i vaccini non-COVID, che includono i vaccini antinfluenzali, tutti i vaccini infantili nel programma CDC, e ogni altro vaccino non-COVID attualmente in distribuzione negli Stati Uniti per lo stesso periodo di tempo (dal dicembre scorso, quando i colpi COVID-19 sono stati autorizzati per l’uso di emergenza).
12.855 casi di malattie cardiache in seguito ai vaccini sperimentali COVID-19 nell’ultimo anno, rispetto ai 125 casi di malattie cardiache in seguito a tutti i vaccini approvati dalla FDA nell’ultimo anno.
E il CDC lo chiama “raro”?
Questi sono i dati governativi del CDC e della FDA, e sono sotto-riportati, secondo gli esperti, di un fattore tra 20X (fonte) e 41X (fonte) o più.
Perché queste iniezioni sono ancora sul mercato e uccidono e paralizzano le persone con malattie cardiache?
Ci può essere solo una spiegazione. La Pfizer ora controlla la FDA e il CDC, e arriverei a dire che controllano gli Stati Uniti, incluso decidere chi viene eletto per approvare i loro prodotti.
Qui c’è un campione recente di rapporti di persone che soffrono di malattie cardiache in seguito alle iniezioni di COVID da un solo canale Telegram che sono stati postati solo negli ultimi giorni.
Ascoltate questa infermiera che spiega che quando è andata all’ospedale e ha scoperto di avere una malattia cardiaca in seguito all’iniezione Pfizer, era la settima persona ricoverata quel giorno con la stessa cosa in seguito all’iniezione Pfizer.
In questo video qui sotto, una donna spiega come ha scoperto nel modo più duro che le lesioni da vaccino COVID-19 non sono “teorie di cospirazione”, dato che suo marito ora ha una miocardite in seguito all’iniezione, e il loro medico non vuole scrivere un’esenzione per la seconda iniezione perché teme di perdere la sua licenza.
Grado della Celebrazione: Feria Colore liturgico: Viola
Antifona d’ingresso Giubilate o cieli, rallégrati o terra, viene il nostro Dio e avrà misericordia dei suoi poveri. (Cf. Is 49,13)
Colletta Dio creatore e redentore, che hai rinnovato il mondo nel tuo Verbo, fatto uomo nel grembo di una Madre sempre vergine, concedi che il tuo unico Figlio, primogenito di una moltitudine di fratelli, ci unisca a sé in comunione di vita. Egli è Dio, e vive e regna …
PRIMA LETTURA (Gn 49,2.8-10) Non sarà tolto lo scettro da Giuda.
Dal libro della Gènesi
In quei giorni, Giacobbe chiamò i figli e disse: «Radunatevi e ascoltate, figli di Giacobbe, ascoltate Israele, vostro padre! Giuda, ti loderanno i tuoi fratelli; la tua mano sarà sulla cervìce dei tuoi nemici; davanti a te si prostreranno i figli di tuo padre. Un giovane leone è Giuda: dalla preda, figlio mio, sei tornato; si è sdraiato, si è accovacciato come un leone e come una leonessa; chi lo farà alzare? Non sarà tolto lo scettro da Giuda né il bastone del comando tra i suoi piedi, finché verrà colui al quale esso appartiene e a cui è dovuta l’obbedienza dei popoli».
Parola di Dio
SALMO RESPONSORIALE (Sal 71) Rit: Venga il tuo regno di giustizia e di pace.
O Dio, affida al re il tuo diritto, al figlio di re la tua giustizia; egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia e i tuoi poveri secondo il diritto.
Le montagne portino pace al popolo e le colline giustizia. Ai poveri del popolo renda giustizia, salvi i figli del misero.
Nei suoi giorni fiorisca il giusto e abbondi la pace, finché non si spenga la luna. E dòmini da mare a mare, dal fiume sino ai confini della terra.
Il suo nome duri in eterno, davanti al sole germogli il suo nome. In lui siano benedette tutte le stirpi della terra e tutte le genti lo dicano beato.
Canto al Vangelo () Alleluia, alleluia. O Sapienza dell’Altissimo, che tutto disponi con forza e dolcezza: vieni ad insegnarci la via della saggezza. Alleluia.
VANGELO (Mt 1,1-17) Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide.
+ Dal Vangelo secondo Matteo
Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli, Giuda generò Fares e Zara da Tamar, Fares generò Esrom, Esrom generò Aram, Aram generò Aminadàb, Aminadàb generò Naassòn, Naassòn generò Salmon, Salmon generò Booz da Racab, Booz generò Obed da Rut, Obed generò Iesse, Iesse generò il re Davide. Davide generò Salomone da quella che era stata la moglie di Urìa, Salomone generò Roboamo, Roboamo generò Abìa, Abìa generò Asaf, Asaf generò Giòsafat, Giòsafat generò Ioram, Ioram generò Ozìa, Ozìa generò Ioatàm, Ioatàm generò Àcaz, Àcaz generò Ezechìa, Ezechìa generò Manasse, Manasse generò Amos, Amos generò Giosìa, Giosìa generò Ieconìa e i suoi fratelli, al tempo della deportazione in Babilonia. Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconìa generò Salatièl, Salatièl generò Zorobabele, Zorobabele generò Abiùd, Abiùd generò Eliachìm, Eliachìm generò Azor, Azor generò Sadoc, Sadoc generò Achim, Achim generò Eliùd, Eliùd generò Eleàzar, Eleàzar generò Mattan, Mattan generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo. In tal modo, tutte le generazioni da Abramo a Davide sono quattordici, da Davide fino alla deportazione in Babilonia quattordici, dalla deportazione in Babilonia a Cristo quattordici.
Parola del Signore
Preghiera dei fedeli L’approssimarsi della festa del Natale ci stimola ad una preghiera più fervorosa e incessante. Supplichiamo Dio Padre, datore di ogni bene, e diciamo: Donaci, Padre, il tuo Figlio Gesù.
Padre santo, tuo Figlio è entrato nel mondo come uno dei tanti miliardi di uomini: fa’ che la tua Chiesa lo indichi a tutti come l’Unico, il Salvatore e il Redentore. Preghiamo: Padre santo, fin dai tempi antichi hai preannunciato la venuta di Cristo e hai mantenuto viva l’attesa con la Parola dei profeti: concedi al popolo ebraico, il primo destinatario della promessa, di riconoscere in Gesù il Salvatore e il Messia. Preghiamo: Padre santo, il tuo Figlio, venendo nel mondo, si è inserito nella nostra storia di peccato e di miseria: facci capire che tutto è stato redento e che ogni avvenimento della nostra esistenza fa parte di una storia di salvezza. Preghiamo: Padre santo, ci insegni a riconoscere in Gesù la sapienza che tutto dispone con forza e dolcezza: concedi agli scienziati, ai filosofi, ai letterati, gli artisti di lasciarsi illuminare da Cristo, la luce che viene per ogni uomo. Preghiamo: Per la donna, chiamata a essere collaboratrice di Dio con la maternità. Per i sacerdoti, che generano il Cristo attraverso i sacramenti.
O Padre, che nel tuo Figlio hai dato compimento alle promesse antiche, guarda alla nostra povertà e ascolta il nostro grido di creature bisognose di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.
Preghiera sulle offerte Santifica, o Signore, i doni della tua Chiesa e per questi santi misteri fa’ che siamo nutriti dal pane del cielo. Per Cristo nostro Signore.
PREFAZIO DELL’AVVENTO II Le due attese di Cristo
È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per Cristo Signore nostro. Egli fu annunciato da tutti i profeti, la Vergine Madre l’attese e lo portò in grembo con ineΩabile amore, Giovanni proclamò la sua venuta e lo indicò presente nel mondo. Lo stesso Signore, che ci invita a preparare con gioia il suo Natale, ci trovi vigilanti nella preghiera, esultanti nella lode. Per questo dono della tua benevolenza, uniti agli Angeli e agli Arcangeli, ai Troni e alle Dominazioni e alla moltitudine dei cori celesti, cantiamo con voce incessante l’inno della tua gloria: Santo…
Oppure:
PREFAZIO DELL’AVVENTO II/A Maria nuova Eva
È veramente giusto rendere grazie a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno. Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo per il mistero della Vergine Madre. Dall’antico avversario venne la rovina, dal grembo verginale della figlia di Sion è germinato colui che ci nutre con il pane degli angeli e sono scaturite per tutto il genere umano la salvezza e la pace. La grazia che Eva ci tolse ci è ridonata in Maria. In lei, Madre di tutti gli uomini, la maternità, redenta dal peccato e dalla morte, si apre al dono della vita nuova. Dove abbondò la colpa, sovrabbonda la tua misericordia in Cristo nostro salvatore. E noi, nell’attesa della sua venuta, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo l’inno della tua lode: Santo …
Antifona di comunione Ecco, verrà l’atteso da tutte le genti e si riempirà di gloria la casa del Signore. (Cf. Ag 2,7)
Oppure: Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria: da lei è nato Gesù, chiamato Cristo. (Cf. Mt 1,16)
Preghiera dopo la comunione Dio onnipotente, che ci hai fatto tuoi commensali, esaudisci i nostri desideri e fa’ che ardenti del tuo Spirito splendiamo come lampade davanti al tuo Cristo che viene. Egli vive e regna nei secoli dei secoli.
Commento Dal 17 al 23 dicembre, prepariamoci ad accogliere il Messia come Sapienza dell’Altissimo. Lasciamo che ci guidi sulla via della saggezza con le Messe proprie di questi ultimi giorni di Avvento. Oggi inizia il conto alla rovescia per giungere al Natale. Pochi giorni ci separano dalla celebrazione del mistero di un Dio che si rende presente, che viene in mezzo a noi, che si rende accessibile. Siamo qui perché abbiamo bisogno che Dio nasca nei nostri cuori, perché ogni Natale è un evento che si rinnova in noi e nella nostra vita: non siamo le stesse persone di un anno fa! E, in questo ultimo tratto di strada, la liturgia ci invita a fare memoria, ad andare indietro, nel passato, a individuare le tracce del progetto che Dio ha sull’umanità. La genealogia con cui Matteo inizia il vangelo, più teologica che storica, ha un solo obiettivo: fare memoria della fedeltà di Dio per il suo popolo. Dal primo cercatore di Dio, Abramo, fino a Gesù, Dio desidera intrecciare un rapporto con l’umanità. E quell’elenco ci apre allo stupore: nomi noti di fianco a perfetti sconosciuti, grandi santi accanto a filibustieri, ebrei e stranieri nella stessa lista… Dio non fa preferenze, non sceglie i bravi ragazzi, si allea con le persone concrete, si rende presente nelle loro storie più o meno edificanti… Ripensiamo, oggi, alla nostra piccola storia, a come tutto ci abbia portato a conoscere il Signore! (> vedi tutte le altre omelie di oggi)
L’analisi dei dati statistici conferma che i tassi di mortalità di malattie diffuse come morbillo, difterite e pertosse erano già in forte declino ben prima che venissero introdotti i vaccini.
C’è una convinzione comune al centro di ogni dibattito, ricerca e opinione sui vaccini. Generalmente non ci rendiamo conto dell’importanza di questa convinzione, tuttavia essa non solo costituisce la base su cui si fondano i vaccini stessi, ma è addirittura una pietra angolare del tempio della medicina moderna. Se viene toccata, le pareti del tempio tremano, e i devoti si affrettano a reggere la struttura. Ma fintanto che la pietra sta ferma, continuiamo a sviluppare opinioni, formulare ipotesi, condurre “ricerche e revisioni”, e addirittura basiamo su di essa le nostre politiche. Dunque, qual è questa convinzione, e perché è così potente? E soprattutto, in che modo influenza la nostra comunità?
Una convinzione sul nostro passato
Era l’ottobre del 1996. Charley (sulla copertina del mio precedente libro Vaccination – A Parent’s Dilemma)
sarebbe nato dopo cinque settimane. La mia udienza davanti alla Commissione per i Diritti Umani, sul fatto che il consiglio cittadino avesse escluso i miei figli non vaccinati da tutte le strutture per l’infanzia, si era conclusa poco meno di tre mesi prima, ed ero in attesa impaziente del verdetto. Ci volevano altri tre mesi. Un mio amico mi telefonò con voce molto concitata per dirmi che quella sera la trasmissione “The Health Report” di Norman Swan sulla radio nazionale avrebbe fatto una puntata speciale sui vaccini, e prometteva di dare voce a entrambe le fazioni del dibattito. “Chi è Norman Swan?”, chiesi io. L’amico non poteva credere alla mia ignoranza, ma mi assicurò: “Questo tizio farà un buon lavoro.” Mi segnai i dettagli e andai a cercare una radio. Per i disinformati come me in materia di radio, il Dott. Norman Swan è uno stimatissimo pediatra. È anche un presentatore pluri-premiato, nominato tra l’altro Presentatore radiofonico australiano dell’anno nel 1984.
Mi sintonizzai sul programma. L’inizio era solenne. Musica religiosa in sottofondo, mentre la speaker Sharon Carleton, passeggiando in un cimitero, leggeva le pietre tombali… (2)
“Alla memoria di Alice Ellen Olivia, morta il 10 novembre 1874, all’età di 1 anno e 16 giorni. E Frederic Charles, morto il 14 novembre 1877, all’età di 2 anni e 9 mesi. Rimpianti figli di… Walter Charles, morto il 19 ottobre 1883, all’età di 7 mesi. Frances Martha Roper, morta il 12 maggio 1860, a 17 mesi. E John Joseph Roper, morto nel 1862, all’età di 9 mesi…
“Una passeggiata in un qualsiasi cimitero australiano ci ricorda silenziosamente quanto fosse frequente in passato, per una famiglia, perdere un figlio in tenera età. Ciò che queste consumate pietre tombali non ci dicono, ovviamente, è che cosa ha causato la morte dei bambini: scarlattina, o magari morbillo, difterite, pertosse. Un secolo fa erano tutte malattie infantili comuni, e spesso fatali.”
A quel punto si sentiva la voce dell’autorità:
“Il cambiamento è stato l’introduzione dell’immunizzazione. L’immunizzazione ha impedito ulteriori sofferenze e salvato più vite di qualsiasi altro intervento medico in questo secolo, perfino degli antibiotici.”
E questo è il punto focale di questo capitolo. Ci fu un tempo, nella nostra storia, in cui la probabilità di morire per la forma acuta di una malattia era altissima. Ed era onnipresente. Perdere un figlio o un altro familiare per una malattia come morbillo o pertosse era la norma, più che l’eccezione. Ma era molto tempo fa. Gli esempi fatti nel programma erano di oltre 100 anni fa. Fortunatamente, oggi questo non avviene più. I tassi di mortalità si sono abbattuti, e queste malattie non costituiscono più la minaccia che furono un tempo. Sono tanti i motivi attribuiti a questo cambiamento, ma il primo e più citato, come abbiamo sentito, è stato l’avvento dell’immunizzazione (chiamata anche vaccinazione). L’immunizzazione è stata indicata nei libri di storia, insieme all’acqua pulita, come la più grande arma in nostro possesso per combattere le malattie acute che mietevano tante vittime in passato. Il naturale corollario che ne deduciamo è che, per evitare di ritornare a quei giorni, dobbiamo continuare a vaccinare i nostri figli. Se non lo facciamo, basta l’immagine di quei tempi spaventosi per ricordarci che cosa succederà. La convinzione che il vaccino sia arrivato a trasformare il nostro mondo da un luogo in cui si moriva comunemente per una malattia acuta a uno in cui ciò si verifica di rado non viene quasi mai messa in discussione. È una convinzione che sta al centro di tutto il pensiero riguardante i vaccini. È anche, forse, una delle convinzioni mediche più universalmente accettate del nostro tempo.
La voce dell’autorità nel programma radiofonico di cui parlavo era quella della Dott.ssa Margaret Burgess, una delle più rispettate portavoce australiane in materia di vaccini. Professoressa di pediatria con un lungo elenco di credenziali, premi, riconoscimenti, studi pubblicati, ecc. nel campo dei vaccini, che un anno dopo la trasmissione avrebbe ricevuto una medaglia d’argento del giubileo della Regina Elisabetta II. Sei anni dopo ha ricevuto la decorazione dell’Ordine d’Australia. Insomma, era decisamente qualificata a fare dichiarazioni di ogni genere sui vaccini. Però, non servono qualifiche di sorta per fare un’affermazione come “Il cambiamento è stato l’introduzione dell’immunizzazione”. Perché? Perché questa frase è probabilmente l’aspetto più accettato e condiviso nel pensiero collettivo sull’immunizzazione. Chiedete a chiunque perché oggi non si muore più di morbillo o pertosse, e vi risponderà “vaccino” o “immunizzazione”. Se lo aveste chiesto a me 25 anni fa, mi sarei unito al coro. Sono stato cresciuto nella stessa convinzione. Ma c’è un problema. Questa convinzione non è corretta, e lo si può dimostrare molto facilmente. Infatti, in questo capitolo, vi mostrerò delle prove chiare e persuasive del perché questa convinzione è del tutto priva di fondamento.
Prove statistiche
Quattordici anni fa, quando scrissi Vaccination – A Parent’s Dilemma, mi resi conto che questa convinzione era alla base di quasi tutte le nostre idee sulla vaccinazione. Sapevo quanto incidesse sulla nostra valutazione collettiva di questa pratica. Da allora, sono diventato ancora più consapevole del suo ruolo in questo dibattito: per questo ho deciso di dedicarci un intero capitolo.
Ma ora vediamo le prove. Possiamo rappresentare su un grafico l’evoluzione nel tempo del tasso di mortalità per ogni malattia, e mettere una freccia nel punto in cui è stato introdotto il vaccino. I dati relativi alla mortalità in Australia partono dal 1907, e si trovano negli annali del Commonwealth. I dati demografici sono disponibili all’Ufficio Statistico Australiano. Per alcune malattie, ho ottenuto dei dati molto precedenti al 1907 presso il Dipartimento della Sanità del Commonwealth. (3) I tassi di mortalità rappresentati sui grafici si riferiscono al numero di morti ogni 100.000 abitanti. Ogni cifra raggruppa il totale nell’arco di cinque anni. Su ciascun grafico è indicata la data di introduzione del vaccino.
• Morbillo
Il grafico del morbillo mostra che il tasso di mortalità quinquennale, 100 anni prima dell’introduzione del vaccino, si trovava intorno al 170. Nei cinque anni immediatamente precedenti l’introduzione del vaccino, era minore di uno. C’è stata una riduzione del 99,5% prima che arrivasse il vaccino. I restanti decimi di percentuale sono l’unica parte di questo declino per cui il vaccino si può prendere il merito, semplicemente perché ai tempi del primo 99,5% ancora non esisteva. Quante pretese si possono avanzare, solo per quest’ultimo piccolo numero? Lo vedremo nel terzo capitolo [NdR, cfr. l’e-book di Greg Beattie].
Il vaccino per il morbillo fu introdotto nel 1968 e aggiunto al programma di vaccinazioni per l’infanzia nel 1971. (4) La maggior parte degli altri vaccini ebbe un’introduzione più graduale.
Il vaccino per la difterite, benché introdotto alla fine degli anni Venti, non si diffuse prima della fine degli anni Trenta, ma secondo alcuni addirittura più tardi, con l’autorizzazione del vaccino DTP nel 1953. Il motivo è rintracciabile in un evento del gennaio 1928, noto come la “tragedia di Bundaberg”, (5) da cui il paese faticò a riprendersi. Nei 60 anni precedenti all’uso del vaccino, il tasso di mortalità crollò di oltre l’80%.
Noterete che ci sono due linee in più nel grafico sulla difterite. Una è per il crup e l’altra per il totale tra crup e difterite. A un certo punto, all’inizio del Novecento, resta solo la linea del totale. Il motivo è che non sempre si differenziava tra difterite e crup. In alcuni casi la difterite fu considerata crup membranoso. (6) Secondo il trattato Rudolph’s Fundamentals of Pediatrics:
“All’inizio del Novecento, il termine crup era sinonimo di laringite difterica.” (7)
Anteriormente ai primi anni del Novecento, i dati di difterite e crup venivano registrati separatamente, mentre in seguito furono accorpati.
Poi c’è la pertosse. Questo è un altro vaccino che fu introdotto gradualmente a partire dagli anni Quaranta. Il suo uso abituale nei bambini iniziò nel 1953 con l’autorizzazione del DTP (vaccino per difterite-tetano-pertosse). Come si vede nel grafico, circa il 95% del calo della mortalità avvenne dal 1870 al 1953, prima dell’autorizzazione del vaccino DTP, e quasi il 90% prima che si usassero altri vaccini, negli anni Quaranta.
Pertosse – Australia – Morti ogni 100.000 persone – Uso del primo vaccino (freccia a sinistra) – Autorizzazione del DTP, Inizio delle vaccinazioni di massa (freccia a destra) Fonti: dati pubblicati dal Commonwealth of Australia in The History of Diphteria, Scarlet Fever, Measles and Whooping Cough in Australia, 1788-1925 (Cumpston, 1927) e negli annali del Commonwealth, più dati demografici dell’Australian Bureau of Statistics.
• Altre malattie
Ho deciso di presentare insieme, per poter fare un confronto, le curve dei tassi di mortalità di due malattie, una “vaccinabile” e una no: il morbillo e la scarlattina. Entrambe avevano tassi di mortalità simili nell’Ottocento. La scarlattina non fu mai vaccinabile e il suo tasso di mortalità declinò tanto quanto quello del morbillo, per non tornare mai più ai livelli precedenti. Analogamente, ho selezionato la febbre tifoide, non vaccinabile, da affiancare alla pertosse, vaccinabile.
Il confronto fa quasi ridere. Praticamente, nessuna malattia ha avuto un vaccino se non proprio alla fine. Ma se proprio volessimo ipotizzare che il morbillo o la pertosse, se non avessimo inventato il vaccino, sarebbero potuti ritornare improvvisamente ai livelli di 100 anni fa, le altre due sono lì a ricordarci che ciò è improbabile. La febbre tifoide e la scarlattina una volta erano un problema grave come le altre due malattie, se non in realtà peggiore. Anch’esse si sono ridotte diventando relativamente insignificanti, e questo senza un vaccino. I dati di mortalità sulla febbre tifoide dal 1910 in avanti mostrano tassi simili a quelli della pertosse, come si vede nel grafico comparativo. Alla fine del secolo, c’erano 50-70 casi all’anno (non morti) di febbre tifoide in Australia. (8)
Morbillo (Measles) e scarlattina (Scarlet fever) – Australia – Morti ogni 100.000 persone Nessun vaccino per la scarlattina! (scritta centrale) Introduzione del vaccino del morbillo (freccia a destra) Fonti: dati pubblicati dal Commonwealth of Australia in The History of Diphteria, Scarlet Fever, Measles and Whooping Cough in Australia, 1788-1925 (Cumpston, 1927) e negli annali del Commonwealth, più dati demografici dell’Australian Bureau of Statistics.
Pertosse (Whooping Cough) e febbre tifoide (Typhoid Fever) – Australia – Morti ogni 100.000 persone Nessun vaccino per la febbre tifoide! (scritta centrale) Autorizzazione dei DTP per la pertosse (freccia a destra) Fonti: dati pubblicati dal Commonwealth of Australia in The History of Diphteria, Scarlet Fever, Measles and Whooping Cough in Australia, 1788-1925 (Cumpston, 1927) e negli annali del Commonwealth, più dati demografici dell’Australian Bureau of Statistics.
Un ultimo grafico mostra i dati relativi al tetano, che non erano inclusi in Vaccination – A Parent’s Dilemma. Il tetano non è contagioso, ed è quasi assente nei bambini. Il grafico è stato ottenuto con i dati forniti dall’Istituto Australiano di Sanità e Previdenza. (9) Si noti che questo grafico copre tutte le fasce d’età e, come quello della febbre tifoide, parte dal 1910, mentre gli altri partivano da 40 anni prima. Come vediamo, non c’è un effetto osservabile, dopo l’introduzione dei vaccini, sulla tendenza della mortalità. Semplicemente, c’è un declino costante.
Prima di continuare, vorrei dire qualche parola sulle reazioni a questi grafici. Ho presentato dei grafici simili, eccetto quello sul tetano, alla mia udienza davanti alla Commissione per i Diritti Umani. Sono stati ricevuti con disinteresse; anzi, sono stati scartati come irrilevanti e completamente ignorati dai testimoni esperti dell’establishment medico e quindi dal Commissario. Quando in seguito li ho pubblicati in Vaccination – A Parent’s Dilemma, sono stati recepiti con grande interesse dai lettori, e ben presto si sono diffusi a livello mondiale. Se cercate su Internet oggi, troverete molti siti in cui sono stati riprodotti i grafici originali e ne sono stati fatti altri per paesi diversi. Perché una simile disparità tra le reazioni?
Posso raggruppare la reazione pubblica in due tipologie distinte. La prima, che è anche la più comune, è lo choc o la diffidenza. Sono le reazioni di chi fa fatica a credere a ciò che vede. È lo stesso sentimento che ho provato io quando ho visto per la prima volta queste prove: l’esperienza di veder crollare davanti ai propri occhi una forte convinzione. Chi ha questa reazione di solito mette in dubbio le cifre e il modo di rappresentarle sul grafico. “Da dove hai detto che hai preso le cifre? Perché non ho mai visto grafici così prima? Hai controllato i dati?” A mio avviso è una reazione perfettamente normale. Abbiamo una profonda fede nella medicina, e nei vaccini in particolare. La seconda è la reazione del “questo non dimostra niente”. Una reazione di rifiuto. È meno comune, e di solito arriva da chi è coinvolto attivamente nella vendita e nella promozione dell’uso dei vaccini. Se si chiede a coloro che reagiscono così di spiegare il perché, tendono ad argomentare che questi dati non si possono usare per valutare l’efficacia del vaccino. E hanno ragione. Questi grafici non tentano in alcun modo di misurare l’efficacia di un vaccino. Semplicemente, offrono una prospettiva storica ai fatti. Una prospettiva che dimostra che i vaccini hanno un’influenza poco importante nel quadro generale, perché sono arrivati troppo tardi per essere considerati potenziali fattori significativi. Dunque, in prospettiva storica, i vaccini non hanno offerto grandi contributi, o addirittura nessun contributo, al declino della mortalità per ogni malattia.
I veri motivi del declino
Qualsiasi cosa abbia causato il declino della mortalità prima dell’introduzione dei vaccini, è continuata con una certa uniformità anche dopo l’introduzione. Il Prof. Thomas McKeown in The Role of Medicine (Basil Blackwell, Oxford, 1979, p. 162) afferma:
“L’esperienza degli ultimi due secoli indica che le morti per malattie infettive sono calate a una frazione del loro precedente livello senza alcun intervento medico, e suggerisce che anche senza disponibilità di interventi medici avrebbero continuato a diminuire, anche se magari non altrettanto rapidamente per alcune malattie.”
I motivi addotti dalla maggior parte degli storici medici per il declino della mortalità per queste malattie è il miglioramento nell’alimentazione, l’igiene e la disinfezione, ma in particolare l’alimentazione. Un rapporto molto influente del Dott. Moises Behar, pubblicato in World Health, spiega: (15)
“Nei paesi che oggi sono sviluppati, la mortalità per tubercolosi, morbillo, pertosse, febbre tifoide, disturbi diarroici e varie altre infezioni ha iniziato a declinare molto prima che venissero identificati i relativi agenti microbici e prima che si conoscessero specifiche misure di controllo o trattamento. Questo declino, decisamente maggiore rispetto a qualsiasi risultato ottenuto in seguito con l’uso di vaccini e farmaci antimicrobici, è avvenuto in parallelo con il miglioramento delle generali condizioni di vita. I microbi e le malattie da essi causate prosperano, quindi, solo dove le condizioni ambientali li favoriscono.”
A proposito della nutrizione, il Dott. Behar continua:
“Un organismo debilitato è molto meno resistente all’attacco di microrganismi invasori. Il morbillo comune o la diarrea, disturbi innocui e di breve durata tra i bambini ben nutriti, sono solitamente gravi e spesso fatali tra quelli cronicamente malnutriti. Prima dell’esistenza dei vaccini, in pratica ogni bambino, in qualsiasi paese, prendeva il morbillo, ma le morti avvenivano 300 volte più spesso nei paesi più poveri che in quelli più ricchi. Il motivo non era che il virus fosse più virulento, o che ci fossero meno servizi medici, ma che nelle comunità malnutrite i microbi attaccano un organismo ospite che, a causa della malnutrizione, ha meno resistenza.”
Il rapporto conclude:
“Per il momento, il ‘vaccino’ più efficace per la maggior parte delle comuni infezioni diarroiche, respiratorie o di altro tipo è una dieta adeguata.”
Conclusioni
I tassi di mortalità delle malattie per cui sono stati sviluppati dei vaccini sono crollati notevolmente e costantemente a partire dalla metà dell’Ottocento. Questo declino è avvenuto per lo più molto prima dell’introduzione dei vaccini. In alcuni casi il vaccino non è stato neppure disponibile fino quasi alla scomparsa della malattia. Tutti questi tassi di mortalità stavano declinando notevolmente prima della disponibilità dei vaccini, e poiché non c’è motivo di sospettare che questa tendenza sarebbe cambiata, non c’è neanche motivo di dare il merito del piccolo ulteriore declino restante ai vaccini, in particolare quando è stato osservato che altre malattie hanno continuato il proprio declino senza l’esistenza di vaccini appositi. La storia è identica anche nel resto del mondo sviluppato. Seguendo questo riferimento, (10) potrete osservare vari grafici storici riguardanti Inghilterra, Stati Uniti ed Europa, che confermano quanto detto.
E ora dove andremo?
Questo libro non vuole criticare i professionisti della medicina, ma la mentalità alla base della nostra convinzione collettiva sui vaccini. Il mondo della ricerca è stato testimone di tanti importanti contributi, per cui dobbiamo ringraziare individui impegnati che hanno trovato dei modi per alleviare le pene dell’umanità. Tuttavia, ci sono anche molte prove (non altrettanto pubblicizzate) dello scarso apporto della medicina in alcuni campi. Ma generalmente non vengono resi noti al punto da renderne consapevole il pubblico. In nessun altro caso questa scarsa integrità è più evidente che nella nostra ricostruzione sul ruolo dei vaccini per il declino storico della mortalità. È il momento che questa mentalità cambi. È il momento di fermarci e rigettare l’idea che i vaccini ci abbiano salvati dal passato. È anche il momento di insistere affinché tutte le future considerazioni legislative inizino a riconoscere il fatto che i vaccini hanno contribuito poco, se non per nulla, al massiccio declino storico della mortalità. ∞
[Estratto dal primo capitolo (“The Belief”) dell’e-book Fooling Ourselves on the Fundamental Value of Vaccines]
Pubblicato originariamente su NEXUS New Times n.92, Giugno – Luglio 2011
Nota più il tempo necessario a far riposare l’impasto (circa 1 ora)
127 Calorie per porzione
EnergiaKcal127
Carboidratig18
di cui zuccherig8.2
Proteineg1.9
Grassig5.2
di cui saturig2.93
Fibreg0.3
Colesterolomg31
Sodiomg3
Difficoltà: Facile
Preparazione: 30 min
Cottura: 6 min
Dosi per: 40 pezzi
Costo: Basso
Nota più il tempo necessario a far riposare l’impasto (circa 1 ora)
PRESENTAZIONE
La ricetta che vi proponiamo oggi è un’idea originale per preparare dei golosi biscottini di Natale alle mandorle. Questi dolcetti alle mandorle sono molto semplici da preparare: basterà mettere tutti gli ingredienti all’interno di una ciotola capiente e impastare con le mani per ottenere un panetto compatto e omogeneo, dal quale ricavare i biscotti. Sono così semplici che potrete divertirvi a realizzarli anche con l’aiuto dei vostri bambini! Per rendere questi biscotti, oltre che buoni, anche belli da vedere, li abbiamo decorati con una glassa bianca, ma nulla vi vieta di utilizzarne una colorata. I biscottini di Natale alle mandorle sono un’idea carina per decorare il vostro albero di Natale ma possono anche essere utilizzati per fare un regalo: confezionateli in sacchettini trasparenti,aggiungendo anche qualche altro dolcetto natalizio come il croccante, i lebkuchen e i cantucci, e chiudete il tutto con un nastro colorato, farete un figurone!
COME PREPARARE I BISCOTTINI DI NATALE ALLE MANDORLE
Per preparare i biscottini di Natale alle mandorle mettete in una terrina capiente la farina 00, quella di mandorle, 1 lo zucchero semolato 2, i semi della bacca di vaniglia 3,
i tuorli 4 e il burro morbido a cubetti 5. Cominciate ad amalgamare tutti gli ingredienti con le mani 6,
quindi trasferite il composto su una spianatoia leggermente infarinata e continuate ad impastare 7 finché non otterrete un composto omogeneo e compatto 8. Formate un panetto, copritelo con la pellicola e mettetelo in frigorifero a riposare per almeno un’ora 9.
Trascorso il tempo indicato, cospargete con un pizzico di farina un piano di lavoro o una spianatoia e stendete l’impasto con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di 0,5 cm 10 e, aiutandovi con delle formine natalizie, ricavate 40 biscotti 11. Adagiatali su una leccarda ricoperta di carta da forno e fateli cuocere in forno statico preriscaldato, a 180° per circa 6 minuti (la superficie dovrà rimanere chiara) 12.
Fate raffreddare completamente i biscotti ottenuti su una gratella 13 e, nel frattempo, preparate la glassa: sbattete l’albume a neve ed amalgamate pian piano lo zucchero a velo fino ad ottenere un composto denso e omogeneo 14, che trasferirete in una sac-à-poche munita di bocchetta fine e liscia. Decorate ogni biscotto come più vi piace 15 e lasciatelo riposare per circa 5 minuti affinché la glassa si solidifichi. I biscottini di Natale alle mandorle sono pronti: Buon Natale!
CONSERVAZIONE
Potete conservare i biscottini di Natale alle mandorle, chiusi in una scatola di latta, per 4-5 giorni al massimo.
E’ possibile congelare l’impasto ancora crudo.
CONSIGLIO
Se non vi piacciono le mandorle potete sostituirle con la stessa quantità di farina di nocciole.