La guerra di Biden in Ucraina per difendere gli affari loschi del figlio

Prima di leggere sedetevi. E’ meglio….

Nel 2020 il procuratore anticorruzione dell’Ucraina Nazar Kholodnytsky, a sinistra, e il capo dell’ufficio nazionale anticorruzione Artem Sytnik mostrano le enormi pile di denaro nell’ufficio del procuratore anticorruzione a Kiev. (AP)

Tutti in Ucraina appassionatamente; poteva mancare l’ immarcescibile luciferiano George Soros!? !

Il lato oscuro di Joe Biden è venuto fuori nel ruolo avuto quando ha silurato il procuratore ucraino che indagava sull’azienda per cui lavorava il figlio, Hunter Biden.

Mentre la maggior parte dei media americani è concentrata nel denunciare il conflitto d’interessi del presidente degli Stati Uniti, non sembra interessata a quello del suo potenziale sfidante, non meno importante in vista delle presidenziali del 2020. L’ex vicepresidente di Obama ha detto “non ho mai parlato con mio figlio dei suoi affari oltreoceano”, ma la successione dei fatti suscita più di un imbarazzo.

Hunter Biden entrò nel consiglio d’amministrazione della Burisma Holdings, compagnia ucraina del gas, nel maggio 2014, con uno stipendio di 50 mila dollari al mese. Il figlio di Biden venne scelto nonostante non parlasse la lingua e non avesse particolari esperienze nel campo energetico. Ma venne preso pochi mesi dopo la decisione di Obama di affidare al suo vice il compito di seguire la transizione politica in Ucraina, travolta dagli scandali, con il presidente Viktor Yanukovich costretto dalla “rivoluzione arancione” all’autoesilio in Crimea per evitare la guerra civile.

A quanto scrive il New York Times, la presenza di Hunter in Ucraina suscitò “forti preoccupazioni” in Obama. Appena qualche mese prima, Biden aveva portato il figlio in un viaggio di stato in Cina, dove Hunter aveva incontrato uomini d’affari, iniziativa che persino un ex consigliere di Obama, in un’intervista a luglio al New Yorker, aveva definito “preoccupante” perché “sollevava questioni se avesse fatto leva su possibili finanziamenti”.

Il potenziale conflitto d’interessi affiora nel 2016 quando, con l’appoggio dell’Unione Europea, Biden minacciò di congelare un miliardo di dollari di aiuti a meno che i leader ucraini non avessero licenziato il procuratore generale Viktor Shokin, accusato di essere stato troppo morbido nella lotta alla corruzione di Stato. Decisione che poi venne presa.

Lo stesso Biden se ne vantò durante un incontro pubblico nel 2018 ad una evento a cura della rivista Foreign Affairs con una frase che non ebbe bisogno di interpretazione: “Li guardai negli occhi e dissi, io parto tra sei ore, se il procuratore non è stato licenziato, non avrete i soldi. Beh, figlio di puttana. È stato licenziato”. Shokin stava indagando sull’azienda nel cui board figurava Hunter.

L’inchiesta riguardava il fondatore della compagnia, Mykola Zlochevsky, amico di Yanukovich, e un caso di tangenti milionarie per ottenere le licenze nello sfruttamento del gas. I fatti risalivano al periodo dal 2010 al 2012, ben prima dell’ingresso di Hunter, ma è stato nel periodo in cui il figlio di Biden figurava nel board che l’indagine era caduta e il procuratore mandato via. L’ex procuratore generale che decise l’archiviazione, Yuriy Lutsenko, in carica dal maggio 2016 al mese scorso, ha spiegato al Washington Post che Biden e il figlio non risultavano coinvolti.

Ma l’imbarazzo resta. Non a caso, Hunter si è dimesso dall’incarico in aprile, quando il padre si è candidato. L’uomo che si è definito l’unico in grado di battere Trump sarà inseguito dall’ombra del conflitto di interessi ogni volta che parlerà dell’impeachment del presidente. E questo, alla lunga, può indebolirlo.

Gli altri candidati, compatti nel condannare Trump, si sono mantenuti freddi su Biden. La senatrice Elizabeth Warren ha detto che non permetterebbe ai figli del suo vicepresidente, se venisse eletta, di occupare ruoli in azienda straniere, proprio il caso di Hunter Biden. Kamala Harris non si è espressa, Bernie Sanders neanche. Se lo zoccolo duro degli elettori trumpiani resterà compatto, una parte degli elettori democratici potrebbe cambiare idea su Biden, decretandone il declino politico.

Procuratore di Stato dell’Ucraina “Dice che Biden è da biasimare. Sì”

http://www.filmon.com/vod/view/ukraine-press-release-about-joe-biden

Video della conferenza stampa in Ucraina su Joe Biden e la corruzione del governo ucraino di Poroshenko (sottotitoli in inglese)

Secondo TVMIX “Quarantatre milioni di ucraini devastati dalla guerra sono costretti a pagare bollette energetiche aumentate dal Parlamento corrotto per riempire le tasche di Petro Poroshenko, Bidens e altri”.

Proprio quando è iniziata la guerra tra l’Ucraina e la Russia, l’ufficio del procuratore di Stato ucraino a Kiev ha iniziato a emettere mandati di arresto per coloro che hanno cercato di sfruttare il popolo ucraino attraverso una frode e l’intimidazione.

Gli informatori della Burisma raccontano di fatture false alla Banca di Stato

La polizia ucraina e le autorità dell’Interpol hanno controllato Burisma Holdings Ltd a Cipro per alcuni mesi.

Lo scoppio della guerra, tuttavia, ha posto un problema nel continuare queste indagini. Tuttavia l’ufficio del procuratore degli Stati ucraini a Kiev espone i fatti dello scandalo Burisma e presenta i testimoni chiave e gli informatori

migliaia di fatture false sono state fatturate a Burisma Holdings Ltd., per i loro falsi servizi statali di energia offerti da Burisma al popolo ucraino.

Dopo aver ratificato il Burisma Energy Bill con il 100% dei voti e un aumento del 100% dei costi energetici Petro Poroshenko l’allora presidente dell’Ucraina e Joe Biden hanno effettivamente rubato miliardi di dollari dalle tasche di 43 milioni di ucraini.

Miliardi pagati ai Biden:

Kholodnitsky e il capo dell’ufficio nazionale ucraino anti-corruzione, Artem Sytnik, hanno detto che la tangente era intesa a incoraggiare i loro uffici a fermare un’indagine su Mykola Zlochevsky, il capo di Burisma e un ex ministro dell’ecologia. Zlochevsky è stato accusato di usare la sua posizione ministeriale per arricchimento personale.

Tre persone, tra cui un alto funzionario del servizio fiscale, sono state arrestate nel 2020 in relazione al tentativo di corruzione. In una dichiarazione, Burisma ha affermato che la società non ha nulla a che fare con qualsiasi tentativo di corruzione.

“Né il presidente del gruppo Burisma Mykola Zlochevsky né altri dipendenti della società hanno alcuna relazione con gli eventi vociferati”, ha detto la società. “Mykola Zlochevsky non ha chiesto a nessuno di commettere azioni sbagliate e non ha mai contribuito a tali azioni”.

Burisma, uno dei maggiori produttori privati di gas dell’Ucraina, è stato al centro di accuse politicamente pesanti negli Stati Uniti. Hunter Biden è entrato nel consiglio di amministrazione di Burisma nel 2014, quando suo padre era ancora vicepresidente di Obama e la figura principale nelle relazioni degli Stati Uniti con l’Ucraina. Ha lasciato la posizione nel 2018.

Nel 2019 Trump ha fatto pressione sul nuovo presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy per indagare sui Biden, in una telefonata che ha scatenato richieste di impeachment. Il Senato lo ha assolto lo scorso febbraio.

L’ex procuratore generale ucraino Viktor Shokin ha affermato di essere stato cacciato a causa del ritardo di Joe Biden per un prestito di 1 miliardo di dollari al paese, per impedirgli di indagare sul ruolo di Hunter Biden in Burisma. Ma Joe Biden ha detto di aver spinto per il licenziamento di Shokin per incoraggiare gli sforzi anti-corruzione dell’Ucraina. RisuItato: il nuovo procuratore anti-corruzione dell’Ucraina Nazar Kholodnitsky ha detto che il figlio dell’ex vicepresidente Joe Biden, Hunter, che una volta aveva un posto nel consiglio di amministrazione, non è stato complice del tentativo di corruzione.

Hunter Biden coinvolto in un giro di traffico di esseri umani

Hunter Biden porta a riparare il suo pc e non torna a ritirarlo. Dopo 90 giorni per la legge americana chi ne ha la custodia, in questo caso il tecnico ne diviene il proprietario. Ben oltre i 90 gg. Il tecnico visiona il contenuto del portatile che è tale da indurlo a chiamare l’ FBI. Il sequestro del pc di Biden è eseguito dall’agente Joshua Wilson, che si occupa di reati contro i minori, quali pedofilia, tratta, ecc. Joshua Wilson firma anche il mandato di comparizione per il pc di Biden.

Agenda trovata nel pc di H. Biden non protetto da password di sicurezza se non da un’elementare “H. Biden” 2. Il casus H. Biden è stato definito una bomba per la sicurezza nazionale.

Un rapporto, pubblicato nel 2020 dalla Commissione del Senato per la sicurezza interna e gli affari governativi e dalla Commissione per le finanze del Senato, afferma che Biden ha effettuato una serie di transazioni finanziarie discutibili, esponendo lui e la sua famiglia all’estorsione e controspionaggio.

Il rapporto dei comitati conferma in una nota a piè pagina che Biden “ha inviato migliaia di dollari” a persone coinvolte in una “possibile tratta di esseri umani”, associate all’industria dell’intrattenimento per adulti o associate alla prostituzione.

Dal report:

I registri indicano che è un fatto documentato che Hunter Biden ha inviato fondi a donne straniere non residenti negli Stati Uniti che sono cittadine di Russia e Ucraina e che hanno successivamente trasferito i fondi ricevuti da Hunter Biden a persone situate in Russia e Ucraina. I registri indicano anche che alcune di queste transazioni sono collegate a quella che “sembra essere una attivita` di prostituzione nell’Europa orientale o ad un’operazione di traffico di esseri umani”.

Sebbene i comitati esprimano preoccupazioni sui pagamenti di Biden, non descrivono in dettaglio le persone coinvolte con il figlio dell’ex vicepresidente Joe Biden.

“I comitati continueranno ad analizzare i documenti in loro possesso”, osserva il rapporto.

Secondo il rapporto di 87 pagine, Hunter Biden avrebbe “inviato fondi a donne straniere non residenti negli Stati Uniti che sono cittadine di Russia e Ucraina e che hanno successivamente trasferito i fondi ricevuti da Hunter Biden a persone con sede in Russia e Ucraina”.

“I registri notano anche che alcune di queste transazioni sono collegate a quello che “sembra essere un giro di prostituzione o tratta di esseri umani dell’Europa orientale”, si legge nel rapporto. Il rapporto rileva anche “un’ampia segnalazione pubblica riguardante il presunto coinvolgimento di Hunter Biden con i servizi di prostituzione”.

E mentre il rapporto cita che “i documenti in archivio presso i Comitati non confermano o smentiscono direttamente questi rapporti individuali, confermano che Hunter Biden ha inviato migliaia di dollari a individui che: 1) sono stati coinvolti in transazioni coerenti con il possibile traffico di esseri umani ; 2) un’associazione con l’industria dell’intrattenimento per adulti; o 3) potenziale associazione con la prostituzione”.

Estratto da: https://vk.com/wall618339250_146

Attenzione ai cinesi, questo nell’immagine è Hunter Biden: anche se l’immagine induce a pensarlo, non è intubato ma solo fatto di crack. Nei rapporti dell’FBI, si parla del figlio di Joe Biden come di persona dipendente da brividi sessuali illeciti consumati soprattutto con minorenni cinesi. Si parla di torture e altre azioni che duole solo a pensarle e che non si vuole riportare. Questa pubblicata, fra tutte è quella che meno offende e urta la sensibilità di chi ne prende visione. Biden definito una ” bomba” per la sicurezza del suo Paese. Le sue dipendenze hanno fatto di lui una persona ricattabile. Ma la vera domanda è! Può un uomo afflitto da così gravi problemi condurre transazioni internazionali, Presiedere consigli d’amministrazione di qualsivoglia genere? o è il padre, a sua volta ricattabile, a condurre gli affari all’ombra del figlio?!

Quando pensate all’Ucraina, ricordatevi che Joe e Hunter Biden hanno i poteri, che sono il secondo sistema di tunnel più lungo dell’Est Europa, attraverso il quale trasportano droga, armi, bambini, persone e adrenocromo. Odessa (Ucraina), Bielorussia, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Svezia (guarda caso tutte nazioni verso le quali la NATO si è allargata). 

Ora sapete perché Joe Biden possiede la terra lì? 32.000 miglia di tunnel DUMBS. Tutto il mondo sotto i tuoi piedi. “DRENARE LA PALUDE” non è una parola di moda. Questa è un’operazione militare. Asciugare la palude, allagare i tunnel, fermare il traffico di esseri umani. Questo è quello che sta succedendo. Voci di guerra, e nucleare, sono volutamente accese dai falsi media. Per loro, questo è un evento distraente. Si tratta sempre dei bambini. Non ci sarà nessuna guerra! Chi combatterà contro chi? Trump e Putin sono fedeli alleati nell’Alleanza. I due eserciti stanno lavorando fianco a fianco per distruggere i tunnel e il cavo dell’intero pianeta. L’Ucraina è sempre stata territorio russo al limite. Ucraina è una parola slava generale per marcare un territorio sul lato, nella periferia, nel Kraishte, come si dice nella mia regione natale. Le stesse persone vivono in Russia e Ucraina. Ma è stato spazzato via negli ultimi anni dal Deep State per essere utilizzato come luogo di riciclaggio di denaro sporco. Tornerà in Russia solo per una notte. Non avrebbero capito fino al mattino. Non esiste forza militare al mondo capace di opporsi alla Russia. Tra pochi secondi se ne andranno. “Cari compatrioti, è giunto il giorno in cui ci siamo mossi per così tanto tempo in tutti questi anni! “- Il presidente Vladimir Putin ha detto nel suo discorso di Capodanno alla Repubblica dell’URSS, dichiarando una situazione militare e ordinando ai militari di stare molto attenti a non colpire la popolazione civile. Tutto il contrario di quanto vanno dicendo da giorni i media atlantisti prezzolati. Ci avevate fatto caso?

Hunter Biden & Soros collegati a Biolabs in Ucraina – Ministero della Difesa russo

Il ministero della Difesa russo ha affermato che un fondo di investimento fondato da Hunter Biden (Rosemont Seneca Partners) e la Open Society Foundations di George Soros erano direttamente coinvolti nel finanziamento di strutture di ricerca in Ucraina, che secondo Mosca stavano sviluppando armi biologiche.

Il Ministero della Difesa ha anche affermato che diversi noti appaltatori militari statunitensi come Metabiota, oltre a Black e Veatch erano anche pesantemente coinvolti nell’operazione.

Sia Washington che Kiev hanno negato la ricerca biologica per scopi militari, mentre i media hanno cercato di perseguitare coloro che menzionavano i laboratori da quando il Sottosegretario degli Stati Uniti ha ammesso la loro esistenza.

Quattro giorni dopo l’e-mail di Guttieri dell’aprile 2014, il dirigente di Burisma Vadym Pozharskyi ha scritto a Hunter rivelando che il figlio dell’allora vicepresidente aveva proposto un “progetto scientifico” che coinvolge Burisma e Metabiota in Ucraina. Si prega di trovare alcuni punti iniziali da discutere ai fini dell’analisi del potenziale di questo progetto, come lei ha chiamato, ‘Scienza Ucraina’”, ha scritto Pozharsky

I registri di spesa del governo mostrano che il dipartimento della difesa ha assegnato un contratto da 18,4 milioni di dollari a Metabiota tra febbraio 2014 e novembre 2016, con 307.091 dollari destinati a “progetti di ricerca in Ucraina”.

Il figlio del presidente e i suoi colleghi hanno investito 500.000 dollari in Metabiota attraverso la loro azienda Rosemont Seneca Technology Partners. Hanno raccolto diversi milioni di dollari di finanziamenti per la società da giganti dell’investimento tra cui Goldman Sachs

Qui altre mail interessanti: https://www.dailymail.co.uk/news/article-10652127/Hunter-Biden-helped-secure-millions-funding-military-biotech-research-program-Ukraine.html

Mai dimenticare che la Russia ha dato asilo a Edward Snowden, l’analista “whistleblower” della NSA fuggito dagli USA. Nel 2013 il candidato Joe Biden minacciava “conseguenze” a chi gli avesse concesso asilo. Una probabile vendetta di Snowden contro Biden non la sottovaluterei….

https://www.axios.com/snowden-biden-told-countries-not-to-grant-asylum-50e560aa-14b0-41ad-9e6d-fe7a14ca3231.html

La sensazione è che i russi abbiano messo le mani su documenti ‘scottanti’ che coinvolgerebbero personaggi del Partito Democratico americano con in testa l’attuale presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e suo figlio, Hunter Biden. La storia non è nuova. Ad acciuffare questi documenti avrebbe provato l’ex presidente Usa, Donald Trump. Ma senza successo. Sono ‘carte’ che portano al fondo d’investimenti Rosemont Seneca Partners, presieduto da Hunter Biden. La notizia viene ripresa da tanti mezzi d’informazione. Noi cominciamo con quanto scrive Il Fatto Quotidiano, che parte da una dichiarazione del Governo russo: “Secondo Mosca il figlio del presidente americano Joe Biden è coinvolto nel finanziamento di laboratori di armi biologiche in Ucraina. È quanto sostenuto da Igor Kirillov, capo della Forza di protezione chimico e biologica, in una conferenza stampa a Mosca, rilanciata dall’agenzia stampa turca Anadolou. Kirillov – che ha parlato in rappresentanza del ministero della Difesa di Mosca – per spiegare le sue accuse ha mostrato alcuni documenti, a suo dire ucraini e americani, che sarebbero stati trovati durante le operazioni belliche in Ucraina. Secondo questi incartamenti, il fondo d’investimenti Rosemont Seneca Partners, presieduto da Hunter Biden (il figlio di Joe Biden), ha sponsorizzato un programma di sviluppo di armi biologiche in Ucraina. Nel programma, accusa Kirillov, sarebbero coinvolti il Pentagono, l’agenzia Usa per lo sviluppo internazionale, i Centri per il Controllo e la prevenzione delle malattie e addirittura la fondazione di George Soros, il miliardario americano spesso preso di mira nelle teorie complottiste. In attesa di repliche statunitensi o ucraine, il carico da novanta lo ha messo il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel corso di un punto stampa in cui ha annunciato che Mosca chiederà spiegazioni sul presunto coinvolgimento di Hunter Biden nella vicenda. ‘Certo, chiederemo spiegazioni. E non solo noi – ha detto –. Sapete che anche la Cina ha già chiesto spiegazioni e che questo programma sia reso trasparente al mondo. Naturalmente, questo sarà di interesse per molti’, ha concluso Peskov, citato dai media russi. Le accuse russe in merito a presunte armi chimiche sviluppate in Ucraina non sono una novità assoluta nel corso del primo mese di conflitto. Sono settimane, infatti, che il Cremlino sostiene che sul territorio ucraino ci siano centri specializzati nella produzione e nello sviluppo di armi chimiche”.

Sputnik Italia: “Il fondo prende il nome dalla Rosemont Farm, la tenuta della famiglia Heinz vicino a Pittsburgh. È stata fondata nel 2009 da Hunter Biden, Archer e Heinz”

Su Sputnik Italia c’è qualche elemento in più: “Il Ministero della Difesa russo ha mostrato per la prima volta un elenco completo delle istituzioni del Ministero della Difesa e del Ministero della Salute dell’Ucraina, che sono mantenute e finanziate dal DTRA (Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per la riduzione delle minacce). Vengono forniti il termine e il budget del programma, nonché gli obiettivi dichiarati. Grazie a questi documenti è stato rivelato il coinvolgimento nel finanziamento dei laboratori ucraini del fondo di investimento Rosemont Seneca, guidata da Hunter Biden, figlio dell’attuale presidente USA Joe Biden. La sua fondazione ha stretti legami con Metabiota e Black and Veach, che sono i principali fornitori di apparecchiature per i biolab del Pentagono in tutto il mondo. Rosemont Seneca Partners è una società di fondi di investimento con sede a Washington DC. Il fondo prende il nome dalla Rosemont Farm, la tenuta della famiglia Heinz vicino a Pittsburgh. È stata fondata nel 2009 da Hunter Biden, Archer e Heinz”.

Il golpe dei servizi segreti americani per deporre Viktor Janukovyc, legittimo presidente dell’Ucraina

Le notizie che vengono fuori in queste ore ci riportano a un nostro articolo di circa un mese fa che riprende alcuni approfondimenti che risalgono al 2020. Li riprendiamo in parte perché illustrano i rapporti tra la famiglia Biden e l’Ucraina. “Lo scandalo dei rapporti tra i Democratici americani e l’Ucraina avrebbe dovuto esplodere nel 2020. E’ l’anno in cui scoppia la pandemia. Va detto che i Democratici americani sono stati molto abili nel bloccare l’amministrazione Trump che, da presidente degli Stati Uniti, non solo non aveva voce in capitolo in tanti settori che contano negli Stati Uniti, ma aveva contro quasi tutta la stampa mondiale e – come si vedrà poi – anche i più importanti social del mondo. Così lo scandalo dei rapporti tra i Democratici americani e l’Ucraina viene ‘insabbiato’. Ed è tutt’ora ‘insabbiato’ dall’amministrazione Biden (anche perché, nello scandalo, come ora racconteremo, è coinvolto il figlio dell’attuale presidente degli Stati Uniti, Hunter Biden). Ora facciamo un passo indietro. Ricordiamoci che nel 2016 Russia e Cina non erano vicine come lo sono oggi. Il programma dei Democratici americani – che erano già penetrati in Ucraina due anni prima, con il golpe che aveva deposto Viktor Janukovyc, legittimo presidente dell’Ucraina eletto democraticamente: operazione, questa, ‘pilotata’ dai servizi segreti americani – era quello di ‘regolare’ la situazione in Ucraina nel 2017. I Democratici americani – già allora espressione delle élite finanziarie ed economiche – davano per scontato che avrebbero vinto le elezioni per la terza volta consecutiva. Se andate a leggere o rileggere i giornali dell’Autunno 2016, “Trump era nettamente in svantaggio” ed era anche “matto da internare”. Succede, invece, che il popolo americano vota in massa Trump e viene eletto. E sapete qual è la prima cosa che fa Trump? Blocca l’operazione Ucraina: ovvero l’arrembaggio delle multinazionali verso la Russia. I quattro anni di Trump alla Casa Bianca sono rovinosi per le multinazionali: non c’è una sola guerra e non si vendono armi, e non c’è lo ‘sfondamento’ nel mercato russo che era ed è il vero obiettivo dei Democratici americani, che pensavano anche di sbarazzarsi di Putin. Trump commette un grande errore: invece di iniziare una battaglia per fare esplodere subito il bubbone Dem-Ucraina ‘congela’ tutto. Lo fa perché pensa di non avere la forza? Per conservarsi questa storia per il 2020, l’anno delle elezioni presidenziali? Questo, con molta probabilità, non lo sapremo mai”.

La  telefonata del 2015 tra Joe Biden e Petro Poroshenko, all’epoca presidente dell’Ucraina

Riprendiamo alcuni passi di un articolo di Italia Oggi  dell’Ottobre del 2000: “Era il 15 ottobre 2019: una giornalista della tv ABC News chiede a Hunter: «Se il suo cognome non fosse stato Biden, lei pensa che sarebbe stato chiamato a fare parte del consiglio d’amministrazione della società Burisma, colosso dell’energia in Ucraina?» Risposta: «Non so. Non so. Probabilmente no. Ci sono un sacco di cose nella mia vita che non sarebbero potute accadere se non mi fossi chiamato Biden, perché mio padre era vicepresidente degli Stati Uniti». Dunque, un’ammissione. E grazie al cognome, nel 2015 Hunter ha ottenuto da Burisma un compenso di 50 mila dollari al mese. A beneficio dei lettori, ZeroHedge ricorda che nel 2014 il presidente Usa, Barack Obama, aveva affidato al suo vice Joe Biden il compito di sovraintendere alla situazione in Ucraina, dopo la rivolta di Piazza Maidan e la cacciata del presidente filorusso, Viktor Yanukovic. Nel consiglio di Burisma, all’epoca, c’era anche l’ex presidente della Polonia, Aleksander Kwasniewsky. Intervistato dalla Ap (Associated presse) nel Novembre 2019, ha detto papale papale che Hunter Biden «è stato scelto come membro del consiglio grazie al suo cognome». Il motivo? «Se qualcuno mi chiama a fare parte di un progetto, non è perché io sia bravo, ma perché mi chiamo Kwasniewsky e sono l’ex presidente della Polonia. Essere un Biden non è male, Biden è un buon nome». Rilanciate oggi dal web, questi complimenti di un anno fa sono diventati imbarazzanti capi d’accusa”. Ancora Italia Oggi: ““Sul web  salta fuori anche il testo di una telefonata del 2015 tra Joe Biden e Petro Poroshenko, all’epoca presidente dell’Ucraina. In cambio di un prestito Usa di un miliardo di dollari al governo ucraino, a Poroshenko era stato chiesto il licenziamento del procuratore Victor Shokin, che stava indagando su Burisma. Poroshenko esegue, e poi chiama Joe Biden, registrando la telefonata, poi passata a un giornalista ucraino: «Ho parlato con Shokin l’altro ieri. Un’ora fa mi ha consegnato la lettera di dimissioni. È il secondo caso in cui mantengo la parola data». L’ingresso di Hunter Biden in Burisma avvenne subito dopo”. Ecco il finale dell’articolo: “Intanto Rudolph Giuliani, a cui un riparatore di pc aveva consegnato una copia del disco rigido del laptop di Hunter Biden dimenticato nel suo negozio per mesi, ha consegnato questo disco rigido alla polizia dello Stato del Delawere, scelta dettata dal fatto che né lui né Trump si fidano dell’Fbi, che è in possesso dello stesso disco dal dicembre 2019, ma non avrebbe fatto nulla. Il che non sembra del tutto vero: stranamente, nel laptop di Hunter Biden vi è la foto di un atto di comparizione per lui, firmato da un noto agente dell’Fbi, Joshua Wilson, che di solito si occupa di pedopornografia. Quell’agente, a quanto pare, non ha mai dato seguito al mandato. Eppure, sostiene Giuliani, nel laptop vi sono centinaia di immagini, filmati ed email che, oltre agli affari in Ucraina e in Cina, rivelerebbero aspetti della vita di Hunter Biden che spaziano dalla droga al sesso, con risvolti inquietanti, anche con minorenni. Resta ora da vedere se a renderli pubblici sarà la polizia del Delawere, oppure i siti web”.

Andiamo adesso a un articolo dello scorso 23 Febbraio di VISIONE TV. Il titolo dice già tutto: “Quei loschi affari ucraini della famiglia Biden. Da seppellire in fretta con una guerra“. Dopo il golpe del 2014 “Joe Biden, sotto il controllo diretto di Barack Obama – leggiamo nell’articolo di VISIONE TV – fece diversi viaggi in Ucraina, ufficialmente inviato dal presidente a verificare che gli aiuti alla nazione fossero ben spesi e che ‘la corruzione venisse tenuta a bada’ , non formalmente invece per infilarsi proprio in quella compagine e trarne profitto prima per sé, poi eventualmente anche per i suoi uomini… subito dopo che Joe Biden fu incaricato di supervisionare la questione ucraina, il figlio Hunter cominciò ad accompagnare il padre nei suoi viaggi e in breve tempo ottenne una posizione di estremo rilievo nella più grande compagnia di gas del luogo, la Burisma, con stipendi mensili da capogiro, si parla addirittura di cifre del calibro di 50.000$ al mese, solo per il fatto di far parte del consiglio di amministrazione. Il giornale racconta anche di un documentario – che viene riportato nell’articolo A LOT OF HOT AIR, Who’s telling the truth in the Burisma gas scandal?”– alcuni “coraggiosi giornalisti britannici hanno affrontato in maniera inedita la questione presentando la pellicola anche a Bruxelles. Nel documentario si sostiene la teoria per cui l’amministratore della compagnia del gas Burisma avesse bisogno di Hunter Biden sia per non ricevere formalmente sanzioni, sia per poter riciclare i soldi sporchi che la compagnia aveva fatto negli anni precedenti. Si pensi che addirittura alcuni testimoni anonimi hanno parlato recentemente di circa 10 milioni di dollari al mese di soldi non fatturati, soldi in nero fatti sparire e trasferiti a vari altri conti tra cui la compagnia americana Rosemont Seneca fondata nel 2009 proprio da Hunter Biden, attraverso bonifici con la causale di “servizio di consulenza”.

Altre notizie arrivano da un articolo di Byoblu: “Agli inizi di Marzo 2022, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha accusato gli Usa di aver costruito ‘laboratori di armi biologiche’ nei quali sarebbero stati sviluppati ‘agenti patogeni a Kiev e a Odessa’. La presenza di queste strutture in Ucraina era inizialmente stata sottaciuta da Washington. L’8 Marzo 2022, il sottosegretario di Stato statunitense Victoria Nuland ne ha poi confermato l’esistenza, incalzata dalle domande del senatore repubblicano Marco Rubio: ‘In Ucraina ci sono delle strutture di ricerca biologica’, ha dichiarato Nuland, spiegando che il pericolo dei ‘materiali di ricerca’ si manifesterebbe soltanto nel caso in cui quest’ultimi finissero nelle mani dei russi”. Byoblu approfondisce il ruolo di Rosemont Seneca, “un fondo d’investimento decentralizzato, composto da più entità che condividono nomi simili. Il secondogenito di Joe Biden è stato a capo di Rosemont Seneca Partners LLC, ma i suoi legali hanno sempre negato alcun tipo di coinvolgimento di Hunter in altre filiali del fondo. Kirillov ha sottolineato l’influenza sui laboratori biologici da parte di istituzioni statunitensi come il Centers for Disease Control and Prevention (CDC), in stretta collaborazione con i ministeri ucraini”. Byoblu punta l’attenzione sulla società citata dal governo russo, Metabiota: “Si tratta di un’azienda con sede a San Francisco, il cui compito sarebbe quello di individuare, tracciare e analizzare nuove patologie infettive. Stando a un rapporto del 2015, Metabiota ha raccolto 30 milioni di dollari nel primo round di finanziamenti. Gli investimenti, si legge nel documento, sono stati portati avanti da Rosemont Seneca Technology and Partners (RSTP). Il precedente direttore e cofondatore di RSTP Neil Callahan, si trova oggi proprio nel CdA di Metabiota. Il nome di Callahan appare più volte all’interno del disco rigido di Hunter Biden”.

Il coinvolgimento della regione Toscana con Burisma dei Biden

Hunter Biden nel 2016 scrisse direttamente a Enrico Rossi, allora Presidente della Regione Toscana, membro del partito democratico, per invitarlo al Forum dell’Energia di Monaco. Nella lettera si parla di stabilire una “fruttuosa collaborazione tra la regione Toscana e Burisma”, azienda al centro di numerose controversie per le sue pratiche di malaffare e corruzione.

Hunter Biden, il noto figlio dell’attuale “presidente” degli Stati Uniti, Joe, è conosciuto per essere stato al centro di vicende molto controverse. Molti probabilmente ricordano le immagini prese dal suo computer che lo ritraevano mentre fumava crack. Altri video ancora sempre provenienti dal suo PC lo ritraevano invece impegnato a fare sesso con delle prostitute ucraine. In realtà, quanto trapelato da quel PC è solo una piccola parte di quello che è stato mostrato al pubblico. Ci sono immagini ancora più scabrose e ripugnanti che ritraggono Hunter Biden impegnato in atti di pedofilia con dei bambini. Il lato oscuro e criminale del figlio del presidente americano non è mai stato totalmente rivelato.

Ora però emerge anche un legame fino ad ora ignoto di Hunter Biden con l’Italia. Le email in mano all’FBI rivelano come Hunter corrispondesse abitualmente con ambasciatori e importanti uomini d’affari nel 2014. Il figlio di Joe, scriveva regolarmente a diplomatici di altissimo rango per chiedere loro favori e cortesie, che puntualmente gli venivano accordati perché tutti erano estremamente ossequiosi e rispettosi nei suoi confronti.

Il padre di Hunter, Joe, all’epoca già occupava un ruolo di primissimo piano in quanto vice-presidente degli Stati Uniti. Tutti quindi sembravano più che disposti ad accontentarlo. Ad esempio, in una lettera rivolta all’allora ambasciatore francese, Francois Delattre, Biden chiede consiglio per quello che riguarda l’acquisizione della società francese TDF, attiva nel settore delle telecomunicazioni. L’ambasciatore puntualmente gli indica le persone con le quali parlare per poter avere più informazioni sulla questione.

L’imprenditore americano però, come si accennava sopra, mostra di avere un legame privilegiato anche con l’Italia. Hunter Biden nel 2016 ha scritto direttamente a Enrico Rossi, allora Presidente della Regione Toscana, membro del partito democratico, per invitarlo al Forum dell’Energia di Monaco. La lettera viene girata anche a dei manager di “Burisma”, la società ucraina specializzata nel settore del gas per la quale lo stesso Hunter lavorava, percependo uno stipendio pari a un milione di euro all’anno, nonostante la sua completa inesperienza in questo campo.

Burisma è stata già al centro di numerose controversie per le sue pratiche di malaffare e corruzione sulle quali stava già indagando la magistratura ucraina. Nel 2016, il procuratore ucraino, Viktor Shokin, era ad un passo dal far processare i vertici di questa società per riciclaggio e stava per arrivare proprio al figlio del vicepresidente degli Stati Uniti. Ma… la storia probabilmente a molti è già nota… l’inchiesta fu affondata proprio da Joe Biden, che intimò un ultimatum all’allora presidente ucraino Poroshenko.

“O Shokin viene rimosso dall’incarico, oppure Washington non farà avere a Kiev la tranche di finanziamenti previsti”. Poroshenko non esitò. La testa di Shokin cadde e Hunter Biden fu salvato da suo padre, che si vantò successivamente del “successo” raggiunto in un convegno del “Consiglio delle Relazioni Estere”, il potentissimo think-tank legato ai Rockefeller, che viene considerato il vero governo occulto di Washington.

Nella lettera che Hunter scrive a Enrico Rossi si parla comunque proprio di stabilire una “fruttuosa collaborazione tra la regione Toscana e Burisma”. Questo il testo della missiva del figlio dell’allora vicepresidente USA a Rossi.: “Caro Presidente Rossi, spero che questa email la trovi bene. Volevo far seguito alla lettera che ho mandato al suo ufficio per assicurarmi che l’abbia ricevuta. Inoltre, per conto di Burisma, volevo invitarla al Forum dell’Energia di Monaco che stiamo tenendo a giugno. Ho allegato l’invito dal momento che sarà un grande evento dedito alla promozione delle energie alternative in Europa. Guardo fiducioso ad una fruttuosa relazione tra Burisma e la Toscana. Spero che sia in grado di partecipare.”

L’evento in questione è stato organizzato dalla società Burisma assieme alla fondazione del principe Alberto di Monaco. Nel sito dedicato all’evento viene riportato proprio il nome di Hunter Biden tra gli organizzatori e nelle immagini raccolte nel giorno del forum si vede il figlio dell’allora vicepresidente americano assieme al principe Alberto.

Non è noto se poi l’ex governatore toscano abbia effettivamente raccolto l’invito di Hunter Biden, ma è certamente interessante notare come l’imprenditore americano ci tenesse particolarmente alla partecipazione di Enrico Rossi al forum di Monaco, tanto da scrivere al suo indirizzo email personale. Attualmente il nome di Enrico Rossi è apparso nuovamente sulle cronache dei quotidiani nazionali per via di una vicenda giudiziaria che lo vede protagonista.

Rossi è accusato infatti dalla procura di Firenze di falso ideologico per via di presunte irregolarità nelle spese della sua campagna elettorale tenutasi nel 2015. Appare comunque esserci un legame profondo, quasi inestricabile tra gli uomini di spicco del partito democratico americano e quelli del partito democratico in Italia.

Il legame tra Obama e Renzi nell’ambito della vicenda Spygate, lo spionaggio illegale praticato contro Donald Trump, sembra essere solo la punta dell’iceberg. È questa la ragione per la quale c’è estremo nervosismo e paura negli ambienti dell’establishment italiano.

L’esempio più lampante a questo proposito viene proprio da Matteo Renzi, che in un suo recente tweet ha ribadito che l’Italiagate sarebbe soltanto una “notizia falsa”. Nessuno recentemente ha chiamato in causa ufficialmente Renzi per la frode elettorale USA, eppure l’ex segretario del PD ha fatto questa uscita pubblica spontanea.

Nell’antichità di fronte a queste situazioni erano soliti dire “excusatio non petita, accusatio manifesta”. Tutti comunque sembrano essere consapevoli che un ritorno di Trump può innescare un effetto domino. Se viene colpito e affondato il governo occulto di Washington, vengono colpiti inevitabilmente anche gli uomini in Italia e in Europa che sono legati a questo potere. Il ritorno di Trump spaventa molti negli Stati Uniti, ma spaventa forse ancora di più la classe politica italiana legata al governo occulto di Washington.

Ricerche a cura di Cinzia Palmacci analista documentale

https://lacrunadellago.net/2021/06/10/il-legame-di-hunter-biden-con-litalia-hunter-scriveva-al-presidente-pd-della-toscana/

09/23/senate-committee-hunter-biden-paid-women-linked-to-prostitution-or-human-trafficking/

https://www.shockya.com/news/2022/03/01/joe-biden-started-world-war-3-to-bury-billions-burisma-scandal/

https://www.foxnews.com/world/burisma-bribe-stop-ukraine-probe-intercepted

https://www.inuovivespri.it/2022/03/25/hunter-biden-armi-biologiche-ucraina-rosemont-seneca-partners-george-soros-guerra-ucraina-sputnik-italia/

https://www.agi.it/estero/figlio_biden_ucraina_trump-6258228/news/2019-09-28/

https://126.news.blog/2022/03/26/l-amico-americano-del-fu-mattia-renzi/

https://nypost.com/2022/03/26/hunter-biden-played-role-in-funding-us-bio-labs-contractor-in-ukraine-e-mails/

https://www.sabinopaciolla.com/una-societa-di-hunter-biden-ha-collaborato-con-ricercatori-ucraini-che-isolano-agenti-patogeni-mortali-utilizzando-fondi-del-dipartimento-della-difesa-di-obama/

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