Recensione al libro di Umberto Lucarelli

Un volumetto che si legge tutto d’un fiato, ma dal quale emerge tutta la pochezza umana quando decide di scagliarsi contro una persona colpevole solo di non voler rinunciare alla propria umanità e affabilità. Un professore prima amato e rispettato poi improvvisamente accusato di molestie sessuali solo per qualche rimprovero di troppo. Questa pandemia non ci ha migliorati affatto, ci ha resi solo più famelici e diffidenti verso i nostri simili. Il vero virus, in realtà, attacca l’animo umano attraverso un processo di disumanizzazione che rende le persone irriconoscibili. Un’ingiustizia subìta è come una condanna a morte. Ci si accorge di essere ancora vivi solo quando un amico fa un pezzo di strada con noi e ci ricorda che, finché c’è solidarietà e fraternità, c’è ancora speranza. Consigliatissimo.

Cinzia Palmacci

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