
Il video sopra in inglese fa rabbrividire, ma le immagini parlano anche da sole. Questo è un messaggio CONTRO la VITA. Fuori di testa completamente….
Sapevate che dal 1991 è attivo un movimento globale che promuove l’estinzione umana? Sì, avete capito bene: un movimento che attivamente promuove nel mondo l’estinzione umana “volontaria” attraverso uno slogan inquietante: “Grazie per non riprodurti”. Un gruppetto di fuori di testa vuole la nostra estinzione, ma pretende anche che la nostra adesione sia “volontaria”! Alzi la mano chi ha pensato subito all’eugenetica di nazista memoria. Peggio! I nazisti mettevano a morte quelli che non ritenevano “adatti” a vivere, questi vogliono l’estinzione di tutti: sani, malati, intelligenti, stupidi, TUTTI. E’ di questi giorni all’esame delle Camere una legge sul “fine vita” o eutanasia, che sta riscuotendo la maggioranza dei voti e probabilmente passerà. Una larga parte dei governanti di tutto il mondo ha aderito a questo movimento nato negli USA, dunque le politiche contro la VITA UMANA hanno origine da questa corrente pericolosa che vede negli ESSERI UMANI una minaccia per la sopravvivenza delle specie animali e vegetali sul pianeta. L’Uomo è percepito come cancro del pianeta, e come tale, da estirpare. Esiste e convive con gli esseri umani una parte di umanità ostile che mira all’annichilimento della Creazione? E come possiamo difenderci? Ognuno può e deve farlo nel proprio ambito, ma la battaglia cruciale si combatte ai più alti livelli. Dovete sapere che quanto sta accadendo con la pandemia fa parte del loro programma di sterminio misure sanitarie comprese, quali vaccini sperimentali, o meglio, terapie geniche. Sta a chi governa capire quale china stia prendendo il mondo: se pro o contro la VITA UMANA e l’AUTODISTRUZIONE.
Scopo del movimento
Scopo del movimento è sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità dell’estinzione volontaria e pacifica della specie umana come soluzione alla distruzione irreversibile dell’ecosistema terrestre: in questi termini, viene evidenziato come l’«alternativa all’estinzione di milioni di specie vegetali ed animali è l’estinzione volontaria di una sola specie: l’Homo sapiens… la nostra estinzione». Rigettando le frequenti accuse di misantropia, cinismo o sadismo, il VHEMT vuole porre in evidenza questa semplice alternativa umanitaria ai disastri che colpiscono le persone e la biosfera, proponendo una speranza concreta per un futuro sostenibile, sottolineando che:
| «i Sostenitori del VHEMT non sono necessariamente a favore dell’estinzione umana, ma concordano sul fatto che nessun altro dovrebbe essere messo al mondo in questo momento.» |
| (dalla sezione italiana VHEMT.org) |
Essendo un’iniziativa culturale e filosofica, la decisione di far o meno parte del movimento è un mero «stato mentale», possibile attraverso due approcci:
- Volontario: persona che sostiene la posizione dell’estinzione umana volontaria rinunciando ad avere figli, o non avendone più altri se già genitore
- Simpatizzante: persona che riconosce l’irresponsabilità di diventare genitore nell’attuale periodo storico, ma non ritiene necessaria l’estinzione della specie umana.
Il logo del VHEMT è rappresentato dalla lettera V (“Visitors”?) di Voluntary, coperta dall’immagine della Terra, come invito alla diffusione universale delle idee del movimento. La Terra vi è rappresentata capovolta, per indicare il ribaltamento del senso comune, la necessità di un cambiamento radicale e la sensazione di angoscia per l’attuale squilibrio ecologico.
Non esiste un vero e proprio fondatore, ma, in genere, viene riconosciuto come portavoce Les U. Knight, a cui si deve l’aver coniato la sigla che identifica chi abbia maturato questa scelta. Il sito ufficiale del movimento è attivo dal luglio del 1996, con traduzioni in 15 lingue. Knight è stato spesso intervistato da numerosi media cartacei, radiofonici e televisivi statunitensi come San Francisco Chronicle, Fox News, MSNBC. Il settimanale londinese The Economist, in un editoriale molto controverso, ha sostenuto la teoria nell’eventualità di un futuro non prevedibile.
Nel quadro intellettuale di riferimento figurano varie personalità e figure come Paul R. Ehrlich (dell’Optimum Population Trust), David Benatar, Richard Stallman e Serge Latouche.
La posizione del VHEMT sulla sterilizzazione obbligatoria
Thank you for not breeding (grazie per non riprodurti) e logo del movimento: slogan del VHEMT distribuito come adesivo per automobili:

Per quanto il Movimento per l’estinzione umana volontaria proponga appunto, già nel nome stesso, la volontarietà e dunque la libera scelta, dell’opzione non procreativa e dell’eventuale intervento chirurgico capace di ottenere questo risultato, considerando dunque la scelta elettiva quella di una persuasione culturale, pure non mancano, in seno al Movimento stesso, frange più estremiste, disposte a prendere in considerazione anche l’opzione dell’uso della forza (sterilizzazione obbligatoria), per raggiungere il risultato dell’affrancamento della (o dalla) specie.
Si tratta, allo stato dei fatti, in tutta evidenza, di un puro e utopico esercizio accademico, ma occorre comunque rilevare che, in questo caso, non si potrebbe parlare di eugenetica, cioè del fine ideologico di una buona e selettiva generazione, quanto, piuttosto, di agenetica, cioè totale assenza di generazione, ciò stante la convinzione, da parte del VHEMT stesso, che qualunque generazione umana sarebbe comunque un atto contrario tanto all’essere umano stesso, quanto all’equilibrio ecologico naturale.
Quest’opzione estrema viene presentata, nel sito del Movimento, accompagnata dall’elencazione dei seguenti “pro” e “contro”.
Pro
La privazione del diritto a riprodursi è ritenuta preferibile alla concessione dell’esercizio d’un diritto d’ignoranza, che condannerebbe un nuovo essere umano al giogo dell’esistenza, implicante il suo sfruttamento, la sua sofferenza e la sua morte. Pieno controllo politico, e quindi garanzia di un tasso di natalità ridotto al di sotto del tasso di mortalità.
Contro
Metodo dittatoriale. Non rispetta la libertà altrui. Richiede un controllo che rischia di essere politicamente impraticabile sulla maggior parte della popolazione mondiale. Una sterilizzazione globale ha elevati costi. Creerebbe altri potenziali problemi, come un rischio d’infanticidio (“porre rimedio” quando il bambino sia già nato), d’un mercato nero dei neonati da parte dei più abbienti, d’un genocidio indiretto delle etnie maggiormente controllabili. Vi sarebbe anche la necessità di pianificare politiche palliative per i superstiti.
D: Nuovi virus, guerre, fame e rifiuti tossici aiuteranno a provocare l’estinzione umana?
No. In realtà, se ci sono abbastanza individui per garantire un numero di sopravvissuti adeguato, le epidemie rafforzano le specie. Con oltre sei miliardi e mezzo di noi, nessun virus potrebbe sterminarci tutti. Anche una moria del 99,99% lascerebbe comunque 650.000 sopravvissuti naturalmente immuni che potrebbero riprodursi. In meno di 50.000 anni potremmo ritrovarci al punto in cui siamo ora. Affinché una malattia possa anche solo mantenere costante la popolazione umana mondiale al suo livello attuale, dovrebbero morire ogni giorno più di 200.000 di noi. Sofferenza e morte non possono aiutare, possono solo far del male.
Milioni di persone sono morte in guerra, eppure la famiglia umana continua a crescere. Il più delle volte, le guerre incoraggiano la fecondità tanto dei vincitori quanto dei perdenti. Quando furono reclutate le truppe per il Massacro del Golfo, le banche dello sperma fecero il pieno. Le guerre portano solitamente ad una crescita delle dimensioni totali della popolazione, non ad una sua riduzione.
Le carenze di risorse si affrontano ricorrendo all’omicidio di massa e chiamandolo guerra, ma i risultati sono solo temporanei. Oltre a non essere pratico, uccidere la gente è pure immorale, per cui non dovrebbe mai essere considerato un metodo per migliorare le condizioni della vita sulla Terra.
La moria massiccia dell’umanità, predetta da così tanti come risultato del nostro sfondamento della capacità di carico della Terra, è quel che il Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria spera di poter evitare.
È possibile che il VHEMT non riesca ad evitare il collasso ecologico. Per questo, le coppie che intendono procreare dovrebbero considerare la possibilità di essere in procinto di condannare i propri figli a una qualità della vita in rapido deterioramento e a una morte inimmaginabilmente orribile.
Comunque sia, si tratta di qualcosa a cui vale la pena pensare.
D: Vi aspettate che ci suicidiamo tutti?
SOMMARIO: Aumentare le morti non migliorerà la densità di popolazione. Molti sostengono la necessità di un aumento nei tassi di mortalità finalizzato alla riduzione della quantità di umani. Però, storicamente, un aumento della mortalità ha comportato un aumento della natalità. Promuovere la libertà riproduttiva, le opportunità economiche e l’istruzione ridurrà la nostra massa più rapidamente e in modo più soffice. IL TRISTO MIETITORE CI SALVERÀ?
Sarà il Tristo Mietitore, nelle vesti di super-eroe, a salvare in tempo la nostra preziosa Gaia dal precipizio della catastrofe ecologica? I colpi ampi e generosi della sua falce mortale mieteranno milioni di umani, fermandoci prima che si finisca per distruggere noi stessi e il nostro ospite?
Gli aiutanti del Mietitore (Carestia, Malattia e Guerra), affiancati ultimamente dal loro cugino mutante (Plutonio), stanno raccogliendo la loro messe più velocemente che mai, ma non riescono a tenere il passo con la nostra crescita.

Eppure, nonostante la Morte detenga un lugubre primato per quanto riguarda il rallentamento della crescita della popolazione umana, oggi alcuni invocano un ricorso ancor più intenso ai suoi servizi, per il beneficio comune. Costoro tentano di far sembrare buono perfino il Tristo Mietitore.
Il Wall Street Journal riporta che il Finlandese Pentti Linkola di Saaksmaki avrebbe detto che un’altra guerra sarebbe una «occasione felice per il pianeta […] Se ci fosse un pulsante da premere, sacrificherei me stesso senza esitazioni, qualora ciò significasse la morte di milioni di persone». [1]
Egli non disse con quanti milioni di persone avrebbe voluto giocare ai lemming, ma anche 80 milioni non servirebbero ad altro che a eliminare l’equivalente di un solo anno di crescita della popolazione mondiale. Non basterebbe certo a salvare Gaia, e in più ci ritroveremmo a dover gestire tutti quei cadaveri. Ops… Anche Garrett Hardin, che pure dice che dar da mangiare a chi patisce la fame non ha altro effetto che aumentare il numero degli affamati, tentenna di fronte alla dura filosofia di Linkola. Egli ammonisce infatti: «Ci sono molte possibilità da prendere in considerazione prima di affrontare il problema con mano così pesante».
Il Weekly World News [2] racconta la storia di due chimici francesi, Henri Mevel e Jean-Michael DuPont, che inopportunamente progettano di avvelenare ogni umano presente sul pianeta «per salvarlo dall’inquinamento e dalla sovrappopolazione». Marc Jubert, dell’:Interpol, ammette: «Non sappiamo esattamente cosa stanno combinando Mevel e DuPont, ma se non li fermiamo in tempo i risultati saranno devastanti… saranno anche pazzi, ma non sono scemi».
Bene, pur con l’appoggio della loro «rete di 2000 ambientalisti radicali in tutto il mondo» non cè alcuna possibilità che riescano anche solo ad avvicinarsi all’effetto del pulsante magico ipotizzato da Linkola: potranno colpire al massimo un misero 2% di noi.
Sul Weekly World News compare anche un articolo del Newhouse News Service sull’ex dirigente anti-terrorismo della CIA Vincent M. Cannistraro [3]. Egli immagina «scienziati d’altissimo livello… [in] piccole cellule clandestine organizzate che lavorano sullo sviluppo di tecnologie per ridurre o anche eliminare la specie umana [sic] dalla faccia della Terra». L’articolo cita pure il Movimento per l’Estinzione Umana Volontaria, nella speranza di aggiungere credibilità a questo parto della fantasia.
Possono anche esistere delle cellule clandestine ben finanziate di scienziati che lavorano per eliminare esseri umani in gran numero, ma la salvezza del pianeta non è probabilmente tra le loro motivazioni.
La Chiesa dell’Eutanasia sostiene quel che viene subito in mente a molti quando sentono parlare del VHEMT per la prima volta: il suicidio per il bene della Terra. Il fondatore Chris Korda, nella loro newsletter dal titolo Snuff It [4], incoraggia al suicidio coloro che sono seriamente intenzionati a salvare il pianeta. Suggerisce anche molti metodi creativi per aiutare la causa dell’estinzione umana volontaria.
Il Gaia Liberation Front [5] caldeggia l’assassinio reciproco così come si verifica in guerra, ma preferisce «i combattimenti a mani nude o, ancor meglio, il ricorso ad agenti biologici che uccidano esclusivamente gli esseri umani».
Non importa quante sono né come muoiono le persone trucidate dal Tristo Mietitore — i benefici per Gaia sono comunque minimi. In effetti, un tasso di mortalità elevato provoca un tasso di natalità elevato, dando spesso come risultato una crescita netta. I baby boom dei dopoguerra compensano rapidamente i morti sofferti tanto dalla parte dei vincitori quanto dalla parte dei vinti.
In Wild Earth [6], ho preso in esame gli effetti della tristemente nota Peste Bubbonica, basandomi sui censimenti delle civiltà occidentali: «Immediatamente dopo questo cedimento poco importante, il nostro numero è esploso. La rivoluzione industriale è stata senza dubbio uno dei fattori che hanno reso possibile quell’esplosione, ma la Morte Nera può essere alla base della motivazione che ci spinge a riprodurci come conigli. Seppellito nel profondo della nostra memoria è rimasto il ricordo degli orrori delle morìe di massa. La nostra reazione, come specie, è stata una fecondità vendicativa».
Per affrontare questa invadente fecondità, ho concluso, «…nel migliorare il rapporto tra popolazione umana e vita selvatica, la libertà riproduttiva, le opportunità economiche e l’istruzione sono metodi molto più efficaci di quanto potrà mai essere la promozione della morte».
No, il Tristo Mietitore non è un cavaliere di Gaia vestito della sua armatura lucente — semplicemente, egli non può uccidere la cicogna. I potenziali eroi che salveranno Gaia siamo noi. Se i membri della famiglia umana si uniranno al VHEMT in quantità sufficiente facendosi davvero decisi nel loro desiderio di preservare la vita sulla Terra, la dolce Gaia avrà almeno una speranza.
A voi le conclusioni….
Riferimenti
[1] Wall Street Journal, Milbank, Dana, 20 maggio 1994, pag. A4.
[2] Weekly World News, 6 agosto 1991, pag. 33.
[3] Newhouse News Service, Tilove, Jonathan, The Grand Rapids Press, 14 aprile 1991, pag. E4.
[4] Snuff It, Korda, Chris, primavera 1994, Church of Euthanasia, POB 261 Somerville MA 02143.
[5] These EXIT Times, N. 2, 1992, pag. 12.
[6] Wild Earth, Knight, Les U., inverno 1992/93, pagg. 76-77. Cenozoic Society, Inc., POB 455, Richmond VT 05477.
Cinzia Palmacci
