Autosufficienza energetica e geopolitica. L’esempio virtuoso di Bolzano ed Oristano

La crisi ucraina e la dipendenza energetica dell’Italia da fonti straniere sta riportando al centro dell’agenda politica il tema dell’autosufficienza energetica. Un Paese indipendente dal punto di vista energetico è anche un paese libero sul versante geopolitico, quindi meno ricattabile. L’autosufficienza energetica è soprattutto un cambio di paradigma, che passa dall’efficienza energetica e che può portare a una completa indipendenza dalla rete elettrica tradizionale. Al mondo esistono circa 100 città la cui energia elettrica proviene da almeno il 70% da fonti di energia rinnovabile, mentre 40 città sono alimentate al 100% da energia pulita. Fra queste 40 città ne possiamo contare due italiane: Bolzano e Oristano, dichiarate come città 100% rinnovabili dalla Carbon disclosure project.

Queste due punte di diamante si contraddistinguono per le emissioni davvero contenute di Gas serra e per l’abbattimento drastico di inquinamento cittadino.

Oristano, la città sarda alimentata al 100% di energia rinnovabile

Oristano è un comune di appena 30.000 abitanti, situato nel cuore della Sardegna centro-occidentale. Al suo interno però è racchiusa un’oasi di tecnologia pulita e rinnovabile, caratteristica che la fa entrare a pieno diritto nelle 40 città più ecologiche al mondo. Il 100% della sua energia è infatti prodotta da energia solare e energia idroelettrica, un mix in grado di assicurare l’autonomia energetica a questo splendido comune italiano.

L’energia solare è ricavata dall’incredibile percentuale di giorni di sole della città, forte di un clima a prevalenza sereno. Laddove però il sole non bastasse, l’energia idroelettrica integra la percentuale di energia carente, permettendo a Oristano di raggiungere l’autonomia energetica.

Bolzano, l’energia idroelettrica come unica fonte di energia utilizzata.

Bolzano è una città di oltre 100.000 abitanti situata in Trentino-Alto Adige (nella regione del Südtirol) ed è stata resa celebre per due classifiche. La prima è quella di essere la terza città italiana per qualità dell’ambiente e dello stile di vita, la seconda per essere fra le 40 città al mondo ad aver ottenuto la piena autosufficienza energetica da fonti di energia rinnovabile.

Questa città del nord Italia è infatti riuscita a ricavare il 100% del proprio fabbisogno energetico da bacini idrici trasformati in efficacissime (ed ecologiche) fonti di energia idroelettrica. I bacini idrici di Bolzano sono infatti sufficienti a garantire l’autosufficienza e l’autonomia energetica di questo comune. Oltre a questo importante traguardo, Bolzano ha dichiarato di voler diminuire ulteriormente le proprie emissioni di CO2 di un altro 23%. Se questo progetto andasse in porto, Bolzano diventerebbe una delle prime città al mondo a emissioni quasi 0. Queste modifiche di miglioramento ambientale l’hanno incoronata come terza città Italiana per qualità dell’ambiente, classifica stilata da Legambiente “Ecosistema Urbano”.

Aumento delle città con il 100% di energia rinnovabile

La sensibilizzazione ecologica e la necessità di rendersi indipendenti da fondi di energia fossile a rapido esaurimento ha portato molte altre città italiane a cercare di raggiungere l’autosufficienza energetica grazie a fonti di energia rinnovabile. Nel 2015 le città che riuscivano a coprire il 50% del proprio fabbisogno energetico con le energie rinnovabili erano appena 40. Solo tre anni dopo le città sono aumentate a circa 300, altre 100 raggiungono almeno il 70% di energia pulita erogata e 40 città nel mondo il 100%.

Le fonti energetiche rinnovabili maggiormente utilizzate sono le seguenti:

  • Idroelettrica: utilizzata da 275 città
  • Eolica: utilizzata da 189 città
  • Solare: utilizzata da 184 città.
  • Geotermica: utilizzata da 70 città.

Cercare di raggiungere l’autosufficienza energetica migliorerebbe il nostro stile di vita da un punto di vista qualitativo, aiutandoci a renderci del tutto liberi dalla continua richiesta di fonti di energia fossile, ormai in esaurimento. Gli esempi di Bolzano e Oristano dimostrano come oculate e avvedute politiche a livello locale possono sostituire scelte meno sagge a livello nazionale. Una buona amministrazione locale è un investimento che nel lungo termine può dare risultati incoraggianti. Un aspetto questo da tenere sempre in considerazione in tempo di elezioni amministrative.

Energia e geopolitica

Nel corso della IX Assemblea Generale (Abu Dhabi, 10-13 gennaio 2019) dell’Agenzia internazionale per l’energia rinnovabile (IRENA), organizzazione a cui aderiscono 170 Paesi, finalizzata ad incoraggiare l’adozione e l’utilizzo crescente e generalizzato delle energie rinnovabili in una prospettiva di sviluppo sostenibile, è stato presentato il Rapporto “A New World”, della Global Commission on the Geopolitics of Energy Transformation di IRENA. Il Rapporto afferma che le conseguenze geopolitiche e socioeconomiche della transizione energetica in atto potrebbero essere tanto profonde quanto quelle che hanno accompagnato il passaggio dalla biomassa ai combustibili fossili due secoli fa.

La trasformazione energetica globale indotta dalle energie rinnovabili può ridurre le tensioni geopolitiche legate all’energia così come le conosciamo e favorirà una maggiore cooperazione tra gli Stati – ha dichiarato il Direttore generale di IRENA, Adnan Z. Amin sostituito il 4 aprile 2019 dall’italiano Francesco La CameraQuesta trasformazione può anche mitigare le sfide sociali, economiche e ambientali che sono spesso tra le cause alla radice dell’instabilità e del conflitto geopolitico. Nel complesso, la trasformazione energetica globale presenta sia opportunità che sfide. Ma i vantaggi che ne deriveranno saranno superiori alle difficoltà, purché vengano messe in atto le adeguate misure. È essenziale che i  leader e i responsabili politici anticipino questi cambiamenti e che siano in grado di gestirli ed di navigare nel nuovo ambiente geopolitico”.

L’analisi della Commissione sottolinea che potrebbe ridursi le tensione e conflitti quali quelli correlati al petrolio e al gas, così come l’importanza strategica di alcuni punti di contatto marittimi, e che la trasformazione energetica creerà anche nuovi leader dell’energia, con grandi investimenti nelle tecnologie delle energie rinnovabili che tenderanno a rafforzare l’influenza di alcuni Paesi. Al contempo gli esportatori di combustibili fossili potrebbero vedere un declino del loro potere e della loro influenza a livello globale, a meno che non adattino le loro economie alla nuova era energetica.

La sfida futura è un completo cambio di paradigma per l’autosufficienza energetica a livello planetario, a patto che alcuni paesi come la Cina non sfruttino la loro leadership nelle rinnovabili per imporre un nuovo assetto geopolitico globale a trazione cinese creando di fatto un monopolio.

Cinzia Palmacci

https://www.irena.org/

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