ALTO RISCHIO DI CONTRARRE L’AIDS CON I VACCINI ANTI COVID 19

Un avvertimento dai toni inquietanti è comparso nel 2020 sulla rivista Lancet: attenzione ai candidati vaccino contro Covid-19 che sfruttano l’adenovirus Ad5 perché potrebbe esistere la possibilità che rendano più suscettibili nei confronti dell’hiv. A lanciarlo sono alcuni esperti di malattie infettive che nel 2007 parteciparono allo studio Step, un trial interrotto perché il vaccino anti-hiv basato proprio su Ad5 sembrava aumentare il rischio di infezione di una categoria di volontari.

Sia chiaro: nelle attuali sperimentazioni dei candidati vaccino contro Covid-19 non è per ora emerso nulla del genere, ma secondo i ricercatori l’eventualità va presa in considerazione – soprattutto se si pensa di espandere i test ai Paesi in cui l’hiv ancora imperversa.

Lawrence Corey, esperto del Fred Hutchinson Cancer Research Center e i suoi colleghi nel 2007 parteciparono al trial noto come Step che voleva testare sicurezza ed efficacia di un vaccino a base di Ad5 contro hiv in categorie a rischio di infezione in America e in Australia. Il vaccino sembrava promettente, tanto che in Sud Africa si era avviato un ramo collaterale della sperimentazione, lo studio Phambili.

Gli studi però furono bruscamente interrotti quando dalle prime analisi di Step emerse un dato assai strano: nella categoria di volontari costituita da maschi non circoncisi e/o con anticorpi anti-Ad5 il rischio di contrarre hiv sembrava aumentare. Tutt’oggi però si fatica a trovare una spiegazione a questa correlazione, e i risultati dello studio Step restano di ambigua interpretazione.

Anche il Premio Nobel Luc Montagnier, da molti vituperato ingiustamente a causa delle sue posizioni critiche contro il vaccino Covid 19, ha dichiarato quanto segue:

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A giudicare da questi dati, appare di fondamentale importanza precauzionale un’analisi del sangue specifica per scongiurare ogni tipo di predisposizione all’HIV prima di ricevere il vaccino anti Covid 19. Ma quanti vaccinati in Italia e nel mondo hanno eseguito queste analisi raccomandate dai propri medici di famiglia? Perfino ottenere un’esenzione sembra diventata un’impresa titanica in Italia! Allora qual’è il problema? C’è stata carenza di un’adeguata informazione pre-vaccinale o la disinformazione sull’argomento è permeata da malcelata malafede?

A rendere il tutto ancora più inquietante una recente scoperta su una nuova variante dell’hiv più aggressiva e contagiosa. È la scoperta fatta nei Paesi Bassi da un team internazionale di ricercatori. Secondo lo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Science, la nuova variante del virus che causa l’Aids, chiamata Vb, circola nei Paesi Bassi da inizio anni ’90. La forza della carica virale è stimata da 3,5 a 5,5 volte superiore rispetto a quella del virus HIV-1, la variante più diffusa. Inoltre è in grado di indebolire il sistema immunitario con una velocità due volte superiore, esponendo i contagiati al rischio di contrarre l’Aids più rapidamente. La nuova variante Vb essendo particolarmente forte, così come il virus iniziale, distrugge i linfociti CD4 (globuli bianchi che difendono dalle infezioni).

“Lo scenario peggiore sarebbe l’emergere di una variante che combini alta virulenza, alta trasmissibilità e resistenza al trattamento”, ha detto al Financial Times Chris Wymant, autore principale dello studio. “La variante che abbiamo scoperto ha solo le prime due di queste proprietà”, ha aggiunto Wymant, riflettendo sulla possibile evoluzione del virus che ha causato la pandemia. E se consideriamo la tecnica dell’adenovirus dell’hiv, sfruttata per i vaccini anti Covid 19, c’è poco da stare tranquilli. L’organismo umano è una macchina perfetta, ma la manipolazione biologica dei virus può rivelarsi molto imprevedibile e sfuggire perfino al controllo del sistema immunitario umano.

Testo e ricerche a cura di Cinzia Palmacci

https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/10/20/coronavirus-vaccino-riio-hiv/

https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)32156-5/fulltext

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