
“Ad un segnale convenuto l’Occidente ha cominciato a marciare compatto verso la dittatura neo-comunista, l’ordine neo-feudale di cui da tempo ho parlato. In poche settimane i governanti hanno cominciato ad attuare il piano e a minacciare i propri cittadini di discriminazioni varie e privazioni di libertà costituzionali.
La risposta a queste decisioni autoritarie tipiche delle dittature determinerà la vita sociale dei prossimi mesi e forse anni. Già l’Autunno potrà dare indicazioni in questo senso.
[…] Lo dico in particolare per quei lettori che pensano che determinate situazioni abbiano bisogno di molto tempo per verificarsi. E poi, in men che non si dica, la vita cambia. O addirittura si perde.
Siamo in quella seconda metà del 2021 dove come da programma ci si aspettava l’inizio dei dolori.”
MARIO MONTI (senatore a vita!): Bisogna trovare delle modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione, in una situazione di guerra si devono accettare delle limitazioni alle libertà
Le maschere cadono, è inevitabile, e cadranno sempre di più.
Come dicevamo un sistema di potere, dinanzi al fallimento della propria strategia, piuttosto che arrendersi raddoppia la posta e diventa più estremo. Il senatore a vita lo spiega chiaramente: siamo in guerra (retorica vecchia di quasi due anni ormai), la democrazia va ridotta, le informazioni sono somministrate come un farmaco al malato, dunque vanno controllate perchè il malato non sa, non capisce.
O meglio, non deve capire.
L’obiettivo dell’agenda 2030 è stato dichiarato: sarai felice senza essere proprietario di nulla, ma solo possessore a tempo limitato. Si tratta di un gigantesco piano di esproprio della proprietà privata, a cominciare da quella del proprio corpo e della propria dignità sotto un regime di controllo totalitario della vita delle persone. Da lì alla proprietà delle cose il passaggio è rapido.
La comunistizzazione del mondo che viene trasformato in un sistema neofeudale con i signori che comandano da soli, protetti dall’uso della forza su una moltitudine di servi della gleba.
“Sarà come se il comunismo avesse invaso il mondo”
“Sarà difficile spostarsi da un luogo all’altro”
Abbiamo quindi due scenari: il primo che prevede l’implementazione del piano e dunque un progressivo peggioramento del vivere civile nel corso dei prossimi dieci anni con l’accettazione supina, o quasi, da parte dei popoli delle nuovi leggi. Il secondo che prevede il fallimento del piano in tempi piuttosto rapidi a causa delle sue molteplici contraddizioni oltre ovviamente che per la situazione di caos della geopolitica. In questa seconda ipotesi il piano può avanzare solo fino ad un certo punto.
Quel che è certo è che gli uomini, se ancora non l’hanno capito, devono prepararsi a vivere tempi molti difficili di penuria ed emergenze di vario tipo. In queste condizioni non può esserci pace sociale. Non può esserci stabilità economica e politica. Il potere quando ruba libertà ed acquisisce nuove armi non le molla più, certo non volontariamente.Le due nazioni in Europa che più di altre sembrano scelte come terra di esperimenti sono la Francia e l’Italia. Il recente “Trattato del Quirinale” lega ormai i destini ad un medesimo cupo scenario.
Chi non si adeguerà sarà perseguitato; è inutile girarci intorno, ma almeno avrà chiara la situazione. Gli altri, che obbediranno, inevitabilmente oltre a soffrire la penuria generale dovranno gestire anche le emozioni negative suscitate dal non comprendere il perchè del peggioramento della loro vita. Lo si vede già ora; in molti sono disperati perchè non comprendono. Non capiscono che i governanti non agiscono come dovrebbero per risolvere i problemi del popolo, ma per seguire un’agenda di trasformazione globale dove i popoli sono il bestiame da domare ed allevare. Il cortocircuito nasce da qui: il governo non può mentire, la stampa non può mentire, la “Scienza” non può mentire, le Corporations non possono mentire. Perchè se cosi fosse saremmo nella jungla.Ed infatti la Repubblica non c’è più, è caduta. Ne esiste solo il suo fantasma, ma tanto basta a mantenere la parvenza delle cose.
Quell’80 che segna l’inizio dei dolori per la Francia ed il mondo nelle profezie di Marie Julie Jahenny sembra essere cominciato esattamente all’inizio dell’ottantesimo anno dalla morte della veggente avvenuta il 4 Marzo del 1941. Il 23 Marzo 2020 viene emanata la legge di emergenza per contrastare la pandemia. E dal quel momento la Francia, come l’Italia ed altri paesi ancora sono precipitati nel baratro della grande riforma del Grande Reset.
Di seguito ho provveduto ad integrare il pronostico base degli eventi ottenuto per concatenazione con gli altri brani sviluppati in seguito.Il brano che si offre in prosa si arricchisce dunque ed offre uno spaccato del presente e del futuro piuttosto notevole, secondo le informazioni che al momento abbiamo.Buona lettura.
Dalle bavaresi Alpi vicino al Reno
Nascerà un grande troppo tardi venuto
In navigazione preso prigioniero gran Pontefice,
Il padre e il figlio, il prefetto, saran nella sua dimora
La Mater, nel verde leggero nascosta;
Il buon vegliardo sepolto ben vivo nei pressi di un gran fiume,
E il romano scettro sarà dal Gallo colpito,
Per il gran furore del re romano belgico.
Peste, fulmine e grandine verso la fine di Marzo
L’impero dal terzo barbaro usurpato,
Quando al regno giungerà lo sciancato;
Un soldataccio dalla lingua contorta,
Agli eretici aprirà la porta,
Il suo tempo s’avvicina che già io sospiro,
La sua perfidia avrà un tale riscontro,
Che per congiura il regno cadrà in gran rimorso.
Messo al suo posto, astuto, da Buenos Aires,
Uno che si grava di medaglie d’argento più che oro,
Che mai ve ne fu uno così maligno,
Al real cambio diverranno “poveri”,
Non del tutto Francesco libero da appoggio germanico
La corte sarà allora in un momento tormentato
E il regno andrà a male in un doppio dubbio.
Molti mali saran fatti per mezzo di questo gran Rosso:
Che lui stesso brucerà coi suoi intenti.
E gli eretici morti, banditi, esiliati.
E i due, il bianco e il nero, fra lor mischiati,
Saran sedotti al fratricidio.
Ad un prezzo più alto della mirra
I congiurati lo metteranno a morte.
Quando il più grande porterà il prigioniero
Uno solo dei più grandi fuggirà alle Spagne
Per morte senile, per lui il quarto colpito
E sangue si verserà per l’assoluzione
Di un nero severo ripien di fellonia.
Le città della contrada italica, dal Milanese al Meridione, saranno in grande ambascia;
Una gran peste verrà, in gran numero saranno condannati a morire soffocati,
Vicini i soccorsi, ma ben lontani i rimedi.
Fratelli e sorelle novax riuniti in luoghi senza difesa
Occuperanno la piazza, per loro inabitabile, e in diversi luoghi saran fatti prigionieri
Con dispiacere si vedranno i volti marchiati
Fame, peste e guerra: a lungo le terre areranno
E la fame che verrà sarà universale, tutti li divorerà,
Quando i monarchi saran fra loro in concilio:
Germani, Francesi e Spagnoli per il forte (Il Turco?).
La gran peste, per gente straniera
Di lor gran città vicino l’acqua in forte travaglio,
non cesserà prima che morte sia vendicata.
La piaga antica farà peggio del nemico;
Il sangue del giusto a Londra farà difetto,
La gran dama anziana scenderà dall’alto luogo.
Da Corinto ad Efeso ai due mari si navigherà
E guerra si muove fra due desiderosi di lotta.
L’Europa sarà in dubbio della sua alleanza con l’Ucraina.
Nascerà un grande che difenderà la Sarmazia e i Pannoni
Ma metterà a morte la maggior parte del suo sangue
E lo stesso farà in Turchia.
Dal Mar Nero e la grande Tartaria
Verrà un Re che attraverserà l’Alania
Fiero marcerà contro il forte d’Armenia (il Turco?).
Per oltrepassare la colonna d’Ercole
I discendenti di Ippolita affogheranno nel sangue
E a Bisanzio lascerà una sanguinante lancia.
Attraverseranno il Belgio fino a giungere in Francia,
Montaubant, Nismes, Auignon e Besier,
Il ponte di Parigi, le mura di Lione, Montpellier
Devastando tutto, e poi in pace
Nell’anno in cui in Francia un “occhio” regnerà.
Affinchè si avveri lo spirito di profezia:
Dall’Arabia Felice nascerà un potente nella legge islamica.
Un anno prima del conflitto Italico
Per mare e terra sarà fatto un gran tumulto
Il gran bastardo venuto dal grande del Maine
Eletto capo è causa di tempesta, fuoco, sangue
Tranne in quei luoghi designati per una pena leggera.
Là dove si trova la prelatura dei bianchi,
Nel tempio di fronte al palazzo,
L’alto tetto nel mezzo crolla sulle teste.
Col sacrificio si consumerà il fumo della festa
Sul palazzo alle finestre di pietra
E passerà ventoso su Parigi e i chiostri di Denis.
Mai Parigi fu in così dura situazione.
La barca allora diventerà scismatica,
Le sante leggi saranno peggiorate,
E i popoli insorgeranno contro i loro Re.
In sei fuggiti in abito religioso,
La appresso trasferiranno il seggio,
Quando un gran pontefice cambierà di sede.
Ecco colui che non ha avuto paura di morir di morte crudele
Quando sulla sponda del Tevere agitato sarà posto un serpente.
Quando Roma un nuovo Leopardo avrà,
Poco dopo un nuovo Re sarà unto,
L’Aquila sorgerà attorno a molte bandiere
Tardi e tosto viene il soccorso tanto atteso.
Apparirà verso il Settentrione,
Il sangue Reale del Vaticano terrà,
Un capitolo non vorrà affatto che regni,
I traditori che per il gallo si unirono sulle Alpi
andranno verso un giorno oscuro.
Il grande Celta, Enrico, entrerà in Roma
Per elevare la croce del papa atteso.
Il gran motore i secoli rinnova
Nel cielo visto fuoco di lunga cometa
Colpita dal cielo la terra tremante, e poi la pace.
“Dalle genti delle Alpi bavaresi vicino al Reno nascerà un grande che giungerà al soglio in tarda età. Durante il pontificato il gran Pontefice sarà preso come prigioniero; il Padre insieme al “figlio”, prefetto della Casa Pontificia, saranno nella sua dimora personale, la Mater Ecclesiae, nascosta nel verde. Il buon vegliardo nei pressi del Tevere sarà sepolto ben vivo. Alla fine non si saprà cosa sarà divenuto.
Così il Romano Scettro sarà dal S.Gallo colpito, per il furore del primate del Belgio. Peste fulmine e grandine verso la fine di Marzo e l’impero della Chiesa sarà usurpato dal terzo straniero. Al regno, messo al suo posto, giungerà lo sciancato. Un gesuita dal parlare ambiguo che aprirà la porta agli eretici. Il suo tempo s’avvicina che già sospiro. La sua perfidia sarà grande che a causa di questo congiurato la Chiesa cadrà in gran costernazione. E’ astuto, viene da Buenos Aires e porta il crocifisso d’argento invece che oro: mai prima ve ne fu uno così maligno.
Al cambio papale tutti diventeranno improvvisamente “poveri”.
Francesco non sarà del tutto libero dall’appoggio tedesco e la corte vivrà un momento di grande tormento così come il regno che andrà alla malora confuso dal dubbio della doppia conduzione. Molti mali si compiranno per questo gran Rosso ma alla fine lui stesso brucerà con le sue ambizioni e gli eretici saranno banditi o moriranno. I due però, il bianco e il nero, saranno sedotti al fratricidio: ad un alto prezzo i congiurati lo metteranno a morte. Quando il più grande fra loro porterà via il prigioniero, solo uno fuggirà verso le Spagne. Il quarto eletto sarà danneggiato da una morte senile e sangue si verserà per l’assoluzione del nero austero ripieno di fellonia.
Le città italiane, dal Milanese al Meridione, saranno in grande difficoltà: verrà una gran peste e in molti saranno condannati a morire soffocati. I soccorsi saranno vicini, ma i rimedi ben lontani. Uomini e donne <<novax>> radunati in vari luoghi, senza difesa, occuperanno le piazze contro i governi. Con dispiacere si vedranno indicati come sovversivi e in diversi luoghi saranno imprigionati. In quel tempo ci sarà la peste, la crisi economica, la guerra: si dovrà tornare alla terra.E la fame che seguirà sarà universale e li divorerà tutti, quando per il forte (il Turco?) i potenti saranno fra loro in concilio, Germani, Francesi e Spagnoli.
La gran peste che colpirà gli stranieri che vivono in Inghilterra in una gran città vicino l’acqua non cesserà prima che morte sia vendicata: il sangue del giusto sarà versato a Londra e la regina lascerà il suo ufficio. La peste farà più danni del nemico.
Da Corinto ad Efeso, fra Grecia e Turchia, guerra si muove fra due che desiderano la lotta e ai due mari si navigherà.
L’Europa sarà in dubbio per la sua alleanza con l’Ucraina. Nascerà un grande che verrà dal Mar Nero e dalla Russia, che difenderà la Sarmazia e i Pannoni, ma che metterà a morte la maggior parte del suo sangue slavo e così farà anche con i Turchi. Attraverserà il Caucaso e marcerà fiero in Armenia. Per oltrepassare i Dardanelli farà affogare nel sangue i discendenti di Ippolita e in Bisanzio lascerà una sanguinante lancia. Attraverseranno poi il Belgio per arrivare fino in Francia devastando tutto: Montaubant, Nismes, Auignon e Besier, il ponte di Parigi, le mura di Lione, Montpellier. Questo affinchè si avveri lo spirito di profezia: dallo Yemen sorgerà un potente leader islamico e poi verrà la pace quando in Francia regnerà un monarca illuminato da Dio.
Un anno prima del conflitto italico per mare e terra sarà fatto un gran tumulto: il gran bastardo eletto presidente in Francia sarà causa di rivolte e violenze meno che in luoghi che saranno protetti. A Parigi, dove i domenicani avevano sede, di fronte al palazzo, il tetto della cattedrale crollerà ed il fumo dell’incendio che avvolge le finestre di pietra consacrerà la festa di Pasqua e si disperderà per tutta Parigi fino ai chiostri di S. Denis.Parigi non fu mai in una situazione così dura. La Chiesa allora diventerà scismatica, le sante leggi verranno peggiorate ed i popoli insorgeranno contro i loro Re. In sei fuggiranno in abito religioso e il Seggio là sarà trasferito quando un gran Pontefice cambierà di sede.
Ecco poi colui che non avrà paura di morire di morte crudele quando a Roma giungerà un serpente, e la città avrà un nuovo Adriano.
Poco dopo però un nuovo Re sarà unto e l’Aquila imperiale sorgerà fra molte bandiere. Apparirà al Settentrione, tardi e tosto giunge il soccorso atteso; difenderà il sangue Reale della Chiesa di Roma (l’Eucaristia) anche se un capitolo non vorrà affatto che regni. I traditori, che si unirono per il S.Gallo sulle Alpi, andranno verso la loro rovina.
Il grande Celta, Enrico, entrerà a Roma per elevare la croce del Papa tanto atteso.
Iddio rinnova i tempi, nel cielo si vedrà il fuoco di una grande Cometa, colpita dal Cielo la terra tremante e poi, finalmente, la pace”.
